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Messa al bando della sporca dozzina

FocusMaggio 2004

I dodici inquinanti organici persistenti più pericolosi saranno presto banditi in tutto il mondo: il 17 maggio 2004 infatti è entrata ufficialmente in vigore la Convenzione POP sulle sostanze organiche difficilmente degradabili. La Svizzera vorrebbe ospitare stabilmente a Ginevra la sede del Segretariato della Convenzione. Ma cosa sono i POP? Quali pericoli celano? E cosa fare per combatterli? Le risposte in questo numero di Focus.

POP sta per Persistent Organic Pollutants, ovvero per inquinanti organici persistenti. La sigla designa, cioè, un gruppo di composti chimici che si degradano molto lentamente nell'ambiente. Tra i più tristemente famosi, il DDT, i PCB e le diossine.

Accumulo e diffusione globale

La maggior parte dei POP hanno in comune il fatto di essere scarsamente idrosolubili e di accumularsi massicciamente nei tessuti adiposi degli esseri viventi. A mano a mano che si risale lungo la catena alimentare (p. es. plancton - pesce - foca), le loro concentrazioni crescono costantemente tanto da far parlare di "bioaccumulazione". Molti POP sono inoltre composti in parte volatili, il che significa che evaporano, vengono trasportate dall'atmosfera, per poi tornare a ricondensarsi in presenza di basse temperature. Attraverso questo processo, essi raggiungono spesso alte concentrazioni anche a grande distanza dal luogo in cui sono impiegati, ad esempio nell'Artico.

Il trasporto nell'atmosfera e la bioaccumulazione fanno sì, ad esempio, che il latte di donne Inuit che vivono nell'estremo nord del Canada e che si cibano prevalentemente di pesce e carne contenga concentrazioni di PCB 5 volte superiori a quello di donne che vivono nel sud del Paese.

Di POP ci si ammala

Molti POP sono sospettati di provocare il cancro: sono infatti tossici per il sistema nervoso e e si suppone abbiano effetti dannosi sulla fertilità, il sistema immunitario e quello ormonale. Per gli uomini, la maggiore fonte di esposizione viene dall'alimentazione; secondario, invece, il ruolo dei vapori.

Numerosi studi stabiliscono inoltre una relazione tra POP e malformazioni, disfunzioni e mancato successo riproduttivo negli animali.

Ai POP sono, ad ogni modo, sempre più spesso legati casi di contaminazione che vedono coinvolte migliaia di persone. Tra gli esempi più noti, l'olio di riso contaminato da PCB in Giappone e a Taiwan e la nube di diossina sprigionatasi a seguito dell'incidente chimico di Seveso. 

Divieto dei 12 POP più pericolosi

Per arginare i pericoli legati all'impiego di queste sostanze, la Svizzera, insieme ad altri 91 Stati, ha firmato nel maggio 2001 a Stoccolma l'omonima Convenzione sugli inquinanti organici persistenti. La Convenzione mette in particolare al bando i dodici POP più pericolosi, vietandone in larga misura la fabbricazione, l'impiego e il commercio. L'accordo prevede inoltre l'obbligo di costruire impianti di incenerimento e di smaltimento che generino meno POP, di allestire un inventario dei depositi di materiali contaminati da POP e smaltirne le scorie in modo ecologico.

La Convenzione di Stoccolma è entrata ufficialmente in vigore il 17 maggio 2003, novanta giorni dopo che sarà stata ratificata dal 50° Stato firmatario: la Francia. La Svizzera è stato il 34° Stato a sottoscrivere definitivamente l'accordo, ratificandolo già nel luglio 2003.

Le sostanze chimiche vietate che fanno parte della cosiddetta "sporca dozzina" si dividono in tre gruppi:

  • i pesticidi, tra cui l'aldrin, il clordano e il DDT;
  • le sostanze chimiche industriali PCB e esaclorobenzene;
  • le diossine e i furani clorurati, che risultano come sottoprodotti dai processi di combustione.


Per saperne di più sulla «sporca dozzina» 

Sostanze chimiche tossiche: un problema per i Paesi in via di sviluppo

Con un giro d'affari pari a 18 miliardi di franchi, i prodotti chimici e farmaceutici rappresentano oggi la maggiore voce d'esportazione del nostro Paese. In Svizzera - come nella maggior parte degli Stati industriali - i POP sono stati tuttavia largamente eliminati: la loro produzione, il loro impiego e il loro commercio sono ormai vietati da anni e speciali impianti d'incenerimento sono in grado di renderne innocue le scorie.

