La presente edizione è adatta per browser con un supporto CSS insufficiente e destinata soprattutto alle persone ipovedenti. Tutti i contenuti sono visualizzabili anche con browser meno recenti. Per una migliore visualizzazione grafica si raccomanda tuttavia l'uso di un browser come Firefox 3 o Internet Explorer 7.
Inizio zona contenuto
31.07.2012 - Nel 1999 l'UFAM ha avviato il programma «Protezione delle greggi in Svizzera» al fine di promuovere l'integrazione dei cani da protezione nelle greggi. La collaborazione con gli allevatori ha dato buoni frutti: le predazioni ai danni di animali da reddito appartenenti a greggi protette sono ridotte al minimo.
Nel presente focus i lettori potranno trovare:
Attualmente in Svizzera sono presenti quasi 200 cani da protezione impiegati in circa 90 alpeggi. Una carta interattiva pubblicata sul sito www.herdenschutzschweiz.ch riporta tutti gli alpeggi dove si registra la presenza di cani da protezione.
I cani da protezione delle greggi nascono all'interno del gregge e crescono fra pecore, capre o bovini. Ciò consente ai cani di socializzare sin dalla nascita con gli animali da reddito che dovranno proteggere e di istituire con loro uno stretto rapporto. I cani da protezione delle greggi sono fedeli, vigili, coraggiosi e indipendenti. Controllano e abbaiano a tutto ciò che è estraneo al loro gregge o che non conoscono.
Vedi il filmato sul sito:
Generalmente i cani da protezione delle greggi non sono più pericolosi di altri cani. Sono infatti selezionati e allevati con cura affinché adottino un comportamento corretto nei confronti di persone estranee. In quest'ambito l'Ufficio federale dell'ambiente UFAM collabora strettamente con l'associazione Cani da protezione delle greggi in Svizzera. Gli allevatori e i proprietari di questi cani da protezione devono soddisfare requisiti elevati. È importante che le persone che si trovano nelle vicinanze dei cani si comportino correttamente e rispettino i pannelli informativi con le avvertenze di sicurezza.
I cani da protezione delle greggi tollerano la presenza di altri cani, a condizione che siano al guinzaglio e che si trovino a una certa distanza dal loro gregge. In caso di difficoltà si raccomanda di liberare il proprio cane dal guinzaglio.
Si veda al riguardo il filmato sul corretto comportamento da adottare nei confronti dei cani da protezione, pubblicato sul sito:
Gli escursionisti, i ciclisti di mountain bike e i cacciatori nelle zone di pascolo sono invitati a rispettare la presenza di cani da protezione. È sufficiente osservare le regole comportamentali contenute nei pannelli informativi posizionati nelle zone di pascolo:
L'esperienza acquisita nei 90 alpeggi mostra che i cani da protezione delle greggi svolgono un buon lavoro: infatti, le perdite registrate nel 2011 sono state minime e, nelle Prealpi occidentali, le greggi protette dai cani non hanno subito nemmeno una perdita. Attualmente i cani proteggono circa 30'000 delle 250'000 pecore estivate. Nonostante i numerosi successi sono ancora diverse le sfide da affrontare, come ad esempio la protezione delle mandrie bovine e i conflitti tra i cani da protezione e i turisti.
Per garantire la coesistenza fra i grandi predatori e gli allevatori di bestiame minuto, l'UFAM ha varato nel 1999 un programma di protezione delle greggi. Al contempo, l'Ufficio federale dell'agricoltura UFAG ha emanato delle misure volte a migliorare la gestione degli alpeggi. L'ottimizzazione della gestione delle greggi mediante la creazione di pascoli in rotazione e l'impiego di pastori sono condizioni importanti per garantire il successo delle misure di protezione delle greggi. L'organizzazione agricola AGRIDEA è stata incaricata di coordinare a livello nazionale le misure di protezione delle greggi.
Il programma si regge su tre pilastri:
L'associazione Cani da protezione delle greggi in Svizzera si occupa per conto della Confederazione dell'allevamento e della formazione dei cani da protezione e ne promuove l'impiego responsabile e conforme alle normative vigenti.
