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01.12.2008 - Le giornate della scienza dell’UFAM intendono promuovere il dialogo fra scienza, politica e società per applicare con più efficacia le conoscenze attuali all’elaborazione di soluzioni concrete per i problemi ambientali. Ciò avverrà anche nel corso della prossima giornata del 1° dicembre 2008 a Berna dedicata al tema “Dalla conoscenza all’azione – come promuovere un consumo rispettoso dell’ambiente?” Questo è l’obiettivo di Daniel Zürcher, capo della sezione Innovazione dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM).
Il 1° dicembre di quest'anno l'UFAM organizza la terza giornata della scienza. Perché?
Per adempire il proprio mandato, l'UFAM deve necessariamente collaborare in stretto contatto con il mondo della scienza dato che tutti i suoi lavori e le sue decisioni poggiano su basi scientifiche. È una giornata particolare, in cui i collaboratori scientifici dell'UFAM si incontrano con il mondo della ricerca per discutere delle conoscenze attuali in materia di protezione dell'ambiente e delle risorse. Inoltre sono invitate alla giornata altre personalità del mondo dell'economia, della politica, dell'amministrazione e della società, poiché i problemi ambientali di portata generale possono essere affrontati soltanto grazie alle consocenze, all'esperienza e al sostegno di tutte le parti coinvolte.
Qual è l'obiettivo di questa giornata?
Lo scambio di informazioni. Ognuno deve poter comprendere qual è il livello di conoscenza delle altre parti coinvolte e quali sono le necessità urgenti in materia di ricerca. Queste informazioni servono direttamente all'UFAM per elaborare la propria linea politica: sia sul piano strategico, ad esempio per formulare meglio leggi e ordinanze, sia sul piano concreto delle misure adottate dalle autorità per risolvere i problemi ambientali.
La giornata della scienza è aperta anche al pubblico o è riservata esclusivamente agli esperti?
La ricerca sull'ambiente non deve mai rinchiudersi in una torre d'avorio, ma deve fornire contributi concreti alla soluzione dei problemi, per il bene dell'intera società. In futuro, la scienza dovrà scendere di più fra la gente per avviare un dialogo con la società. Le giornate della scienza dell'UFAM sono perciò aperte a tutti coloro che lavorano alla soluzione dei problemi ambientali. L'UFAM non invita solo i ricercatori ma anche tutte le parti interessate come i rappresentanti delle ONG e - quest'anno in particolare - delle organizzazioni dei consumatori. Affinché la scienza possa farsi carico delle questioni d'attualità, tutti partecipanti devono avere la possibilità di ascoltare e discutere i risultati scientifici più recenti e di mettere in luce le loro esperienze pratiche. I problemi ambientali sono molto complessi e sono percepiti in modo diverso dalle parti interessate. Per trovare delle soluzioni è perciò necessario coinvolgere tutti i gruppi e unire le conoscenze dei diversi settori del sapere e della società. Le giornate della scienza dell'UFAM intendono perciò promuovere questo approccio interdisciplinare affinché le conoscenze disponibili possano essere meglio indirizzate verso soluzioni concrete.
Quale valenza assume questa giornata nell'ambito della collaborazione fra UFAM e scienza?
La giornata della scienza rappresenta effettivamente il momento culminante dell'anno nella collaborazione con la scienza. Oltre allo scambio professionale viene dato spazio anche ai contatti personali. Questo consente a tutti di ritrovare una valida motivazione per andare avanti. Inoltre, l'effettiva importanza della ricerca scientifica, che spesso passa in secondo piano, viene rivalutata grazie all'interesse degli ascoltatori e al riscontro ottenuto presso di loro.
Perché l'UFAM ha bisogno di uno scambio con la scienza?
Un'autorità statale come l'UFAM deve basare le proprie decisioni su conoscenze scientifiche ineccepibili. Spesso si tratta di decisioni che hanno conseguenze fondamentali per interi gruppi di popolazione o per centinaia di imprese e che talvolta comportano costi ingenti. Penso per esempio alle polveri fini: per proteggere la popolazione e i lavoratori è necessario fissare un valore limite per le macchine da cantiere. A seconda di questo valore, chi gestisce le macchine da cantiere deve acquistare nuovi filtri e installarli sulle proprie macchine. È necessario pertanto che il valore limite venga definito correttamente. Per questo c'è bisogno della scienza che opera in moto metodico e che fornisce risultati trasparenti e documentabili.
In che modo l'UFAM collabora con la scienza? Sono chiamate in causa soprattutto le scienze naturali, le scienze di base o le discipline applicate?
