Focus: Conservazione degli ambienti di grande pregio

22.05.2015 - La Svizzera è nota in tutto il mondo per i suoi paesaggi naturali di straordinaria bellezza. Grazie alla loro varietà, questi spazi vitali offrono rifugio a un’ampia gamma di specie viventi costituendo al contempo le basi per il nostro benessere. Tuttavia la maggior parte degli ambienti in Svizzera è deteriorata, e la loro qualità è in costante declino. Questo vale anche per le zone che godono di uno status di protezione. Le zone protette richiedono una cura particolare e l’impegno di molti. In occasione della Giornata internazionale della biodiversità, che si terrà il 22 maggio 2015, focalizziamo la nostra attenzione su queste zone protette.

Ogni anno assistiamo alla scomparsa di considerevoli popolazioni animali, vegetali e fungine che in passato contribuivano alla biodiversità del nostro Paese. Ogni giorno viene cementificata una superficie corrispondente a dieci campi da calcio, i suoli sono sottoposti a sfruttamento intensivo, le paludi e le torbiere vanno incontro al prosciugamento. Circa un terzo delle specie indigene ancora attualmente presenti in Svizzera sono minacciate. Tra queste per esempio il Gallo cedrone, il Rospo ostetrico e l'Aspide. La presenza di habitat specifici è indispensabile per la conservazione della biodiversità animale, vegetale e fungina in Svizzera e al di là dei suoi confini. La biodiversità, vale a dire la varietà di ambienti, di geni nonché di specie animali, vegetali e fungine, rappresenta un importante presupposto per la nostra economia e il nostro benessere. È un patrimonio che fornisce servizi e prodotti di grande valore. La complessa interazione tra le specie è vitale e deve essere conservata per continuare a garantire anche in futuro le risorse necessarie a soddisfare le nostre esigenze di cibo, acqua potabile e aria pulita.

Le zone protette devono favorire la biodiversità

Diversi tipi di zone protette sono stati destinati alla conservazione delle specie animali, vegetali e fungine e dei loro habitat. La carta interattiva mostra dove si trovano:

  • i biotopi di importanza nazionale;
  • le bandite federali di caccia;
  • le riserve d'uccelli acquatici e migratori;
  • le zone Smeraldo;
  • il Parco nazionale svizzero.

Le diverse zone protette sono complementari tra loro e insieme formano una rete di habitat, indispensabile per la qualità e lo stato della biodiversità in Svizzera.

È necessario un impegno maggiore

Gli sforzi intrapresi negli ultimi anni per la conservazione della biodiversità, adottando per esempio delle misure nell'ambito della Politica agricola 2014-2017, della Politica forestale 2020 e della politica di protezione delle acque, malgrado la loro efficacia sono lungi dall'essere sufficienti. In molte zone protette la qualità e l'interconnessione non sono ancora state migliorate a sufficienza e così anche qui la biodiversità è in declino. Alla Confederazione e ai Cantoni è richiesta l'applicazione delle condizioni giuridiche generali attualmente in vigore e lo stanziamento di mezzi finanziari.

Manutenzione e risanamento illustrati con l'esempio dei biotopi

Un quadro sullo stato della biodiversità e su cosa possa essere fatto in tal senso è offerto dall'esempio dei biotopi di importanza nazionale. Tra questi rientrano le zone golenali, le torbiere e le paludi, i prati e pascoli secchi nonché i siti di riproduzione degli anfibi. Queste zone protette ospitano un'enorme varietà di specie. Per proteggere in modo duraturo questi importanti ambienti occorre sottoporli a una manutenzione periodica. Soltanto così è possibile conservarne le peculiarità. Per riuscire in tale obiettivo, oltre ai mezzi finanziari è indispensabile anche un supporto pratico. Chi desidera contribuire alla rivalutazione ecologica degli ambienti, ha l'opportunità di prendere parte a progetti come quelli descritti di seguito per i biotopi.

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Zone golenali: rifugio per molte specie e zona cuscinetto per le piene

Oltre l'80 per cento delle specie indigene dipendenti dall'acqua può utilizzare come habitat le zone golenali. Il Martin pescatore e il Salice bianco si trovano soprattutto nelle zone golenali. Il Piro piro piccolo, il Cortippo dei greti e la Lisca minore sopravvivono solo in questo ambiente. I paesaggi golenali sono tra l'altro il risultato dell'alternanza di inondazioni e siccità e dipendono dalla presenza dei corsi d'acqua. Per la conservazione della loro dinamica naturale è fondamentale il periodico susseguirsi di fenomeni alluvionali, erosivi e sedimentativi. Dal 1850 è andato distrutto il 70 per cento delle zone golenali. Quelle che sono rimaste sopravviveranno soltanto se si provvede a rinaturare i corsi d'acqua e se si creano delle condizioni di deflusso il più possibile naturali. Inoltre le zone golenali offrono una protezione naturale ed efficace contro le piene, in quanto agendo come una sorta di spugna trattengono grandi masse d'acqua e impediscono così il verificarsi di costosi danni.

