Fuochi d’artificio e inquinamento ambientale

20.12.2020 – Per San Silvestro sempre più spesso vengono sparati razzi e fuochi che non producono solo cascate di luci in cielo, ma anche molto rumore e un inconfondibile odore di fumo con relative polveri fini. L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) ne raccomanda un uso prudente.  

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Negli ultimi anni i fuochi d’artificio non sono stati utilizzati solo per la festa nazionale del 1° agosto ma anche, e sempre più, per festeggiare l’anno nuovo. Lo spettacolo di luci nel cielo notturno rallegra da una parte i cuori: un’esplosione di colori nei mesi invernali bui. Tuttavia, i fuochi d’artificio hanno anche conseguenze negative come il rumore e gli inquinanti atmosferici.

I fuochi d’artificio producono molte polveri fini

I fuochi d’artificio sono una gioia per gli occhi ma lo sono un po’ meno per le vie respiratorie. La combustione dei fuochi d’artificio può aumentare in misura notevole, almeno per breve tempo e a livello locale, la concentrazione di polveri fini (PM10). In particolare in presenza di basse temperature o di inversione termica (p. es. al di sotto di una coltre di nebbia alta), le particelle sospese rimangono a lungo nell’aria. I dati delle stazioni di misurazione svizzere dimostrano che nelle vicinanze di razzi e vulcani la concentrazione di polveri fini è molto elevata.

Uno specialista dell’UFAM esamina i filtri per polveri fini della stazione di misurazione NABEL di Berna Bollwerk. La Rete nazionale d’osservazione degli inquinanti atmosferici (NABEL) misura l’inquinamento atmosferico in 16 siti in Svizzera.
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Mantenere una certa distanza dai fuochi d’artificio

A seconda delle condizioni meteorologiche può essere superato il valore medio giornaliero pari a 50 microgrammi per metro cubo di aria sancito per PM10 dall’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico. Dati medici dimostrano come tale aumento delle concentrazioni di polveri fini può essere problematico per le persone che soffrono di malattie delle vie respiratorie. Alle persone anziane e alle persone affette da malattie cardio-respiratorie croniche si consiglia pertanto di evitare le immediate vicinanze dei fuochi d‘artificio.

Ripercussioni anche su suolo e acque

Secondo l’Ufficio federale di polizia (fedpol), in Svizzera si sparano ogni anno circa 1700 tonnellate di fuochi d’artificio l’anno (media degli anni 2010-2019). Gli imballaggi in legno, cartone, plastiche o argilla contengono complessivamente circa 400 tonnellate di articoli pirotecnici. Questi sono costituiti non solo da polvere da sparo ma anche da leghe di metalli per la colorazione. Bruciando, emettono circa 300 tonnellate di polveri fini che precipitano al suolo e nelle acque. In totale in Svizzera sono emesse ogni anno circa 15 000 tonnellate di polveri fini; i fuochi d’artificio rappresentano quindi circa il 2 per cento delle emissioni annuali complessive.

Meno è di più

Oltre agli inquinanti atmosferici, anche il rumore è percepito da una parte della popolazione come molesto. Gli animali domestici e selvatici sono spaventati dal rumore improvviso e reagiscono fuggendo e quindi sprecando energie preziose soprattutto nel rigido periodo invernale.

È inoltre importante smaltire i fuochi d'artificio e gli imballaggi usati in modo sicuro e corretto.

L’UFAM raccomanda pertanto di utilizzare i fuochi d’artificio in modo prudente.

Inoltre, Cantoni e Comuni possono anche limitare l’accensione di fuochi d’artificio. Queste istruzioni emanate dalle autorità locali devono essere assolutamente rispettate.
 

Fuochi d’artificio (Riassunto)

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Polveri fini (PM10): dati attuali


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Ultima modifica 20.12.2020

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