Programmi di protezione e promozione della biodiversità nei Cantoni: Ginevra dà l’esempio

Per proteggere e promuovere la varietà biologica all’interno del suo territorio, Ginevra dispone di inventari, leggi, piani di misure e progetti concreti. Anima e motore dell’operazione è Gilles Mulhauser, capo dell’Ufficio cantonale per la natura e il paesaggio, che ad ambiente parla del suo impegno e delle sue visioni.

Testo di Cornélia Mühlberger de Preux

Un airone bianco maggiore si muove maestoso tra le querce e i pioppi. Le persone che passeggiano lungo lo stagno del Bois des Douves non sembrano disturbarlo. Al mattino presto o al crepuscolo, quando in giro non c’è quasi nessuno, con un po’ di fortuna è possibile scorgere nei dintorni anche dei cervi.

Non lontana da Versoix, la zona protetta è parte di un reticolo di ambienti vitali ecologicamente complesso che copre l’intera superficie del Cantone. Solo un quarto del territorio ginevrino è urbanizzato, metà è agricolo. Il restante quarto è costituito da un insieme di ecosistemi diversi - boschi, laghi e ruscelli - che ospitano un gran numero di specie animali e vegetali in parte rare.

Programmi concreti e piani di misure

Eppure, anche a Ginevra la natura è sotto pressione. Il Cantone è densamente popolato, e il suolo un bene che scarseggia. «Qui, chi vuole fare qualcosa per la biodiversità - spiega Gilles Mulhauser - deve mettersi a lavorare il prima possibile su tutti i processi che hanno un impatto territoriale: dai piani direttori ai piani regolatori, fino alle autorizzazioni di costruzione.» È importante anche essere capace di stringere alleanze.

Chi ben pianifica è a metà dell’opera: corridori biologici (in verde) e progetti paesaggistici prioritari (in giallo).
Chi ben pianifica è a metà dell’opera: corridori biologici (in verde) e progetti paesaggistici prioritari (in giallo).

Per i cittadini la natura è un arricchimento: questo il credo di Mulhauser. Quando nel 2000 ha preso le redini dell’Ufficio cantonale per la natura e il paesaggio, ha posto obiettivi e priorità, rivoluzionandone completamente la struttura. Detto ufficio consta oggi di tre unità: i settori Flora, Fauna, Pesca, Zone protette, Natura in campagna ed Educazione ambientale fanno parte della sezione Biodiversità, la gestione degli ambienti naturali e la manutenzione degli spazi pubblici sono sotto la sezione Ambienti naturali, mentre alla sezione Paesaggio è affidato il compito di promuovere con abilità comunicativa e diplomazia la natura e gli alberi presenti in città.

Nel tempo libero Gilles Mulhauser si dedica al birdwatching, una passione che a volte traspone anche nel lavoro. La prospettiva a volo d’uccello gli permette di farsi una prima idea d’insieme dei problemi sul terreno, che poi considera e analizza sotto ogni angolatura. Individua così gli ostacoli, stabilisce la tabella di marcia, formula prospettive, cerca collegamenti e getta ponti verso altri uffici cantonali. Il tutto sfocia in programmi concreti e piani di misure. Gilles Mulhauser sa però anche come farsi ascoltare, unire le persone e cogliere le occasioni al volo non appena sente il vento in coda e vede qualche opportunità presentarsi all’orizzonte.

Dal 2010 compone ogni giorno versi sulla natura. La poesia è la sua compensazione alla quotidianità, la risorsa da cui trae la propria creatività.

Un ampio campo d’attività

Nei 13 anni di servizio di Mulhauser, il preventivo della Direzione generale della natura e del paesaggio è pressoché raddoppiato. L’ufficio impiega oggi quasi cento dipendenti.

Tra il 2010 e il 2012 sono stati delimitati nel Canton Ginevra 400 ettari di zone protette demaniali, alla cui cura presiedono piani di gestione e di manutenzione mirata. Un regolamento emanato nel 2007 in materia di protezione del paesaggio e dei biotopi e di conservazione della flora supplisce alle lacune. Undici guardie ambientali sono incaricate di vigilare sulle riserve naturali e sul loro patrimonio faunistico e floristico. Presenti sul terreno e a diretto contatto con la popolazione, si occupano anche di educazione ambientale. Per la pernice, la civetta, il lichene Plebeius argyrognomon, il dente di cane e altre specie minacciate sono attivi speciali programmi di promozione. Ad oggi sono stati inventariati qualcosa come 500‘000 alberi.

Il programma «Natura in città» mira a valorizzare gli spazi verdi urbani attraverso l’interconnessione con le zone rurali circostanti. In città vengono creati qua e là dei piccoli biotopi - tetti vegetalizzati o punti d’acqua - e incentivati i giardini di quartiere. Quindici le imprese che hanno finora dichiarato di aver sistemato e di curare gli esterni della propria sede in maniera seminaturale. Molte anche le aree industriali dismesse che vengono riqualificate. Recentemente, in una cava di ghiaia in disuso della Holcim SA, è nata una nuova riserva naturale.

