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Lo stambecco è una specie protetta dal diritto federale. All’inizio del XX secolo questa specie era estinta in Svizzera, dove è stato possibile reintrodurla con successo cento anni fa. Oggi in Svizzera è registrato il più alto numero di stambecchi mai dalla loro reintroduzione.
In seguito all'estinzione della specie all'inizio del XX secolo, nel 1906 i primi tre riproduttori furono importati illegalmente in Svizzera dal Gran Paradiso con l'aiuto di contrabbandieri prezzolati. Questo poiché l'allora Re d'Italia aveva aveva respinto la richiesta del Consiglio federale di cedere alla Svizzera alcuni esemplari della specie.
Nel 1911 i primi stambecchi furono poi rilasciati nella regione dei "Graue Hörner" nel Canton San Gallo. Le colonie sono così cresciute, e in determinate zone vi è stata una tale diffusione di stambecchi che, per ridurre i danni da brucatura subiti dai boschi di montagna, a partire dal 1977 è stato necessario autorizzare l'abbattimento di singoli capi.
Oggi nelle nostre Alpi vivono circa 16 300 stambecchi, i quali sono cacciabili anche se appartengono a una specie protetta dal diritto federale. I Cantoni devono tuttavia chiedere all'UFAM un'autorizzazione per l'abbattimento di ogni singolo stambecco.
Nonostante la reintroduzione degli stambecchi in Svizzera sia stata coronata da successo, all'inizio di questo secolo il quadro della situazione era ben diverso. Dopo decenni di continua crescita e stabilizzazione, numerose colonie di stambecchi avevano fatto registrare a inizio millennio un calo dei loro effettivi.
Le cause del calo della popolazione non sono ancora chiare. Possibili concause potrebbero state individuate in fattori quali la consanguineità, i cambiamenti climatici e le malattie. Ciò ha indotto l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), in collaborazione con i Cantoni e le Università, ha mettere a punto nel 2004 un programma di ricerca sullo stambecco. Il programma giungerà a termine probabilmente nel 2010.
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