Selvicoltura: obiettivo biodiversità

La Confederazione intende accrescere in modo mirato la diversità biologica nel bosco. Alcuni esperti sono al lavoro per elaborare obiettivi concreti e adottare le apposite misure.

Legno morto: la metà di tutte le specie di funghi indigeni trovano habitat e fonte di nutrimento su legno e rami in decomposizione.
Legno morto: la metà di tutte le specie di funghi indigeni trovano habitat e fonte di nutrimento su legno e rami in decomposizione.
© Markus Bolliger, UFAM

Testo di Hansjakob Baumgartner

Il bosco è il nostro maggiore serbatoio di biodiversità. Circa la metà delle quasi 3500 specie dichiarate prioritarie a livello nazionale sono legate al bosco, un ambiente dai molti volti: la fitosociologia distingue tra 100 associazioni forestali, ovvero comunità di alberi, arbusti, erbe, muschi e funghi che si instaurano in presenza di particolari condizioni ambientali.

Conservare la biodiversità di quel terzo di superficie nazionale che è coperta da boschi è perciò tra gli obiettivi centrali sia della politica forestale (cfr. ambiente 3/2012 e 4/2011) che della Strategia Biodiversità Svizzera. Un progetto dell’UFAM vuole ora concretizzare questo obiettivo definendo su scala nazionale le diverse priorità regionali. Solo così è possibile impiegare in maniera ottimale i mezzi finanziari limitati destinati alla promozione della biodiversità nel bosco. Se una specie è rara in una regione ma ancora frequente in un’altra, bisogna ad esempio evitare di finanziarne la promozione con fondi federali. Gli obiettivi e le misure sono elaborati dalla Confederazione con il supporto di un gruppo d’accompagnamento composto da rappresentanti dei Cantoni, della ricerca, delle associazioni ambientaliste e dell’economia forestale.

Come base per la definizione delle aree forestali prioritarie a livello regionale si sono dapprima stilati gli elenchi delle specie faro e bersaglio nonché degli habitat prioritari, quindi si è proceduto a fissare le diverse misure settoriali. Una di queste mira ad esempio a colmare la carenza di legno morto: un coleottero del bosco su quattro trascorre parte della sua vita - da larva, ninfa o insetto adulto - in legno dai diversi stadi di decomposizione. Tra i macromiceti, 2300 delle 5000 specie di funghi dipendono dalla presenza di alberi e rami in deperimento. L’offerta di legno morto, specie nei boschi ben accessibili dell’Altipiano, è tuttavia spesso troppo esigua per assicurare la sopravvivenza delle popolazioni di queste specie e la loro interconnessione.

Altre misure settoriali consistono nella creazione di riserve forestali, margini boschivi seminaturali, boschi radi, biotopi forestali umidi o in programmi di promozione di determinate specie. Una volta fissati i valori di riferimento, si potrà definire la priorità delle misure in ciascuna regione d’interesse. I risultati del progetto serviranno da base per i futuri accordi programmatici tra Confederazione e Cantoni e come supporto decisionale nell’attuazione delle misure sul terreno.

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Scaricare questo numero (PDF, 5 MB, 22.05.2013)2/2013 Conservare la biodiversità

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Ultima modifica 23.05.2013

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