Misure che con il NO alla legge sul CO2 scadranno o saranno limitate a partire dal 1° gennaio 2022

Con il NO alla revisione della legge sul CO2, la Svizzera non ha più un obiettivo di riduzione delle emissioni misurabile. Inoltre, diversi strumenti scadono alla fine del 2021:

  • Le imprese svizzere non potranno più chiedere l’esenzione dalla tassa sul CO2.
  • Gli importatori di carburante non saranno più obbligati a investire in progetti di protezione del clima. Ai progetti climatici in corso mancheranno i fondi.

Per il 2022 la tassa sul CO2 potrà ancora essere aumentata a 120 franchi per tonnellata di CO2. Per gli anni successivi un aumento sarà però escluso.

Nessun obiettivo climatico nazionale oltre il 2021

Secondo la legge sul CO2 in vigore, la Svizzera ha un obiettivo di riduzione delle emissioni fino al 2021. La legge riveduta avrebbe dovuto fissare un nuovo obiettivo di riduzione fino al 2030. Con il NO alla revisione della legge sul CO2, quest'obiettivo climatico nazionale misurabile viene a cadere, cosicché la Svizzera non disporrà più di un obiettivo climatico nazionale dopo il 2021.

Rimante tuttavia in vigore l'obiettivo climatico internazionale, che fissa una riduzione delle emissioni del 50 per cento entro il 2030 rispetto al 1990, e per il quale la Svizzera si è impegnata nell'ambito dell'Accordo di Parigi.

Più nessuna possibilità di essere esentati dalla tassa sul CO2

Dal 2008 la Confederazione riscuote una tassa sul CO2 sui combustibili fossili come l'olio da riscaldamento e il gas naturale.

Oggi, le imprese di determinati settori, come ad esempio quello meccanico, possono essere esentate dalla tassa sul CO2. In cambio, devono impegnarsi a ridurre le loro emissioni di CO2. Tale disposizione scade però alla fine del 2021. La revisione della legge l'avrebbe prorogata ed estesa a tutti i settori. Con il NO alla revisione della legge sul CO2 non ci sarà alcuna proroga

Dal 1° gennaio 2022 le imprese che sono attualmente esentate dovranno quindi pagare una tassa sul CO2.

Nessun obbligo di compensazione per gli importatori di carburante

Secondo la legge sul CO2 in vigore, gli importatori di benzina e diesel devono compensare con misure climatiche parte delle emissioni di CO2 derivanti dai carburanti. La legge riveduta avrebbe prorogato e rafforzato l'obbligo di compensazione oltre il 2021.

Con il "No" alla revisione della legge e all'obiettivo di riduzione fino al 2030 in essa contenuto, a partire dal 2022 viene a mancare la base per prorogare tale obbligo. Dal 1° gennaio 2022 gli importatori di carburante non dovranno quindi più investire in progetti di protezione del clima.

Nessun aumento della tassa sul CO2 dopo il 2022

L'attuale legge sul CO2 prevede una tassa massima di 120 franchi svizzeri per tonnellata di CO2. L'importo concreto della tassa per un dato anno dipende dalla diminuzione delle emissioni di CO2 nell'anno precedente. La legge riveduta avrebbe mantenuto questo meccanismo.

Con il NO alla revisione della legge, un aumento a 120 franchi è possibile solo per il 2022. Per gli anni successivi un aumento a 120 franchi è invece escluso.

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Ultima modifica 06.07.2021

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