Molti progetti riguardano le scienze naturali per l'ampia gamma di tematiche di cui si occupa il nostro ufficio che attengono a tutte le possibili discipline ambientali: dalla protezione delle specie all'acqua, passando per l'aria, il rumore, l'elettrosmog e il clima. Per taluni aspetti vengono condotte anche delle ricerche nei settori delle scienze sociali o economiche, ad esempio quando è necessario capire perché le persone continuano a commettere gli stessi errori, nonostante siano informate sulle conseguenze dei loro comportamenti! Poiché l'UFAM è un Ufficio che si occupa principalmente dell'esecuzione, la maggior parte dei progetti riguarda la ricerca applicata. Come indica il termine stesso, intendiamo poter "applicare" i risultati della ricerca il più rapidamente possibile. Talvolta è però necessario disporre di maggiori conoscenze di base su un determinato problema, prima di poter pensare a come risolverlo: ad esempio, prima di elaborare misure per la protezione di una specie, occorre sapere quali sono le sue esigenze in termini di habitat naturale.
L'UFAM sostiene la scienza anche sul piano finanziario?
L'UFAM dispone attualmente di circa 8 milioni di franchi l'anno per svolgere le proprie attività di ricerca. Poiché non disponiamo di un nostro istituto di ricerca, i progetti vengono svolti interamente da istituzioni di ricerca esterne su mandato dell'UFAM. In questo senso si può affermare che sosteniamo la scienza anche sul piano finanziario. Si tratta comunque sempre di progetti rilevanti per il nostro lavoro e che vengono definiti dall'UFAM. Le istituzioni scientifiche non possono perciò presentare semplicemente dei progetti sperando di ottenere finanziamenti.
L'UFAM sostiene anche l'applicazione pratica dei risultati delle ricerche?
Sì, con lo strumento della promozione della tecnologia ambientale, con cui l'UFAM sostiene lo sviluppo di tecnologie innovative dalle ultime fasi di sviluppo fino alla commercializzazione. In questo caso i partner del mondo della scienza e dell'economia possono presentare domande per nuovi progetti. La decisione relativa al finanziamento viene presa da un gruppo di esperti indipendenti. Per questi progetti sono disponibili circa 4 milioni di franchi l'anno.
La giornata della scienza di quest'anno è dedicata al consumo rispettoso dell'ambiente. Perché questo tema?
Conosciamo tutti molto bene i problemi ambientali e le possibili soluzioni, ma abbiamo molte difficoltà ad applicare queste conoscenze nella quotidianità. Sarebbe questo il nostro punto di partenza. Pertanto nel nostro piano direttore di ricerca 2008-2009 abbiamo incluso un nuovo tema prioritario che riguarda proprio questa tematica. Il consumo rispettoso dell'ambiente è un esempio eccellente con il quale intendiamo mostrare che è possibile passare dalla teoria alla pratica.
A quali esempi sta pensando?
Per quanto riguarda il consumo siamo tutti soggetti passivi e attivi al contempo: attraverso la nostra domanda di prodotti e servizi siamo in grado di influire in modo decisivo sugli aspetti ambientali della produzione e del commercio. Basta pensare ai prodotti dell'agricoltura biologica: alcuni anni fa Migros li ha incluso nel suo assortimento dopo che i consumatori di tutta la Svizzera erano passati in massa alla grande catena di distribuzione Coop, la quale aveva infatti riconosciuto per prima la forte domanda di prodotti biologici. La scienza può contribuire in modo determinante a promuovere un consumo rispettoso dell'ambiente mostrando come le decisioni dei consumatori possano incidere nel lungo periodo e come le informazioni scientifiche possano promuovere scelte consapevoli. In questo contesto si sono ormai diffusi termini quali ecobilancio, life cycle assessment, trasparenza del mercato, eco label, etichettaAmbiente, sistema bonus-malus, tasse d'incentivazione ecc. Lo Stato ha quindi il compito di trovare gli strumenti corretti per orientare lo sviluppo verso un consumo rispettoso dell'ambiente e delle risorse.
In che misura lo Stato rispetta l'ambiente?
Lo Stato, la Confederazione, i Cantoni e i Comuni rappresentano un grande consumatore. Il settore pubblico, attraverso il proprio sistema di acquisti, consuma circa il 10 per cento dei beni di consumo in Svizzera: sedie, computer, carta, materiale da ufficio ecc. Ci siamo posti l'obiettivo di trasformare la Confederazione e i suoi impiegati in consumatori esemplari. Per questo è nato RUMBA, il programma per l'introduzione di un sistema di "Gestione delle risorse e management ambientale dell'Amministrazione federale", che si basa su un decreto del Consiglio federale del 1999.
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