Lo stesso non può dirsi per la maggior parte dei Paesi in via di sviluppo. Qui si ammucchiano ancora, talvolta, enormi giacenze di pesticidi scaduti. In molti trasformatori e altri apparecchi elettrici si ritrovano ancora grosse quantità di PCB e impianti di produzione e d'incenerimento obsoleti continuano ad emettere nell'ambiente diossine e furani.

Per saperne di più sull'impegno della Svizzera nei Paesi in via di sviluppo

Impegno internazionale

Accanto a quella di Stoccolma, altre due Convenzioni internazionali offrono alla Svizzera un quadro entro cui impegnarsdi per lottare contro gli effetti negativi di sostanze chimiche e rifiuti:

La prima è la Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e sulla loro eliminazione, i cui obiettivi sono:

  • ridurre al minimo i trasporti transfrontalieri;
  • trattare, riciclare e smaltire i rifiuti in modo ecologico il più vicino possibile al luogo in cui sono generati;
  • ridurre la generazione di rifiuti speciali alla fonte (p. es. attraverso l'impiego di tecnologie produttive pulite).

La Svizzera partecipa al progetto pilota del Fondo globale per l'ambiente (GEF) finalizzato allo smaltimento di vecchi depositi di pesticidi provenienti da Paesi africani in appositi impianti in Europa. I pesticidi, che contengono dei POP, saranno trasportati via mare e poi distrutti negli impianti di incenerimento dei rifiuti speciali.

La Convenzione di Basilea è entrata in vigore nel 1992; il suo Segretariato ha sede a Ginevra.

La seconda è la Convenzione di Rotterdam sul commercio di sostanze chimiche pericolose (Convenzione di Rotterdam concernente la procedura di assenso preliminare con conoscenza di causa per taluni prodotti chimici e antiparassitari pericolosi nel commercio internazionale), con cui le Parti si impegnano a:

  • informarsi reciprocamente circa nuovi divieti o restrizioni imposti a sostanze chimiche nei rispettivi Paesi;
  • informare il destinatario delle restrizioni cui sono soggette nel proprio Paese le sostanze chimiche esportate;
  • chiedere, mediante una procedura ufficiale di notifica, l'autorizzazione del Paese importatore quando si esporta una sostanza non inclusa nell'elenco della Convenzione.

Con questa procedura di notifica (Prior Informed Consent Procedure, PIC) si intende in particolare proteggere i Paesi in via di sviluppo dall'importazione non voluta di sostanze pericolose. La Convenzione di Rotterdam è entrata in vigore il 24 febbraio 2004; la prima Conferenza delle Parti avrà luogo a Ginevra dal 18 al 24 settembre 2004.

Ginevra, polo internazionale di competenze in materia di sostanze chimiche

La Svizzera aspira ad ospitare permanentemente a Ginevra i Segretariati, attualmente ad interim, delle Convenzioni di Stoccolma (POP) e di Rotterdam (PIC). L'obiettivo è di consolidare, entro le mura della Casa internazionale dell'ambiente di Ginevra, il centro di competenza internazionale in materia di sostanze chimiche e rifiuti. Si potrebbero così sfruttare in maniera ottimale le sinergie prodotte dalla presenza a Ginevra di gran parte delle istituzioni ONU, delle organizzazioni non governative e dei programmi internazionali attivi nel settore dell'ambiente:

  • Il Segretariato della Convenzione di Basilea;
  • il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) Sezione Chemicals;
  • l'International Program on Chemical Safety (IPCS);
  • l'Intergovernmental Forum on Chemical Safety (IFCS);
  • l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS);
  • l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) l'Istituto delle Nazioni Unite per la formazione e la ricerca (UNITAR);
  • l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL).

La sede definitiva dei Segretariati delle Convenzioni di Rotterdam e di Stoccolma sarà decisa in occasione delle prime Conferenze delle Parti, che avranno rispettivamente luogo nel settembre 2004 (PIC) e ad inizio 2005 (POP).


Contatto: info@bafu.admin.ch
Ultimo aggiornamento: 20.02.2007

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