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L'Ufficio federale dell'ambiente si rallegra per l'avvistamento in Svizzera del primo salmone tornato dal Mare del Nord. Grazie all'impegno dei Paesi rivieraschi (Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svizzera) e dell'Unione Europea, la qualità delle acque del Reno è molto migliorata dagli anni Ottanta a oggi. Per ristabilire l'ecosistema del Reno e la sua tradizionale ricchezza faunistica e floristica sono state adottate delle misure di rivitalizzazione. Il salmone ha così ricolonizzato una parte degli affluenti del corso inferiore del Reno (ad es. il Sieg in Germania).
La migrazione del salmone si ritrova, tuttavia, praticamente bloccata a circa 150 chilometri a valle di Basilea per via di numerose centrali idroelettriche che non sono ancora dotate di impianti di risalita per i pesci. Per due di esse, la costruzione di tali opere è stata già decisa. La Svizzera, insieme agli altri Stati riuniti nella Commissione internazionale per la protezione del Reno (CIPR), sta attualmente cercando delle soluzioni affinché queste ultime barriere siano abbattute.
Più a monte, grazie a delle misure di rivitalizzazione, in particolare della Birs, la Svizzera offre dei luoghi di riproduzione adeguati. La femmina di salmone potrebbe dunque deporvi le uova nei prossimi mesi. Come afferma Willy Geiger, vicedirettore dell'Ufficio federale dell'ambiente, «quando si creano delle condizioni un po' favorevoli, le specie ricolonizzano rapidamente gli spazi ritrovati. Questa grande capacità della natura è dalla nostra parte».
In origine, i salmoni erano nell'Aare, nella Reuss, nella Limmat, nella Birs, nella Wiese, nella Thur, nella Sarine e nei loro affluenti. Nel 1915, nel solo Cantone d'Argovia ne sono stati pescati più di 1000. Tuttavia, la costruzione delle centrali idroelettriche nell'Alto Reno ha impedito loro di risalire fino alle zone di riproduzione. Verso la fine degli anni Cinquanta, questa specie ittica è completamente scomparsa dalla Svizzera.