Construzioni clima sostenibli: Tutte le sfumature del grigio

Fra qualche anno le case costruite in Svizzera saranno perlopiù in grado di coprire il proprio fabbisogno di calore senza emettere CO2. La prossima tappa consisterà dunque nel ridurre le emissioni grigie contenute nelle costruzioni e nell’influenzare il comportamento di chi ci abita. La cooperativa edilizia dell’Oberfeld, nell’agglomerato di Berna, precorre il futuro.

Ostermundigen (BE): come dimostra la cooperativa d'abitazione di Oberfeld, l'architettura sostenibile sa essere flessibile e creativa, è convincente nel design e coinvolge i suoi fruitori in tutte le fasi della costruzione, dalla progettazione alla realizzazione.
© Christine Bärlocher/Ex-Press

Testo di Hansjakob Baumgartner

Maggio 2014. A Ostermundigen (BE), i membri della cooperativa d’abitazione di Oberfeld sistemano una parte degli spazi aperti del nuovo condominio: piantano alberi, cespugli e fiori e seminano ortaggi ed erbette da cucina. Pulito e lineare, l’appezzamento appare ancora spoglio ma già lascia intuire cosa diventerà fra non molto: un ambiente per uomini, animali e piante con un tocco di «urban gardening». I bambini hanno in ogni caso già preso possesso del luogo. Così come del resto era nelle intenzioni: «Tutto lo spazio esterno è sistemato in modo da poter essere anche utilizzato come area gioco», spiega Christian Zeyer, presidente della cooperativa.
Oggi Oberfeld non è più un cantiere, il grosso dei lavori di costruzione è terminato. Dei suoi 100 appartamenti, 40 sono già occupati da famiglie con figli. Negli altri 60 vivono coinquilini, coppie e single. Giovani e anziani, affittuari e proprietari, insieme precorrono di qualche decennio la politica svizzera in materia di clima. E senza sforzi riescono a mantenere le proprie emissioni di CO2 ben al di sotto della media del Paese.

Senz’auto, eppure mobili

L’idea della cooperativa è nata negli ambienti del gruppo regionale bernese dell’Associazione traffico e ambiente (ATA). Costruire una cittadella senz’auto: la visione è diventata realtà. Nessuno a Oberfeld possiede una macchina. E anche volendo non la si potrebbe tenere, perché i parcheggi disponibili sono solo dieci. In compenso c’è un’abbondanza di rastrelliere per biciclette, un punto di ricarica per biciclette elettriche e, nelle immediate vicinanze, diversi posti macchina per il car sharing Mobility.

Cinque minuti a piedi e si è alla fermata di Oberfeld, da cui nelle ore di punta parte ogni tre minuti un autobus per la stazione centrale di Berna: la corsa dura 18 minuti, ma il centro città è facilmente raggiungibile anche in bici. In questo modo gli abitanti della cittadella riescono tranquillamente a coprire le proprie esigenze in fatto di mobilità emettendo un volume annuo di CO2 nettamente inferiore alla mezza tonnellata. E questo, quando la media svizzera si aggira invece sulle 2,3 tonnellate.

impianti solari ibridi installati sui tetti producono calore ed elettricità
© Christine Bärlocher/Ex-Press

Innovazione nel riscaldamentoLocali riscaldati ed acqua calda: i comfort per cui la popolazione svizzera libera in media più di 3 tonnellate di CO2 pro capite l’anno, ad Oberfeld non producono emssioni. Sui tetti, degli impianti solari ibridi – che producono cioè elettricità e calore – coprono una superficie di 1000 metri quadrati: i moduli fotovoltaici, orientati verso il sole, trasformano la luce in elettricità e i collettori sul retro riscaldano l’acqua, che è condotta nel sottosuolo attraverso sonde geotermiche. In inverno le pompe di calore attingono l’acqua calda, anch’essa prodotta grazie al solare, dal serbatoio sotterraneo e la conducono nelle serpentine degli edifici. In più, i moduli fotovoltaici forniscono energia sufficiente a coprire il fabbisogno di elettricità di 20 nuclei abitativi.Per il momento il complesso residenziale di Oberfeld è la più grande opera architettonica alimentata da un impianto del genere in Svizzera, ma nei prossimi anni la tendenza sarà quella di costruire solo abitazioni interamente riscaldate con energie rinnovabili: questo, almeno, ciò che prevede il Modello di prescrizioni energetiche dei Cantoni (MoPEC) che la Conferenza dei direttori cantonali dell’energia (EnDK) ha posto in consultazione nel maggio 2014. L’obiettivo del documento è far sì che, a partire dal 2020, i nuovi edifici siano praticamente tutti riscaldati con energie rinnovabili. Per la stessa data tutti i Cantoni dovranno inoltre procedere al risanamento dei riscaldamenti a combustibili fossili esistenti in modo tale che il fabbisogno di calore sia coperto almeno in parte con energie rinnovabili o teleriscaldamento.Non che con questo l’edilizia abbia dato fondo a tutte le sue possibilità in fatto di protezione del clima: «Abitare in modo clima-sostenibile non significa unicamente riscaldare senza emettere CO2», afferma Reto Burkard, responsabile della sezione Politica climatica dell’UFAM. «Quanto minori sono i gas serra prodotti dalla gestione di un immobile, tanto maggiori sono le emissioni grigie generate dai processi a monte e a valle. In quest’ottica la scelta dei materiali diventa decisiva.»

