Valorizzare meglio le prestazioni forestali

21.03.2015 - Il bosco protegge contro i pericoli naturali, fornisce un prezioso contributo alla biodiversità, offre spazio ricreativo, purifica l’aria e assorbe gas serra nocivi. I proprietari forestali sono indennizzati per la prevenzione dei pericoli e le prestazioni per la biodiversità. Per garantire le altre funzioni del bosco a favore della società a lungo termine occorre valorizzare meglio e indennizzare altre prestazioni forestali importanti, che vanno al di là dei requisiti previsti dalla legge. È quanto rivendica nell’intervista con «Focus». l’ingegnere forestale Rolf Manser, capo della divisione Foreste dell’UFAM.

Rolf Manser, capo della divisione Foreste dell’UFAM
© Markus Forte Ex-Press BAFU

Focus: Da sempre, il bosco svizzero fornisce molteplici prestazioni a favore della società senza che i proprietari forestali abbiano mai preteso soldi. Perché oggi le cose non dovrebbero più funzionare così?

Rolf Manser: Fino a qualche decennio fa la situazione era completamente diversa. Negli ultimi 50 anni, però, i prezzi del legno sono diminuiti, in termini nominali, del 90 per cento, mentre i costi salariali nominali si sono decuplicati. Negli anni 1970 l'utilizzazione e la cura dei boschi erano ancora interessanti dal profilo economico e di conseguenza i proprietari gestivano e curavano le loro foreste per interesse economico. Da anni, però, molte aziende forestali sono deficitarie. Nel frattempo solo il 45 per cento delle entrate della nostra economia forestale proviene dalla vendita di legname. Prestazioni fondamentali del bosco, come ad esempio la protezione contro i pericoli naturali o la conservazione e la promozione della biodiversità, sono ancora possibili solo grazie ai finanziamenti pubblici.

Il bosco deve essere gestito per poter svolgere queste funzioni?

La maggior parte delle funzioni forestali a favore della società non è il risultato di processi naturali, ma si basa anche su interventi selvicolturali. I boschi di protezione, ad esempio, devono essere rinnovati periodicamente per poter garantire a lungo termine una protezione efficace contro i pericoli naturali, come le valanghe o la caduta di massi. In caso contrario, popolamenti troppo vecchi potrebbero perdere le foglie e non offrire più una protezione sufficiente o addirittura collassare su ampie superfici. Anche popolamenti forestali ricchi di specie richiedono spesso interventi selvicolturali.

Ma già oggi la Confederazione sostiene i proprietari forestali pubblici e privati con importi milionari affinché forniscano queste prestazioni forestali anche in futuro.

Questo vale per la cura dei boschi di protezione e alcune misure di promozione della biodiversità. Per altre prestazioni del bosco a favore della società, i proprietari forestali non ricevono invece fondi pubblici, benché la società ne tragga vantaggi. Per determinate funzioni forestali, come ad esempio il valore ricreativo o la garanzia della qualità dell'acqua potabile, in genere non sono infatti disponibili fondi pubblici. Nel 2013 l'UFAM ha versato 95 milioni di franchi per le prestazioni forestali fornite. Tali contributi si basano su accordi pluriennali sulle prestazioni stipulati tra la Confederazione e i Cantoni e buona parte di essi è destinata a misure di cura per la conservazione e l'ottimizzazione dei boschi di protezione. Anche la biodiversità svolge un ruolo importante. Entro il 2030, si prevede, ad esempio, di aumentare l'estensione delle riserve forestali dall'attuale 5 per cento al 10 per cento della superficie forestale totale. A partire dal 2017, a tal fine nonché per altre misure, è previsto un aumento del bilancio della Confederazione di 10 milioni di franchi all'anno.

In che misura la Politica forestale 2020 adottata dal Consiglio federale si orienta all'obiettivo di valorizzare e indennizzare meglio le prestazioni forestali non commerciabili?

La Politica forestale 2020 adottata dal Consiglio federale nell'agosto 2011 intende creare i presupposti per «valorizzare» le prestazioni forestali. Il nostro obiettivo è di garantire le prestazioni del bosco per la società a lungo termine e in modo efficiente, consentendo al settore forestale svizzero di utilizzare e curare le foreste in modo sostenibile. Ciò presuppone un'equa compensazione delle spese supplementari legate a queste prestazioni o delle minori entrate dell'economia forestale, subite dalle aziende forestali nell'interesse del pubblico.

E tocca alla Confederazione colmare i deficit di finanziamento?