Duecento piccoli proprietari di giardini hanno firmato inoltre la «Carta dei giardini», impegnandosi a coltivare il proprio giardino in modo ecologico e a promuovervi la biodiversità. Alla Carta aderiscono anche i parchi pubblici e diverse organizzazioni non governative.

Collaborazione internazionale

Il Canton Ginevra confina per 103 chilometri con la Francia. Solo il 5 % del suo perimetro è in territorio svizzero. La conservazione dei corridoi biologici che assicurano il collegamento tra gli ambienti montani del Giura e delle Alpi e tra il lago e le zone umide dell’entroterra richiede una collaborazione transfrontaliera - di cui beneficiano anche i cervi. Assi di tre colori collegano gli ecosistemi e assicurano la mobilità di flora e fauna: «verde» sta per boschi radi, «blu» per corsi d’acqua e «giallo» per prati e campi (cfr. cartina). Anche queste reti sono oggetto di una collaborazione internazionale con la regione francese Rhône-Alpes. I due accordi firmati a questo scopo a fine 2012 regolano la protezione dei corridoi minacciati all’interno del sistema d’interconnessione e il monitoraggio a livello transfrontaliero.

Una legge per la biodiversità

Nel Bois des Douves si è proceduto di recente a un intervento di taglio. Parte degli alberi lungo la riva dello stagno è stata abbattuta per allargare lo specchio d’acqua. Il successo riproduttivo della rana temporaria o della rana agile, che qui depongono le uova, dovrebbe così migliorare. Prossimamente saranno collocati sul posto dei pannelli informativi sul biotopo e i suoi abitanti. Benché abbiano un certo costo di manutenzione, informazioni del genere esistono ormai in diversi luoghi. La legge cantonale sulla biodiversità in vigore dal 2012 dedica un intero capitolo all’educazione ambientale, fornendo il quadro legale anche all’elaborazione di una strategia cantonale in materia di biodiversità e di promozione della natura in città.

«La legge sulla biodiversità è una vera e propria rampa di lancio per la protezione della natura», afferma Gilles Mulhauser. «Facilita la collaborazione sia a livello intersettoriale che transfrontaliero.» I partner principali sono la pianificazione del territorio, l’agricoltura, la gestione delle acque, l’edilizia e la protezione del suolo. Ma anche il paesaggio è parte integrante del progetto di agglomerazione interregionale, tant’è che in futuro molti dei grandi progetti infrastrutturali dovranno essere accompagnati da piani di sviluppo paesaggistico. Cosa spera ancora Gilles Mulhauser? Che nei politici e nei cittadini ginevrini cresca la consapevolezza che la biodiversità è un valore, e che per conservarlo servono spazi non edificati prossimi allo stato naturale.

Capacità di visione e perseveranza

Dall’esperienza Gilles Mulhauser ha imparato che, in fatto di natura, si ottiene di più con misure lungimiranti che con correttivi a posteriori. Bisogna avanzare proposte, ma anche trarre idee dalla popolazione, creando situazioni favorevoli ad entrambe le parti. Occorre la capacità di formulare delle visioni, ma anche la perseveranza di tradurle in piccole azioni quotidiane. Ma come creare sinergie e integrare l’esigenza di promuovere la biodiversità in tutte le attività possibili? Come vincere la resistenza di urbanisti e architetti da una parte e quella di proprietari di ville e passanti dall’altra?

Lasciamo il Bois des Douves lungo una strada che conduce verso il Giura francese. Sul ciglio, paletti catarifrangenti e segnalatori acustici per la selvaggina. Ogni anno i cervi passano di qui per raggiungere i siti d’accoppiamento dall’altra parte della frontiera.


Stessa meta, altra via: il modello di Turgovia

A dettare gli orientamenti del Canton Turgovia in fatto di paesaggio e biodiversità è il piano di sviluppo paesaggistico elaborato dal servizio Natura e paesaggio. Un esempio di attuazione è la creazione di 70 ettari di prati fioriti (a partire dal 2007). Affinché i contadini possano beneficiare del sussidio d’interconnessione previsto per queste superfici ecologiche, i prati devono rientrare in una «zona con funzione connettiva» in base al Piano direttore cantonale.

Speciali opere edili garantiscono la mobilità della fauna selvatica nei punti dove gli assi migratori sono interrotti. Sottopassaggi per anfibi permettono di attraversare le strade che separano i siti di estivazione di rane, rospi e tritoni dai luoghi di riproduzione. Apposite rampe permettono ai pesci di superare gli ostacoli in numerosi corsi d’acqua.

Come a Ginevra, anche nel Canton Turgovia sono molti gli attori all’opera: il servizio sfrutta le sinergie con gli uffici dell’agricoltura, delle foreste e dell’ambiente e con le sezioni Strade e Infrastrutture dell’Ufficio del genio civile. La collaborazione con i pianificatori avviene sotto lo stesso tetto: il servizio Natura e paesaggio è annesso all’Ufficio dello sviluppo territoriale.

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Ultima modifica 22.05.2013

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