Protezione del clima: cinque anni dall'Accordo di Parigi

Berna, 11.12.2020 - In occasione del quinto anniversario dell'Accordo di Parigi, il 12 dicembre 2020 la Svizzera informerà gli Stati contraenti circa il rafforzamento del proprio obiettivo climatico: ridurre entro il 2030 le sue emissioni di CO2 di almeno il 50 per cento rispetto al 1990. Entro il 2050 la Svizzera intende inoltre azzerare le emissioni di gas serra. Una delle condizioni per il raggiungimento di tale obiettivo è la revisione della legge sul CO2, approvata durante la sessione autunnale di quest'anno.

In occasione del Climate Ambition Summit, un vertice virtuale che si terrà a cinque anni dalla firma dell'Accordo di Parigi, gli Stati contraenti presenteranno i propri obiettivi climatici. Il vertice, che avrà luogo il 12 dicembre 2020, serve come preparazione alla 26a Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, che si terrà presumibilmente a Glasgow nel novembre 2021. Per la Svizzera, l'ambasciatore dell'ambiente Franz Perrez seguirà i colloqui. Al vertice virtuale non saranno prese decisioni.

La Svizzera illustrerà progressi concreti

La Svizzera intende inasprire il proprio obiettivo climatico nell'ambito dell'Accordo di Parigi (il cosiddetto contributo determinato a livello nazionale, NDC): entro il 2030 i gas serra dovranno diminuire di almeno il 50 per cento rispetto al 1990. D'ora in poi tale riduzione sarà quindi considerata un obiettivo minimo, il cui presupposto è la revisione della legge sul CO2, che potrebbe essere sottoposta a referendum nel 2021. La percentuale di misure a favore del clima prese a livello nazionale passerà dall'attuale 60 per cento ad almeno il 75 per cento. Entro il 2050 la Svizzera intende azzerare le emissioni di gas serra. Il Consiglio federale aveva stabilito l'obiettivo di emissioni nette pari a zero nel 2019.

La Svizzera presenterà inoltre i due innovativi accordi climatici firmati rispettivamente con il Perù e il Ghana nell'autunno 2020. Questi accordi costituiscono una novità assoluta nell'ambito dell'Accordo di Parigi: ai progetti all'estero vengono applicati per la prima volta criteri impegnativi per la protezione della natura e la tutela dei diritti umani. Gli accordi permettono inoltre di evitare il doppio conteggio delle riduzioni delle emissioni ottenute.

La presidente della Confederazione Sommaruga apprezza la consapevolezza di molti Stati riguardo alla necessità di una maggiore protezione del clima. Nel mondo si è arrivati a una svolta. In occasione dell'anniversario dell'Accordo, il capo del DATEC pubblicherà un breve messaggio.


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