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Con il Vertice di Rio, la comunità internazionale si è posta l'obiettivo di fornire un contributo per risolvere i problemi ambientali globali. Nei Paesi in via di sviluppo mancano tuttavia sovente i fondi necessari. Il Fondo mondiale per l'ambiente (GEF) è stato creato per poter sostenere tali Paesi nell'applicazione delle convenzioni relative al settore ambientale.
Il Fondo mondiale per l'ambiente (Global Environmental Facility, GEF) è il meccanismo di finanziamento delle principali convenzioni nel settore ambientale, approvate in occasione del Vertice di Rio o successivamente. Il GEF, che rappresenta attualmente il principale strumento di finanziamento a livello mondiale per l'applicazione delle convenzioni e dei protocolli nel settore ambientale, deve assolvere in particolare i compiti riportati qui di seguito:
Oltre a progetti ambientali concreti vengono incentivate soprattutto misure volte a rafforzare a lungo termine le capacità individuali, istituzionali, analitiche e sistemiche dei Paesi in via di sviluppo e in transizione, affinché tali Paesi possano sviluppare e realizzare misure di politica ambientale. Una particolarità delle misure avviate dal GEF è che riescono a mobilizzare importanti cofinanziamenti da altre fonti. Tali cofinanziamenti sono tre volte superiori all'importo dei fondi immessi dallo stesso GEF (3,1 mld di dollari per il quinquennio 2006-2010).
In Svizzera l'accompagnamento dei lavori del GEF è di competenza dell'UFAM. L'Ufficio lavora in stretta collaborazione con la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC).
La Svizzera rappresenta permanentemente il proprio gruppo di voto - a cui appartengono anche i Paesi partner dell'Asia centrale Kirgistan, Uzbekistan, Tagikistan, Turkmenistan, Kasakistan e Azerbaigian - nel Consiglio del GEF. L'attività di questo gruppo di voto, creato nel 1999 su iniziativa della Svizzera, è intensa. Il Consiglio del GEF si riunisce due volte l'anno e decide in particolare in merito all'orientamento strategico dei progetti.
Nel quadro della Convenzione sui cambiamenti climatici esistono due fondi che sostengono i Paesi in via di sviluppo e in transizione. Entro il 2010 saranno versati complessivamente 6,15 milioni di franchi al «Special Climate Change Fund» (sostegno finanziario per l'attuazione della Convenzione) e al «Least Developed Countries Fund» (sostegno specifico ai Paesi più poveri dell'Africa e dei Paesi insulari particolarmente minacciati).
Oltre al GEF, esiste anche il Fondo multilaterale per l'ozono, che sostiene i Paesi in via di sviluppo nell'attuazione del Protocollo di Montreal. L'obiettivo di tale Protocollo è ridurre gradualmente e infine vietare la fabbricazione e l'utilizzo delle principali sostanze che distruggono lo strato di ozono (CFC, HCFC, halon, tetracloruro di carbonio e bromuro di metile). I Paesi industrializzati vietano sin dal 1996 l'utilizzo di gran parte di tali sostanze, mentre nei Paesi in via di sviluppo il loro uso sarà vietato solo a partire dal 2010. Finora sono stati finanziati oltre 5000 progetti in 139 Paesi, per una somma complessiva di circa 1,74 miliardi di dollari. La realizzazione di tali progetti ha consentito finora di ridurre di 182 000 tonnellate l'uso di sostanze che distruggono lo strato di ozono e di 71 000 tonnellate la loro produzione.
Nell'estate 2007, il Parlamento ha approvato il credito quadro di 109,77 milioni di franchi per un periodo di almeno quattro anni per il finanziamento delle attività nel settore della politica ambientale internazionale. Tale credito quadro garantisce il proseguimento ininterrotto dell'impegno della Svizzera, iniziato nel 1991 con 145 milioni di franchi dal credito per i festeggiamenti del 700esimo della Confederazione (pari complessivamente a 700 mln. di franchi), e proseguito con i crediti quadro di 88,5 milioni di franchi e di 125 milioni di franchi approvati rispettivamente nel 1998 e nel 2003.
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