Cambiamenti climatici e idrologia

I cambiamenti climatici influenzano l’intero ciclo idrologico. Tanto le acque di superficie quanto quelle sotterranee sono soggette a cambiamenti legati alla loro quantità e qualità. Tali cambiamenti hanno un effetto diretto sulla forza idrica, sull’approvvigionamento, sullo smaltimento delle acque urbane, sulla navigazione e sui pericoli naturali legati alle acque.


Nell’ambito del progetto «Cambiamenti climatici e idrologia in Svizzera» (CCHydro) dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) vengono analizzati gli effetti dei cambiamenti climatici sul regime idrico della Svizzera. Per la prima volta è stato possibile fare affermazioni scientificamente attendibili relative ai cambiamenti del regime idrico in Svizzera da qui a fine XXI secolo.

Effetti dei cambiamenti climatici sulle risorse idriche e i corsi d’acqua (Riassunto)

Cover Effetti dei cambiamenti climatici sulle risorse idriche e i corsi d’acqua

Rapporto di sintesi del progetto «Cambiamenti climatici e idrologia in Svizzera» (CCHydro). 2012


Progetto Hydro-CH2018 «Basi idrologiche connesse ai cambiamenti climatici»

Per migliorare ulteriormente la comprensione del processo idrologico, è stato avviato il progetto «Basi idrologiche connesse ai cambiamenti climatici» (Hydro-CH2018) che costituisce uno dei temi prioritari della nuova rete «National Centre for Climate Services» (NCCS) della Confederazione.

Sulla base degli scenari climatici 2018 aggiornati, si vogliono elaborare nuovi scenari idrologici che pongono particolare attenzione agli ambiti eventi estremi (piena e magra), serbatoi idrici naturali e artificiali e temperatura ed ecologia delle acque.

Verranno inoltre istituiti e messi a disposizione servizi climatici («climate services») per il settore delle acque, ossia informazioni e dati scientifici sul regime idrico passato, presente e futuro. Tali servizi servono alle autorità, al mondo politico, all’economia e alla società a ridurre i rischi legati al clima.


Cambiamenti delle condizioni di deflusso

Nella regione alpina, l’aumento della temperatura costituisce la principale grandezza di influenza dei cambiamenti stagionali dei deflussi: il limite delle nevicate si innalza mentre diminuiscono le riserve di neve invernali e il volume e la superficie dei ghiacciai.

La distribuzione stagionale dei deflussi (regime idrico) subirà modifiche in quasi tutta la Svizzera. In molte regioni aumenteranno notevolmente i deflussi invernali, mentre diminuiranno quelli estivi. Si manifesteranno tipi di regime le cui caratteristiche sono al momento ancora in gran parte sconosciute, con un deflusso stagionale massimo in inverno e un marcato deflusso minimo in agosto. Il totale annuo dei deflussi in Svizzera subirà pochi cambiamenti nel prossimo futuro (2035), con addirittura un aumento temporaneo nelle zone con grandi superfici ghiacciate. In un futuro più lontano (2085), il calo dei deflussi sarà per lo più solo leggero.


Interessate anche le acque sotterranee

Negli acquiferi del Giura, dell’Altopiano e delle Prealpi, la ricarica delle falde sotterranee avviene grazie alle precipitazioni e allo scioglimento delle nevi. L’acqua di falda aumenterà in inverno, mentre diminuirà in primavera data l’assenza di neve. Anche la ricarica della falda acquifera per i fiumi nelle valli alluvionali alpine diminuirà con il calo dello scioglimento delle nevi e dei ghiacciai in estate. Gli scenari climatici prevedono periodi di siccità più frequenti e prolungati, durante i quali dovrebbe aumentare il drenaggio dell’acquifero nei corsi d’acqua. I cambiamenti nel processo di ricarica delle falde sotterranee non interessano solo la quantità di acque sotterranee ma anche la temperatura. Negli acquiferi alimentati per infiltrazione dai corsi d’acqua è stato osservato un aumento della temperatura delle acque sotterranee. Lo stesso fenomeno si è verificato nelle aree urbane, a causa ad esempio dell’apporto di calore da parte degli impianti di climatizzazione degli edifici. L’aumento della temperatura delle acque sotterranee può provocare una crescita dell’attività microbica, una diminuzione della concentrazione di ossigeno e, in casi estremi, la formazione di precipitato di ferro e manganese.


