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L’agricoltura è da sempre un fattore che incide fortemente sul paesaggio. Lo sfruttamento agricolo intensivo e la meccanizzazione hanno in parte eroso la biodiversità e la varietà paesaggistica. La nuova politica agricola, la compensazione ecologica e i nuovi obiettivi delle migliorie strutturali hanno però impresso una svolta. La biodiversità, la presenza di spazi vitali preziosi e paesaggi attrattivi, curati e sfruttati in modo sostenibile costituiscono ora parte integrante del mandato che la Costituzione ha definito per l'agricoltura e vengono considerati sempre più come «prodotti» a sé stanti e come vere opportunità per la nostra agricoltura.
La molteplicità che caratterizza il paesaggio svizzero è il risultato di una serie di specificità naturali e del modo diverso - a seconda della regione, della mentalità o dell'ambiente culturale - di adeguare lo sfruttamento del suolo a queste caratteristiche. Il paesaggio agricolo è quindi l'espressione spaziale del nostro patrimonio naturale e culturale. La molteplicità paesaggistica ha portato a una grande biodiversità. Circa un quarto delle specie vegetali indigene cresce in Svizzera solo perché l'agricoltura ha creato uno spazio vitale adeguato al loro sviluppo. Il loro principale territorio di diffusione è però fuori dai nostri confini nazionali.
Tuttavia, in seguito a diverse fasi di intensificazione dello sfruttamento agricolo e di meccanizzazione, la struttura del paesaggio si è uniformata e importanti spazi vitali sono scomparsi, sono stati danneggiati o isolati. Molti elementi naturali quali alberi isolati, margini campestri e siepi sono andati persi, siti umidi sono stati drenati. Il numero di specie vegetali e animali si è ridotto.
Dal 1993 l'orientamento e gli obiettivi della politica agricola sono però cambiati. Le prestazioni ecologiche fornite dagli agricoltori sono nel frattempo meglio indennizzate: si sovvenzionano ad esempio le superfici di compensazione ecologica, le migliorie strutturali diventano uno strumento di politica agricola volto alla salvaguardia delle risorse naturali e alla tutela dell'ambiente e viene sostenuta l'agricoltura biologica.
Oggi la Costituzione federale impone un'agricoltura multifunzionale, capace di tutelare la diversità biologica e salvaguardare le basi vitali naturali, oltre che di fornire alla popolazione prodotti di alta qualità. Questo nuovo tipo di sfruttamento deve permettere alle persone di rigenerarsi, garantire la disponibilità di ambienti naturali e curarne gli elementi strutturali (campi e prati, siepi, muri di pietra, frutteti e maggesi fioriti), curare il paesaggio nelle regioni di montagna sfruttate dal turismo e garantire un'occupazione decentrata del territorio.
In certe regioni, ad esempio nel Giura o in alcune regioni di montagna nelle Alpi centrali e meridionali, si è registrato un forte calo delle attività agricole, soprattutto nelle zone periferiche e difficilmente accessibili. L'abbandono dell'agricoltura ha portato all'aumento della superficie boschiva, alla perdita di paesaggi rurali e dei loro preziosi ecosistemi, per lo più estensivi, sostituiti da paesaggi e biocenosi con dinamiche naturali. Queste esistevano ben prima dell'arrivo dell'uomo e hanno anch'esse un elevato valore ecologico e sociale. Sulle superfici rimanenti, tuttora ben coltivabili, si assiste spesso a un'intensificazione delle attività agricole.
Nelle linee direttive "Paesaggio 2020", l'UFAM ha definito una serie di obiettivi qualitativi naturalistici e paesaggistici per l'agricoltura:
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