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In Svizzera, le misure volte a conservare la biodiversità possono vantare una lunga tradizione. Le principali sono state adottate quale risposta ad acute minacce. La Strategia Biodiversità Svizzera formula per la prima volta degli obiettivi a lungo termine. Fino alla metà del 2014, l’UFAM ha il mandato di elaborare, tramite un processo partecipativo, un piano d’azione che concretizzi le misure da intraprendere.
Nel 1875, le bandite federali di caccia sono state le prime zone protette sancite per legge. La caccia eccessiva aveva quasi sterminato le popolazioni di caprioli, cervi e stambecchi.
Negli ultimi 100 anni, la Svizzera ha definito altre zone protette: il Parco nazionale (1914), le riserve di uccelli acquatici e migratori (dal 1991) e i biotopi d'importanza nazionale (paludi alte e intermedie nel 1991, zone golenali nel 1992, paludi nel 1994, siti di riproduzione degli anfibi nel 2001 e prati e pascoli secchi nel 2010).
Allo scopo di conservare la biodiversità e le prestazioni ecosistemiche sul lungo termine, il Consiglio federale ha mandatato il DATEC di elaborare la Strategia Biodiversità Svizzera. Quest'ultima è stata approvata dal Consiglio federale in primavera 2012. L'UFAM elaborerà entro la metà del 2014, congiuntamente con le cerchie coinvolte, un Piano d'azione che definisca le misure concrete che permettano di raggiungere gli obiettivi fissati per la Strategia per la Biodiversità.
La Svizzera dispone di un ampio ventaglio di strumenti per
Si vedano in particolare la legge sulla protezione della natura e del paesaggio, la legge sulla pesca, la legge forestale, la legge sull'agricoltura, la legge sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici e la legislazione relativa alla protezione dell'ambiente e delle acque.
La lista delle specie prioritarie a livello nazionale e le Liste rosse delle specie minacciate sono aggiornate a scadenze regolari.
Nel 2001, la Svizzera ha introdotto un monitoraggio della biodiversità (MBD).
La Svizzera riconosce la necessità di programmi politici, convenzioni e strategie intersettoriali e ha avviato relative attività quali per esempio:
Per promuovere e conservare la diversità delle specie la Confederazione ha elaborato il Piano per la promozione delle specie in Svizzera. Per singole specie sono stati elaborati programmi e piani d'azione specifici (p. es. programma Promozione degli uccelli, Piano d'azione nazionale sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura). La Lista delle specie prioritarie a livello nazionale costituisce la base per determinare le priorità.
Negli ultimi dieci anni è stata promossa la collaborazione fra imprese private, organizzazioni ambientali, settore scientifico e amministrazione. Unitamente a iniziative volte a promuovere una produzione sostenibile esse hanno fornito un importante contributo alla conservazione della biodiversità (p. es. produzione sostenibile di generi alimentari o produzione di legno certificata).
Nell'ambito del controllo dei risultati, il settore scientifico, l'amministrazione e l'OCSE sottolineano che gli strumenti e le misure applicati finora sono buoni e in parte efficaci, ma di gran lunga insufficienti. Non sono infatti in grado di arrestare né la perdita di habitat e delle specie che ne dipendono né il peggioramento della qualità degli habitat.
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