i betoncini oliati della cooperativa sono fatti perlopiù in anidrite, un minerale naturale
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Più rispetto del clima col legnoAnche in questo settore il complesso di Oberfeld ha giocato la carta dell’ecologico. Negli edifici c’è una grande presenza di legno: abete rosso, abete bianco, larice. Le costruzioni in legno sono rispettose del clima per diversi motivi: da una parte riducono le emissioni di CO2 legate alla fabbricazione del calcestruzzo o di altri materiali, dall’altra fungono da serbatoi di carbonio provvisori. Il carbonio che gli alberi assorbono dall’atmosfera durante la crescita viene temporaneamente stoccato nel legno e liberato solo dopo decenni, al momento della demolizione dell’edificio e dell’incenerimento del legname usato.Là dove necessario, gli architetti hanno fatto ricorso a calcestruzzo riciclato. Per la sistemazione interna sono stati invece usati solo materiali naturali. I muri sono rivestiti di pannelli di gesso-cellulosa intonacati a calce, i betoncini oliati sono perlopiù fatti in un minerale che si chiama anidrite. «I materiali naturali hanno un influsso positivo sul clima abitativo», conferma Peter Schürch, uno degli architetti del condominio. «Gli edifici ben isolati richiedono infatti materiali che possano assorbire e liberare bene l’umidità.»
Come materiale isolante si è utilizzata la lana di pietra. La sua fabbricazione assorbe parecchia energia, ma si ricicla facilmente: in fase di costruzione gli architetti della cooperativa hanno dunque già pensato alla sua demolizione. Un aspetto importante, secondo Reto Burkard: «Occorre tener presente non solo il processo di fabbricazione di un edificio, ma anche il suo smantellamento. Due terzi dei rifiuti svizzeri provengono in effetti dal settore edile.»Peter Schürch è il titolare di Halle 58, uno studio di architettura che ha sposato il credo dell’edilizia sostenibile in tutte le accezioni del termine. Non solo, dunque, efficienza energetica e uso efficiente delle risorse: l’architettura sostenibile anticipa gli sviluppi futuri ed è perciò flessibile e creativa; convince grazie alla sua filosofia progettuale ed è partecipativa, poiché coinvolge tutte le parti interessate. A Oberfeld i futuri abitanti sono stati impegnati anche nella pianificazione e nella costruzione. Riuniti in gruppi di lavoro, hanno discusso di sistemazione esterna, di architettura o di tecnica energetica, facendo valere le proprie esigenze abitative.

I materiali naturali hanno un influsso positivo sul clima abitativo: ad Oberfeld si è utilizzata come isolante la lana di pietra.
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Abitare a prezzo di costoNella cooperativa di Oberfeld non si è evidentemente trascurato neppure la dimensione economica del termine sostenibilità. Il progetto non è a scopo lucrativo: la cooperativa affitta o vende gli appartamenti al prezzo di costo. L’affitto di un appartamento di due locali e mezzo va dai 1000 ai 1700 franchi al mese, quello di un cinque locali e mezzo dai 2400 ai 2730 franchi, escluse le spese, che sono però relativamente più basse che altrove e pressoché indipendenti dall’aumento dei prezzi dell’energia.Gli inquilini partecipano al capitale della cooperativa per il 10 per cento del valore dell’appartamento, il che riduce l’affitto di circa il 5 per cento. In proprietà, i due locali e i due locali e mezzo costano tra i 330 000 e i 570 000 franchi, i cinque locali e mezzo tra 710 000 e 1 050 000 franchi. Sia i locatari che i proprietari devono inoltre sottoscrivere quattro parti sociali di 1000 franchi per appartamento, che vengono però rimborsati in caso di partenza.Gli appartamenti valgono chiaramente il loro prezzo. Al momento dell’andata in stampa, i 52 appartamenti in proprietà per piani erano già stati tutti venduti e i 48 in locazione erano stati in gran parte affittati.Standard di costruzione sostenibileTutte le caratteristiche che contraddistinguono il progetto di Oberfeld figurano anche nel progetto preliminare di Standard Costruzione Sostenibile Svizzera (SNBS), cui collabora anche l’UFAM. Il documento definisce i criteri e gli indicatori da adottare per valutare la qualità di un edificio in termini di ambiente, società ed economia. Minergie definisce i requisiti in materia di energia, l’SNBS lo fa per quasi tutti gli aspetti della costruzione. A confermarlo è anche l’esperto UFAM Reto Burkard: «Questo standard è un ausilio prezioso per valutare la sostenibilità di un edificio lungo tutto il suo ciclo di vita.»

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Ultima modifica 26.11.2014

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