L'UFAM sostiene gli allevatori di animali da reddito nell'ambito dell'attuazione delle misure di protezione delle greggi, offrendo loro consulenza e formazione individuali e stanziando contributi per l'acquisto e il mantenimento dei cani da protezione delle greggi. Per queste attività l'UFAM dispone attualmente di fondi pari a 850'000 franchi l'anno. L'UFAG prevede inoltre l'erogazione di incentivi finanziari volti a promuovere i pascoli in rotazione e la sorveglianza permanente delle greggi per l'estivazione del bestiame minuto. Entrambi i sistemi creano buone premesse per la messa a punto di un programma di protezione delle greggi funzionante e che preveda l'impiego di cani. Infine, è previsto di versare agli allevatori di animali da reddito un indennizzo per ogni animale ucciso, a patto che riescano a dimostrare l'avvenuta predazione.
In linea di principio l'allevatore di animali da reddito deve mostrarsi disponibile ad attuare gli adattamenti eventualmente necessari per attuare misure efficaci di protezione delle greggi nell'ambito della gestione dei pascoli e a cooperare con il programma di protezione delle greggi. Un carico di lavoro supplementare deve essere accettato sia per l'impiego dei cani che per l'allestimento dei recinti. L'impiego di cani da protezione rimane volontario e presuppone una motivazione di fondo e un elevato livello di responsabilità da parte degli allevatori.
La presenza dei lupi è sempre più diffusa e la formazione di branchi è ormai imminente. Di conseguenza aumentano sia i requisiti per i cani da protezione delle greggi e i loro padroni che i mezzi finanziari necessari per l'attuazione del programma di protezione delle greggi. Attualmente l'UFAM e l'UFAG stanno elaborando un rapporto per il Consiglio federale che prevede diversi scenari volti a garantire la protezione delle greggi nel lungo periodo, sia dal punto di vista giuridico che a livello finanziario
Il lupo ha iniziato a ripopolare la Svizzera dal 1995. I primi esemplari provenienti dalla Francia e dall'Italia sono emigrati in modo naturale nel nostro Paese. Al momento si stima che la Svizzera ospiti una popolazione di lupi pari a circa 10-20 capi. Nel 2012 le analisi genetiche hanno consentito di provare la presenza di cinque individui. In Svizzera il lupo è protetto dalla legge federale sulla caccia e sulla protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (LCP) e dalla Convenzione di Berna.
I lupi non sono pericolosi per l'uomo. Anche se non sono animali necessariamente schivi, in genere evitano gli incontri con l'uomo. Quanto alla popolazioni di lupi, si distingue tra una densità possibile in termini ecologici e una accettata in termini sociopolitici: ciò significa che la Svizzera potrebbe offrire cibo a un numero di lupi maggiore rispetto a quello che la popolazione residente nel territorio interessato sia disposta ad accettare. Per tale motivo, la protezione del lupo può essere efficace soltanto se alle regioni di montagna si concedono il tempo e il sostegno necessari per imparare a convivere con la specie.
Queste sono anche le linee di indirizzo della revisione dell'ordinanza sulla caccia, entrata in vigore il 15 luglio 2012. La revisione prevede che in futuro si possa regolare una popolazione di lupi a partire dal momento in cui raggiunge la grandezza e la stabilità necessarie alla sua sopravvivenza. Si tratta di garantire insieme agli altri Paesi alpini la presenza nelle Alpi di una popolazione di lupi in grado di sopravvivere a lungo termine.
I lupi predano tra i 100 e i 350 animali da reddito l'anno, prevalentemente pecore. Nel 2011 ne sono stati predati 270. Secondo l'ordinanza sulla caccia, i danni subiti dagli animali da reddito sono a carico della Confederazione (nella misura dell'80%), e dei Cantoni (nella misura del 20%). Dal 1996 l'UFAM corrisponde in media 40 000 franchi l'anno per risarcire i danni causati dai lupi.
La gestione del lupo è disciplinata dalla Strategia Lupo Svizzera. Tale strategia poggia su tre pilastri: il rimborso dei danni da parte degli enti pubblici, la prevenzione dei danni mediante il programma di protezione delle greggi allestito dalla Confederazione e la possibilità di intervenire, ossia di uccidere singoli lupi che causano danni, di regolare la popolazione presente su una vasta area e di proteggere le greggi.
Fine zona contenuto