Webzine AMBIENTE 3/2008: Cambiamento climatico
Far di necessità virtù
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Editoriale di Bruno Oberle, direttore dell'Ufficio federale dell’ambiente UFAM
Cambiamento climatico: il momento ideale per raccogliere la sfida
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Il cambiamento climatico di origine antropica – cioè quello prodotto per mano dell’uomo – è tra le maggiori sfide dei tempi moderni. E tocca ora all’uomo raccoglierla. Per contenere entro limiti sopportabili il riscaldamento globale la comunità internazionale deve stabilizzare e poi ridurre drasticamente le emissioni di gas serra. Per farlo non basta sfruttare le risorse in modo molto più efficiente e più ecologico: occorre ripensare integralmente il modo di usare l’energia.
Protezione del clima: ridurre il CO2 al quotidiano
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Alloggio e mobilità: sono queste le dimensioni della quotidianità che incidono maggiormente sul bilancio privato di CO2. E quelle in cui è possibile fare di più per ridurlo. Chi sfrutta i notevoli potenziali di risparmio presenti in entrambi i settori precorre i tempi e fa molto – per sé, per il proprio portafoglio e per la protezione del clima.
Cambiamento e riscaldamento del clima: “Non agire sarebbe insensato!”
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Per contenere entro livelli sostenibili gli effetti globali del riscaldamento climatico l’umanità deve ridurre le emissioni di gas serra – e farlo il più presto possibile. È quanto afferma in un’intervista ad AMBIENTE il professor Thomas Stocker, docente di climatologia all’Università di Berna e membro dell’International Panel on Climate Change (IPCC), la piattaforma internazionale voluta dall’ONU per raccogliere e vagliare le conoscenze scientifiche in materia di cambiamento climatico.
Protezione del clima: da sola la tecnica non basta
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Il progresso tecnologico svolge un ruolo chiave nella lotta contro il cambiamento climatico. La messa a punto di fonti d’energia alternativa, di processi e prodotti più efficienti e di nuove tecniche – vedi quella dell’estrazione e dello stoccaggio sotterraneo dell’anidride carbonica – non bastano tuttavia ad arrestare il riscaldamento del clima. Le innovazioni riescono infatti a cambiare qualcosa solo quando qualcosa cambia anche nelle mentalità.
Clima: un’occasione d’oro per l’economia
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Un commercio eco-compatibile non è in contrasto con gli interessi dell’economia. Deve al contrario costituire una base su cui fondare il futuro benessere della società. Ci vuole calcolo e intraprendenza, ma le economie e le imprese che oggi investono nella protezione del clima saranno i vincitori dei mercati di domani.
Cambiamento climatico ed effetti sociali: una questione di equità
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Gli Stati industriali ne sono i principali responsabili, ma le conseguenze del cambiamento climatico interessano anche i Paesi in via di sviluppo e le generazioni future. Le misure di protezione del clima mondiale rispondono dunque anche a una ricerca di equità, solidarietà e dignità umana. È quanto spiega ad AMBIENTE il professor Hans Ruh, che dopo aver diretto l’Istituto di etica sociale dell’Università di Zurigo presta ora consulenza alle aziende su questioni etiche.
Politica climatica: siamo solo agli inizi
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“Tutti puntano il dito contro i concorrenti per giustificare il perché vorrebbero ma non possono”, dice Moritz Leuenberger, ministro dell’ambiente (1995-2010), in merito alle pecche della politica climatica. E chiede alla comunità internazionale – ma anche ai produttori di gas serra “interni” – di non ridursi al ‘minimo comun denominatore’, ma di cercare la ‘massima comune responsabilità’.