Più eventi estremi

Un’atmosfera in continuo riscaldamento può assorbire più vapore acqueo e offre quindi un maggiore potenziale di precipitazioni intense. Inoltre, le temperature più elevate fanno sì che le precipitazioni si manifestino sotto forma di pioggia piuttosto che di neve (in particolare in primavera e in autunno nelle zone alpine e prealpine e in estate nelle zone ad altitudini elevate). Occorre quindi attendersi che aumenti la frequenza e l’intensità degli eventi di piena di medie e grandi dimensioni, come pure dei periodi di piena in primavera e tardo autunno. Non sappiamo come i cambiamenti climatici modificheranno la circolazione atmosferica e con essa la probabilità di piene causate da situazioni meteorologiche.

Al contempo, a causa dell’aumento dei periodi estivi caldi e secchi, sono da prevedere periodi di magra più lunghi e duraturi, in particolare a fine estate.


Il ritiro dei ghiacciai

Nel corso del secolo, vi sarà un’ulteriore forte riduzione della superficie dei ghiacciai delle Alpi svizzere. I ghiacciai resisteranno solo nelle zone più elevate delle Alpi bernesi e vallesane. A seconda del modello e dello scenario climatico utilizzati, si prevede una perdita tra il 60 e l’80 per cento della superficie al momento ancora presente dei ghiacciai svizzeri.

A fine secolo, il volume dei ghiacciai svizzeri sarà concentrato nel bacino imbrifero del Rodano (Vallese), dove già si trova circa l’80 per cento del loro volume totale. La regione del Rodano perderà tuttavia tutti i ghiacciai, tranne pochi residui nell’Oberland Bernese. A fine secolo saranno scomparsi anche tutti i ghiacciai in Engadina e in Ticino.

Evoluzione del volume d'acqua accumulato nei ghiacciai svizzeri (bacini imbriferi del Rodano e del Reno, Engadina e Ticino) dalla fine della piccola era glaciale. I valori registrati dalla fine della piccola era glaciale sono stati stimati (margine d'errore del 20-30 %), mentre quelli ipotizzati fino al 2100 sono stati simulati.

Temperatura delle acque ed ecologia

A causa della temperatura crescente dell‘atmosfera, della messa in funzione di impianti di depurazione delle acque di raffreddamento e di scarico e dell’assenza di vegetazione riparia a fare ombra, negli ultimi decenni la temperatura di numerose acque di superficie è aumentata in modo netto.

La temperatura più elevata provoca un calo della quantità di ossigeno disciolto in acqua. Al contempo aumenta tuttavia l’attività biologica con un conseguente aumento del fabbisogno di ossigeno. Inoltre le acque più calde aumentano la propagazione di alcune malattie. Il calo del livello delle acque registrato durante i mesi estivi causerà ulteriori aumenti della temperatura delle acque e metterà quindi in pericolo la sopravvivenza di determinati organismi.

Evoluzione delle temperature delle acque
Evoluzione delle temperature delle acque in alcuni fiumi svizzeri (1954 - 2015). Sono raffigurati la media mobile settennale (linee continue) e gli ultimi quattro deflussi medi annuali (punti o croci [aria])

Carenze locali e regionali nella gestione delle acque

La Svizzera è la «riserva idrica» dell’Europa e, tutto sommato, lo rimarrà anche in un prossimo futuro. I cambiamenti dovuti al clima nfluenzano le risorse di acque sotterranee e di superficie e in futuro provocheranno sempre più carenze temporanee a livello locale regionale che richiederanno l’adozione di misure i adattamento per la gestione delle acque. Con un clima sempre più caldo e secco in Europa, il ruolo di «riserva idrica» della Svizzera diventerà addirittura ancora più significativo.

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Ultima modifica 22.08.2018

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