No, non è questa l'idea. La Confederazione contribuisce alla cura del bosco di protezione e alla promozione della biodiversità stanziando risorse finanziarie. Per altre prestazioni sosteniamo la ricerca di soluzioni. A seconda della funzione forestale si prestano modelli distinti, ad esempio contributi per mandati di prestazioni concreti a livello comunale o regionale. Ciò vale in particolare per l'uso del bosco per le attività ricreative. Nei classici boschi utilizzati per le attività ricreative e del tempo libero, i visitatori si aspettano ad esempio una rete di sentieri ben tenuta e sicura, la quale richiede tuttavia particolari misure di sicurezza nell'ambito del taglio di legname. Tali misure possono generare spese supplementari pari a circa 200 franchi all'ettaro all'anno. Solo per questa prestazione forestale il fabbisogno finanziario annuo sfiora i 6,5 milioni di franchi.

Quale sarebbe una soluzione equa?

Occorre un equilibrio finanziario a favore dei gestori forestali poiché le loro prestazioni vanno direttamente a beneficio delle persone in cerca di svago. Le foreste rientrano tra le regioni di prossimità più apprezzate per le attività ricreative e sono pertanto importanti per il benessere e la salute delle persone. Entrano in considerazione ad esempio indennità a livello locale o regionale da parte dei Comuni interessati.

In che misura le foreste contribuiscono alla protezione dell'acqua potabile?

In Svizzera, buona parte delle acque sotterranee utilizzate non ha bisogno di alcun trattamento. La qualità degli acquiferi sotto le foreste è generalmente buona, poiché le disposizioni di legge non consentono l'uso di concimi o pesticidi sull'intera superficie forestale. Inoltre il suolo forestale indisturbato e microbiologicamente attivo è un efficace filtro degli inquinanti. Le aziende pubbliche dell'acqua preferiscono questi siti per le loro captazioni di acqua potabile. Per questo motivo anche molte zone di protezione delle acque sotterranee sono situate nel bosco. Dal punto di vista economico si tratta di una classica situazione che offre vantaggi a tutti.

Per le prestazioni dell'economia forestale volte a proteggere l'acqua potabile che vanno al di là della cornice giuridica, l'UFAM propone di valutare partenariati volontari tra le aziende dell'acqua e i proprietari forestali a livello locale o regionale. Assieme alle associazioni nazionali di categoria, che sono la Società svizzera dell'industria del gas e delle acque (SSIGA) ed Economia forestale Svizzera (EFS), stiamo attualmente elaborando le basi per queste cooperazioni.

Le foreste fissano e stoccano anche il principale gas serra CO2 e possono quindi mitigare il riscaldamento climatico. In che misura i proprietari forestali possono beneficiare di questa prestazione?

I proprietari forestali che ottimizzano l'assorbimento del CO2 possono, a determinate condizioni, generare certificati di CO2 per l'anidride carbonica supplementare fissata. Questi certificati possono essere offerti sul mercato delle misure facoltative di protezione del clima. Siccome però il sistema è piuttosto oneroso, sono ben pochi oggi i proprietari forestali che lo utilizzano.

In Svizzera vi sono circa 250 000 proprietari forestali, di cui il 96 per cento è costituito da privati che possiedono meno di 50 ettari di bosco. Questi ultimi non possono certo occuparsi di valorizzare tutte queste prestazioni forestali da soli.

Effettivamente sarebbe troppo oneroso. Occorrono pertanto soluzioni applicabili a zone forestale più ampie, che abbraccino più particelle. Una possibilità sarebbero le indennità forfettarie. Il Cantone di Soletta riscuote ad esempio dai Comuni «cinque franchi per il bosco» per persona, destinati a indennizzare i proprietari forestali per le prestazioni d'interesse generale. Siccome anche i Comuni e il Cantone versano contributi, ogni anno si raccolgono circa 2,4 milioni di franchi per indennizzare, mediante contributi per ettaro, le prestazioni di promozione e la cura generale del bosco. I soldi non sono quindi semplicemente distribuiti ai proprietari forestali, ma investiti nella cura del bosco, in modo da andare direttamente a beneficio del mantenimento e della promozione delle prestazioni forestali.

La Confederazione, i Cantoni e i proprietari forestali sono esortati a elaborare soluzioni comuni. Visto l'apprezzamento del franco rispetto all'euro, da gennaio 2015 il bisogno d'intervento si è acutizzato. Sono tuttavia ottimista che la buona volontà di tutti gli attori coinvolti consentirà soluzioni efficaci.

Contatto
Ultima modifica 27.03.2015

Inizio pagina

https://www.bafu.admin.ch/content/bafu/it/home/temi/bosco/dossier/bosco-svizzero-serve-tutti/valorizzare-meglio-le-prestazioni-forestali.html