Radiazioni non ionizzanti - L’elettrosmog sotto controllo

Per potenziare la rete di telefonia mobile vengono installate ogni anno centinaia di nuove antenne. Una procedura di autorizzazione, ricezione e controllo ben rodata assicura però che le radiazioni non ionizzanti (RNI) si mantengano entro i valori limite previsti dalla legge.

© Anna Luchs

Testo di Pieter Poldervaart

Dieci piani in ascensore, poi una rampa di scala a piedi ed eccoci sul tetto di uno stabile di Birsfelden, alla periferia di Basilea. Soffia una bise glaciale, ma la splendida vista sul Reno, la Germania, l'Alsazia e la campagna basilese che si gode dall'alto ripaga il disagio. Munito di robuste scarpe da lavoro, giacca tecnica, elmetto giallo e imbracatura, Andreas Weber non fa caso al panorama. Ad interessarlo è una costruzione metallica altra 7,6 metri, montata sopra il vano dell'ascensore: un'antenna per la telefonia mobile. È stata installata qualche settimana fa dalla società di telecomunicazioni Sunrise. E l'ingegnere deve ora verificare se rispetta le norme.

Andreas Weber è responsabile dell'applicazione dell'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI) per l'ufficio d'igiene dell'aria dei Cantoni di Basilea-città e di Basilea-campagna. Accanto ad altri impianti elettrici - trasformatori, linee d'alta tensione e linee di contatto delle ferrovie - il cui controllo incombe prioritariamente alla Confederazione, le antenne della telefonia mobile e altri emittenti sono tra le principali fonti di RNI. Entro il perimetro dei due semicantoni se ne contano oggi più di un migliaio, di cui circa 750 poste all'esterno e quasi 280 installate all'interno di edifici.

Punti sensibili

Il sopralluogo eseguito oggi a Birsfelden non verte tuttavia sulle emissioni, bensì su dettagli tecnico-strutturali: l'antenna è posizionata correttamente? Emette nella giusta direzione? Weber ne controlla l'altezza mediante un distometro e si assicura che l'inclinazione dei tre pannelli emittenti corrisponda ai parametri del permesso di costruzione. A parte una piccolezza, non c'è nulla da rilevare e l'antenna potrà quindi entrare in funzione prossimamente.

È la seconda volta che Andreas Weber sale su questo tetto battuto dal vento. Nel 2012, dopo l'inoltro della domanda di costruzione da parte di Sunrise, aveva già misurato con un tacheometro l'altezza dei cosiddetti «luoghi a utilizzazione sensibile» (LUS) presenti nelle vicinanze. Sono così definiti gli spazi in cui le persone soggiornano per periodi di tempo prolungati: scuole, uffici, abitazioni. In questi luoghi si applicano i valori limite d'irradiazione fissati nel 1999 dal Consiglio federale a titolo precauzionale. Questi ultimi sono all'incirca dieci volte inferiori ai valori limite d'immissione che si applicano ai luoghi in cui le persone sostano per brevi periodi di tempo, come in questo caso la cabina dell'ascensore. Nei calcoli fatti in sede di esame della domanda di costruzione si tiene dunque conto sia delle condizioni locali sia di eventuali antenne vicine, comprese quelle ancora in fase di autorizzazione.

Diritto d'opposizione e di ricorso

Le società di telefonia mobile devono comprovare, dati alla mano, che i valori limite dell'ORNI saranno rispettati anche quando l'emittente funzionerà alla sua massima potenza. L'ufficio d'igiene della aria dei due Cantoni di Basilea verifica queste indicazioni sulla base di dati provenienti da sistemi di informazione geografica e software di modellizzazione. Se l'esame dà esito positivo, la domanda di costruzione viene pubblicata. La popolazione interessata ha così la possibilità di far valere i proprio interessi e, nella maggior parte dei Cantoni, di fare opposizione sin dalla prima fase della procedura. Se il progetto adempie tutti i requisiti legali, le autorità rilasciano un permesso in cui si precisa il tipo di antenna, il luogo di montaggio, la banda di frequenza, la potenza e la direzione d'emissione. Anche questo decisione può essere contestata in sede giudiziale.

Una volta consegnata l'opera, un'impresa accreditata procede a una misurazione di prova dell'irradiazione per verificare che nei LUS siano effettivamente rispettati i valori limite d'immissione. Il rapporto viene quindi sottoposto all'ufficio d'igiene della aria dei due Cantoni di Basilea che, in caso di risultato positivo, dà luce verde alla messa in funzione dell'impianto. I detentori della concessione sono poi tenuti a trasmettere ogni due settimane all'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) una serie di dati riguardanti il sito dell'installazione, i servizi di telecomunicazione, le frequenze, le direzioni e le potenze d'emissione. Tutte queste informazioni possono essere consultate dai servizi cantonali e comunali competenti, che in caso di anomalia contattano i gestori interessati.

