Microinquinanti: via libera al potenziamento degli impianti di depurazione

19.05.2016 - I residui di prodotti chimici organici che finiscono nei nostri fiumi e laghi possono avere un effetto negativo sugli organismi acquatici e sulle risorse di acqua potabile. Al fine di ridurre il carico di microinquinanti provenienti dalle acque di scarico, nei prossimi anni determinati impianti di depurazione saranno potenziati con una fase supplementare di depurazione. Il presente dossier contiene le informazioni principali sui lavori in corso nonché sul finanziamento e sulle ripercussioni di detto potenziamento.

Immagine aerea dell’IDA Bachwis di Herisau
© ARA Bachwis

Nella vita quotidiana si utilizzano migliaia di prodotti chimici organici quali farmaci, detergenti o pesticidi. Dopo l'impiego, una parte dei residui di queste sostanze finisce sotto forma di microinquinanti nelle acque, dove può avere effetti negativi sugli organismi acquatici e sulle risorse di acqua potabile. L'immissione di detti microinquinanti è dovuta in misura rilevante a fonti diffuse. I pesticidi, ad esempio, provengono principalmente dal ruscellamento delle superfici agricole. Al contrario, i medicinali e gli altri prodotti chimici giungono nei corsi d'acqua in gran parte attraverso le acque di scarico degli impianti di depurazione comunali. Nonostante gli impianti di depurazione delle acque di scarico (IDA) soddisfino standard elevati, attualmente risulta ancora difficile eliminare detti residui.

Nel 2014, nel quadro di una revisione della legge sulla protezione delle acque, il Parlamento ha pertanto creato le basi per introdurre in determinati IDA una fase supplementare di depurazione volta a eliminare i microinquinanti. Le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 1° gennaio 2016 e perseguono tre obiettivi principali:

  • proteggere la fauna e la flora;
  • garantire la qualità delle risorse di acqua potabile;
  • ridurre la quantità di microinquinanti che defluiscono all'estero. La Svizzera ha infatti una responsabilità particolare nei confronti dei Paesi situati a valle dei suoi fiumi.

Video informativo della Città di Losanna

Meno microinquinanti grazie al potenziamento degli IDA

Le misure volte a migliorare la qualità delle acque si orientano ai tre obiettivi principali. Al fine di migliorare la protezione della fauna e della flora, si vogliono ad esempio potenziare gli impianti di depurazione situati presso corsi d'acqua caratterizzati da una quota elevata di acque di scarico. Il previsto potenziamento degli IDA nel bacino imbrifero di laghi mira in primo luogo a tutelare le risorse di acqua potabile come pure a migliorare ad esempio anche la qualità dei laghi quali acque balneabili. Il potenziamento degli IDA di dimensioni maggiori consente in primo luogo di ridurre in modo efficiente la quantità complessiva di microinquinanti indesiderate.

Le misure sono dunque adottate là dove sono più urgenti e dove servono maggiormente a proteggere le acque. Le corrispondenti prescrizioni legali garantiscono un impiego ottimale dei mezzi finanziari.

Ripartizione chiara dei compiti tra Confederazione e Cantoni

Immagine aerea dell’IDA Bachwis di Herisau potenziato con un dettaglio del trattamento al carbone attivo in polvere (sotto) ai fini dell’eliminazione dei microinquinanti.
© ARA Bachwis

I Cantoni sono responsabili della determinazione degli IDA da potenziare e dell’attuazione delle misure necessarie di protezione delle acque. In questo contesto devono attenersi ai criteri definiti nell’ordinanza federale sulla protezione delle acque. I Cantoni stabiliscono i termini di attuazione per i detentori degli IDA, avviano i lavori e, nel quadro della procedura per il rilascio di licenze di costruzione, verificano se le misure previste dai gestori sono sufficienti. Su incarico dei detentori degli IDA, inoltre, sono responsabili di inoltrare all’UFAM le domande di indennità.

I proprietari degli impianti di depurazione adottano le misure orientandosi alle direttive cantonali e federali. In linea di principio, la tecnologia appropriata può essere scelta liberamente. In base alle esperienze maturate finora, quale fase supplementare di depurazione sono considerate soprattutto le procedure con ozono o carbone attivo in polvere.

L’UFAM sostiene i Cantoni per quanto concerne l’esecuzione ed è responsabile della riscossione della tassa e del versamento dei contributi della Confederazione. Sulla base del parere dei Cantoni e con l’ausilio di criteri uniformi, valuta se le singole domande danno diritto a indennità.

Finanziamento delle misure a livello nazionale

Al fine di una ripartizione equa dei costi, il Parlamento ha optato per un finanziamento a livello nazionale conformemente al principio «chi inquina paga». In base alle nuove regolamentazioni, soltanto un numero limitato di gestori di IDA deve effettuare investimenti per eliminare le microinquinanti. In questo contesto occorre tenere conto che tutta la popolazione trae beneficio da una riduzione dei microinquinanti nelle acque.

Indipendentemente dal fatto che un IDA vada potenziato o meno, in futuro tutti gli impianti di depurazione dovranno alimentare un fondo gestito dall'UFAM. Attualmente la tassa annuale ammonta a nove franchi per abitante allacciato e a partire dal 1° giugno 2016 sarà riscossa presso tutti gli IDA in Svizzera.

Considerando che la durata del fondo è limitata a 25 anni, la Confederazione prevede proventi pari in media a 50 milioni di franchi l'anno. I fondi serviranno a finanziare il 75 per cento dei costi di investimento di progetti di potenziamento approvati. Il potenziamento degli IDA con una fase supplementare di depurazione contribuirà a migliorare la qualità delle acque. Poiché ciò comporterà un aumento dei costi di gestione, gli IDA che effettueranno un potenziamento saranno esentati dalla tassa.

Ripercussioni sui consumatori 

I costi supplementari per il nuovo fondo a livello federale rappresentano circa il tre per cento della spesa globale prevista attualmente per lo smaltimento delle acque di scarico. I gestori di IDA riscuotono la tassa sui Comuni allacciati, che a loro volta la fatturano alle singole economie domestiche e aziende sotto forma di emolumenti.

L'UFAM raccomanda di considerare la tassa quale fattore di costo supplementare per gli IDA. I sistemi di ripartizione dei costi di gestione degli IDA e i modelli di tasse esistenti consentono di rifatturare senza problemi questa voce di uscita.

Eliminato fino all'80 per cento dei microinquinanti

A seguito del potenziamento, l’IDA Neugut di Dübendorf consente di eliminare le microinquinanti nelle acque di scarico mediante aggiunta di ozono.
© ARA Neugut

Fino alla fine del 2040 il potenziamento degli impianti di depurazione sarà finanziato mediante il fondo. Diversi gestori di IDA stanno già lavorando a progetti volti a eliminare i microinquinanti. Due impianti hanno già introdotto la fase di depurazione necessaria: dal marzo 2014 l’IDA Neugut di Dübendorf (ZH) è dotato di un trattamento all’ozono, mentre dal giugno 2015 l’IDA Bachwis di Herisau (AR) filtra le acque di scarico con carbone attivo in polvere prima di immetterle nella Glatt. In esercizio continuo, questi due impianti eliminano come auspicato l’80 per cento dei microinquinanti.

Ulteriori informazioni

Contatto
Ultima modifica 19.05.2016

Inizio pagina

https://www.bafu.admin.ch/content/bafu/it/home/temi/acque/dossier/microinquinanti-libera-potenziamento-impianti-depurazione.html