Zona golenale
Zona golenale
© Reto Haas

Torbiere e paludi: patria di specie particolari

All'incirca 600 specie animali e vegetali dipendono per la loro sopravvivenza dalla presenza di zone umide, tra cui la Drosera ((Pop-up-Karte)), la Maculinea teleius e la Salvastrella maggiore. Le torbiere e le paludi offrono pertanto un ambiente particolare. Dal 1900, in Svizzera, quasi il 90 per cento delle zone palustri originarie è andato distrutto. Dal 1987 la loro protezione è disciplinata nella Costituzione federale. Per gli uccelli che nidificano al suolo e altre specie che non sopravvivono nelle zone a sfruttamento intensivo, le paludi sono un importante luogo di rifugio. Il risanamento delle paludi è effettuato ripristinando il loro corretto regime idrico. Nelle torbiere alte si realizzano a tal fine degli sbarramenti in legno, torba o argilla e si colmatano i fossati di drenaggio. Per la maggior parte delle paludi è indispensabile un'agricoltura estensiva, che viene in parte garantita da accordi di gestione stipulati con gli agricoltori e in parte da volontari.

Drosera
Drosera
© Philippe Grosvernier

Prati e pascoli secchi: autentico paradiso per le farfalle e altri insetti

Dal 1900 è scomparso circa il 95 per cento dei prati e pascoli secchi. Questi ambienti sono però di vitale importanza per la ricchezza delle specie; basti infatti pensare che ospitano oltre la metà delle piante vascolari indigene e che ne dipendono quasi la metà di tutte le specie di farfalle diurne. Qui troviamo anche il Grillo campestre e il Timo goniotrico, la Zebrina detrita e l'Anthidium manicatum. Oltre la metà delle superfici è situata nelle regioni d'estivazione, quindi ad altitudini più elevate. Per la conservazione di tali habitat si praticano il pascolo e lo sfalcio, provvedendo inoltre a eliminare i cespugli che si estendono troppo. Con la gestione estensiva, i prati e pascoli secchi da un lato consentono di ottenere un reddito agricolo e dall'altro portano benefici economici aggiuntivi in quanto proteggono ad esempio dall'erosione, servono da spazio per il tempo libero e favoriscono la presenza di una grande varietà di impollinatori.

Prato secco
Prato secco
© atena

Siti di riproduzione degli anfibi: culla per rane e rospi

Oltre due terzi degli anfibi indigeni è inserito nella Lista Rossa. Negli ultimi 200 anni è scomparso oltre il 90 per cento delle zone umide e dei piccoli specchi d'acqua e con essi i siti di riproduzione degli anfibi indigeni, tra cui le raganelle e i rospi ostetrici. Come siti di riproduzione degli anfibi sono indicati le pozze, i fossi e le rive lacustri, ma anche le superfici temporanee non utilizzate costituite dalle cave di ghiaia e di argilla. In sede di risanamento vengono creati piccoli corsi d'acqua e microstrutture adeguati.

Raganella (Hyla arborea)
Raganella (Hyla arborea)
© Nicolas Martinez

Per partecipare

Promuovere la biodiversità nella vita quotidiana

Chi desidera proteggere la varietà delle specie in Svizzera può farlo nella vita di tutti i giorni. Consigliamo di acquistare o di impiegare in giardino prodotti indigeni e specie rare con il marchio bio, Terra Suisse o IP Suisse.

In giardino e sul balcone si possono piantare specie di ProSpecieRara.

Per la lotta antiparassitaria è consigliabile impiegare mezzi biologici. In giardino si possono creare rifugi per i ricci. Chi pratica giardinaggio non dovrebbe peraltro utilizzare terriccio con torba e piante invasive. I mucchi di foglie servono come rifugio per gli insetti, le lumache e i piccoli mammiferi. Le ortiche sono piante foraggere per i bruchi di farfalle.

La frutta degli alberi ad alto fusto svizzeri e i vini con il certificato Delinat contribuiscono alla conservazione della biodiversità. Chi va in vacanza in aereo, dovrebbe compensare le emissioni di CO2 e rinunciare ai souvenir esotici, come per esempio i semi vegetali. Ovviamente è vietato introdurre in Svizzera anche le specie protette.

Altri consigli e informazioni su come vivere nel rispetto della biodiversità si trovano qui.

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Ultima modifica 22.05.2015

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