Liste rosse: specie fortemente minacciate in caduta libera

In Svizzera la perdita di biodiversità continua inarrestabile. Gli attuali lavori di revisione della Lista rossa delle piante mostrano che negli ultimi trent’anni gli areali e gli effettivi di molte specie hanno subito una drammatica contrazione. Occorre intervenire al più presto.

Luoghi di ritrovamento disertati dalle specie vegetali minacciate
Luoghi di ritrovamento disertati dalle specie vegetali minacciate
© Beat Bäumler

Testo di Gregor Klaus

Tra i 350 angeli custodi della flora svizzera regna il disincanto. Da tre anni questi volontari della botanica passano sistematicamente al setaccio i luoghi in cui, in passato, erano state osservate specie rare o minacciate senza trovarne più traccia. Molti, delusi, si rivolgono ad Andreas Gygax del Centro nazionale dati e informazioni sulla flora svizzera (Info Flora), che coordina i rilevamenti sul terreno. Hanno forse cercato nel posto sbagliato? «La maggior parte dei luoghi di ritrovamento è ben localizzabile», spiega Gygax, botanico di professione. «C’è poco da illudersi: se una specie target non viene trovata, dobbiamo con tutta probabilità supporre che in quel punto si sia o estinta o sia diventata estremamente rara.»

Perdite massicce

I dati raccolti servono per la revisione della Lista rossa delle piante minacciate della Svizzera pubblicata nel 2002. La prima metà dei lavori sul campo si è conclusa nell’autunno 2012. E il quadro che scaturisce da un’analisi preliminare dei dati è drammatico: più di un terzo dei luoghi in cui fino a 10-30 anni fa erano state osservate specie rare o minacciate non ne mostrano alcun segno. «Un risultato così netto non ce lo aspettavamo», commenta Stefan Eggenberg, direttore di Info Flora. «I dati documentano la massiccia perdita di biodiversità subita dalla Svizzera negli ultimi tre decenni.» Maggiore era il grado di minaccia di una specie nella Lista rossa del 2002, e maggiori sono le perdite accertate ora: le specie classificate nelle categorie di minaccia più alte risultano assenti nel 50 % dei luoghi di ritrovamento prima conosciuti (cfr. grafico). «Le specie particolarmente rare e più specializzate sono in caduta libera», avverte Stefan Eggenberg. Le cause sono note e dipendono dal costante degrado qualitativo degli habitat: i prati e i pascoli magri vengono concimati, i piccoli elementi strutturali scompaiono, i canali di scolo e i drenaggi continuano a prosciugare i pochi ambienti umidi rimasti, l’apporto di azoto dall’atmosfera ha un effetto eutrofizzante anche in zone molte discoste, il bosco si fa sempre più fitto.

Nel corso dei lavori condotti sul terreno in sede di revisione della Lista rossa sono state passate sotto la lente d’ingrandimento 1000 specie particolarmente rare e minacciate, ovvero oltre un terzo della flora indigena. Praticamente tutte queste specie hanno accusato delle perdite, mentre specie comuni come il dente di leone hanno colonizzato nuovi siti. «Questo processo conduce a una banalizzazione delle biocenosi dei diversi ambienti», spiega Stefan Eggenberg. «Si perdono in questo modo le specificità caratteristiche di ciascuna regione.»

Areali sempre più frammentati

La scomparsa di una specie è in genere un processo lento che comincia a livello locale. Il degrado qualitativo degli ambienti vitali fa diminuire la densità delle popolazioni residue e i danni arrecati agli habitat fanno scomparire intere colonie. «L’areale, un tempo esteso, della maggior parte degli animali e delle piante si frammenta in un arcipelago di piccole isole nell’arco di una sola generazione umana», ricorda Francis Cordillot, responsabile delle Liste rosse all’UFAM. Se i fattori di minaccia persistono, la specie scompare da intere regioni; nel caso peggiore si estingue in tutta Svizzera o - se si tratta di una specie presente esclusivamente nel nostro Paese - scompare dal pianeta. E quando una specie è ormai largamente scomparsa, a poco servono le misure di estensificazione o di rinaturazione degli habitat: ridotta a pochi individui, la specie non è più in grado di superare le vaste superfici inospitali che la circondano e raggiungere gli ambienti che le sono più propizi.

In pericolo una specie su tre

Tutte le Liste rosse svizzere segnano una forte perdita di biodiversità. Sono 27 i gruppi di specie di cui la Svizzera monitora lo stato di salute grazie a questi importanti strumenti di protezione della natura. Stando alla sintesi delle Liste rosse pubblicata dall’UFAM (Gefährdete Arten in der Schweiz - Synthese Rote Listen, disponibile anche in francese e inglese), oltre un terzo delle 10‘000 specie studiate è più o meno minacciato. L’edizione 2013 della Lista rossa delle farfalle diurne conferma il dato relativo alle piante: la perdita di specie continua soprattutto negli ambienti secchi e umidi. Viste le perdite subite dagli habitat, c’è poco da stupirsi: dal 1990 ad oggi è andato distrutto in Svizzera il 95 % dei prati secchi e l’82 % delle paludi.

Invertire subito la tendenza

Almeno per le piante si era sperato che gli sforzi degli ultimi trent’anni avrebbero portato qualche risultato. «Il fatto che così non sia stato, significa che urge prendere nuove misure se vogliamo conservare le risorse fondamentali per la nostra sopravvivenza», commenta Stefan Eggenberg. Ogni settore deve assumersi la propria parte di responsabilità nei confronti degli altri abitanti della Terra: Cantoni, Comuni, politica, economia, pianificazione del territorio, urbanistica, trasporti, energia, turismo, caccia, pesca e, naturalmente, i consumatori (cfr. pag. 31 e segg.). Il direttore di Info Flora ripone grosse speranze nel piano d’azione per l’attuazione della Strategia Biodiversità Svizzera. Se si riuscirà a integrare meglio le esigenze della biodiversità in tutte le attività dell’uomo, sarà possibile arrestare le perdite e persino innescare un cambiamento di tendenza. «A ogni nuova edizione, le Liste rosse mostreranno senza pietà se gli sforzi fatti per conservare e promuovere la varietà biologica avranno dato o meno i loro frutti», conclude Francis Cordillot dell’UFAM.

Ulteriori informazioni

Contatto
Ultima modifica 23.05.2013

Inizio pagina

https://www.bafu.admin.ch/content/bafu/it/home/temi/biodiversita/dossier/conservare-biodiversita-webzine-ambiente/liste-rosse--specie-fortemente-minacciate-in-caduta-libera.html