Un'esecuzione esemplare

La procedura scorre senza intoppi. E a contribuirvi sono anche gli aiuti all'esecuzione e le raccomandazioni pubblicate dall'UFAM in materia di misurazioni previste dall'ORNI. Prima di essere messi a disposizione dei servizi cantonali e comunali, entrambi questi strumenti sono discussi collegialmente in seno al gruppo intercantonale di lavoro ORNI. «Gli scambi tra colleghi sono molto importanti», sottolinea Andreas Weber. «È possibile così approfittare delle esperienze fatte da altri Cantoni e tenersi al corrente dei progressi tecnici in atto sia in materia di calcolo e misurazione dell'irradiazione che di sorveglianza degli impianti esistenti.»

I servizi cantonali sono in contatto permanente anche con le autorità federali. Ed è anche in questo dialogo che Jürg Baumann, capo della sezione Radiazioni non ionizzanti all'UFAM, vede uno dei fattori di successo dell'esecuzione dell'ORNI: «Riceviamo così informazioni di prima mano sui problemi incontrati nella realtà e in caso di bisogno possiamo reagire formulando delle raccomandazioni pratiche». Se il carico d'irradiazione complessivo non aumenta, i gestori hanno ad esempio la facoltà di reimpostare i servizi di telecomunicazione, e talvolta anche le bande di frequenza di un'antenna, senza eccessive formalità. «L'accordo ha permesso di semplificare i compiti amministrativi sia dei fornitori che delle autorità, senza diminuire la protezione della popolazione», assicura lo specialista UFAM

© Flurin Bertschinger/Ex-Press/UFAM

Una popolazione attentaA seguire da vicino il lavoro delle autorità provvedono inoltre molti cittadini preoccupati. Di qui l'attenzione messa dai Cantoni nell'esecuzione delle procedure: che, al di là delle differenze di metodo e d'intensità dei controlli, i servizi cantonali perseguano il compito di proteggere la popolazione dall'inquinamento elettromagnetico con professionalità e diligenza è comunque fuor di dubbio. Ed è una missione destinata a rimanere cruciale anche in futuro, vista la costante espansione del settore delle telecomunicazioni: «Se prima era il numero di utenti, oggi è la crescita esponenziale del volume di dati a spingere gli impianti al limite», fa ancora notare Jürg Baumann.Gli esperti calcolano che il flusso di dati raddoppierà di anno in anno, specie a seguito della crescente diffusione degli smartphone. E il continuo potenziamento della rete comporterà anche la costruzione di nuove antenne, sia all'esterno che all'interno degli edifici,  da cui fra l'altro viene trasmesso già oggi il grosso dei dati. C'è inoltre chi preme per attribuire più frequenze alla telefonia mobile. Ma anche per questo occorre spesso aumentare la potenza delle antenne esistenti o sostituirle, rendendo così necessari nuovi controlli da parte delle autorità.Garanzie di qualitàCresce pure, fra i gestori, la tendenza a sfruttare le antenne fino al valore limite dell'impianto previsto dall'ORNI. Bacchettate dal Tribunale federale, che ha reagito allo sviluppo esigendo controlli più efficaci da parte degli operatori, le imprese di telefonia mobile si sono quindi impegnate, su raccomandazione dell'UFAM, a introdurre un sistema di assicurazione della qualità. I parametri d'esercizio reali di tutte le antenne vengono confrontati giornalmente con i valori autorizzati. In caso di scarti, il sistema fa scattare automaticamente un allarme. Nel 2010 e nel 2011 l'UFAM ha inoltre fatto verificare se i dati contenuti nei sistemi di assicurazione della qualità erano aggiornati e corretti e se si erano rilevate delle divergenze. Sulle 383 installazioni scelte a caso, solo 14 presentavano «differenze tecniche minime» rispetto a quanto previsto nell'autorizzazione.Anche i Cantoni eseguono dei controlli a campione. Ogni anno l'ufficio d'igiene dell'aria dei due Cantoni di Basilea ispeziona dal 5 al 10 per cento degli impianti ed è raro che vengano riscontrate anomalie. Il bilancio che traccia Andreas Weber è dunque positivo: «Grazie al comportamento responsabile dei gestori e ai controlli rigorosi delle autorità il risultato è, nel complesso, molto soddisfacente.»

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Ultima modifica 27.08.2014

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