Primo passo verso flussi finanziari clima-compatibili

Berna, 23.10.2017 - Nel contesto dell’Accordo di Parigi sul clima, l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) hanno invitato le casse pensioni e le assicurazioni svizzere a far esaminare la compatibilità climatica dei loro portafogli. L’opportunità offerta ha suscitato molto interesse. Il settore finanziario svizzero è orientato in misura ancora troppo esigua verso investimenti rispettosi del clima. La verifica della compatibilità climatica può contribuire a un cambiamento di direzione.

Il 6 ottobre 2017 la Svizzera ha ratificato l'Accordo di Parigi. Quale parte contraente riconosce l'obiettivo di orientare anche i flussi finanziari in modo di limitare a meno di due gradi il riscaldamento climatico rispetto all'era preindustriale. A tal fine, il Consiglio federale auspica misure volontarie del settore finanziario e, in risposta alle numerose domande giunte dal Parlamento, prevede di puntare su metodi di misura comparabili a livello internazionale per ridurre i costi per gli istituti finanziari come pure per gli investitori istituzionali e privati. In questo contesto rientrano anche gli esami di compatibilità climatica proposti dall'UFAM e dalla SFI: da aprile 2017 tutte le casse pensioni e assicurazioni svizzere hanno avuto la possibilità di far analizzare, in modo volontario, anonimo e gratuito, la compatibilità dei loro portafogli azionari e obbligazionari all'obiettivo dei due gradi. 79 casse pensioni e assicurazioni, che gestiscono complessivamente circa due terzi del patrimonio, hanno raccolto questo invito. Le prove sono state effettuate dal gruppo di esperti indipendente «2° Investing Initiative».

Obiettivo ancora lontano, ma evoluzione positiva evidente

L'esame verteva sulla verifica della concordanza dei piani delle imprese in cui si investe, attive nei quattro settori Promozione delle energie rinnovabili, Produzione di elettricità, Trasporti e Industria (cfr. riquadro), con un'evoluzione clima-compatibile delle emissioni. Dai risultati si evince che al momento nella maggior parte dei settori, gli investimenti sostengono in media un riscaldamento pari a quattro-sei gradi, che coincide ampiamente con il mercato mondiale. Esistono tuttavia grandi differenze fra i portafogli esaminati: alcuni sono già interamente clima-compatibili, mentre altri lo sono solo in determinati settori. Per contro, gli investimenti delle casse pensioni e delle assicurazioni svizzere sono in media molto in ritardo rispetto al mercato mondiale, ad esempio per quanto concerne il potenziamento delle energie rinnovabili. I portafogli esaminati relativi al trasporto di olio e gas rispecchiano la tendenza del mercato mondiale, che prevede un picco nel 2020.

L'esame quale punto di partenza per strategie climatiche consapevoli

I rapporti di esame individuali possono, se auspicato, servire da base ai partecipanti per orientarsi meglio in futuro verso l'obiettivo dei due gradi. Le decisioni di investimento degli attori del mercato finanziario svizzero possono, da un lato, influire sulle future emissioni di gas serra. Dall'altro, i cambiamenti climatici potrebbero essere legati a potenziali rischi per il mercato finanziario. Il presente esame non li valuta dal punto di vista quantitativo, ma accresce la consapevolezza al riguardo. Se il passaggio a un'economia mondiale clima-compatibile non avviene in modo graduale, determinati settori potrebbero registrare notevoli perdite poiché i piani di produzione e di investimento dovranno essere adeguati in modo repentino. Per poter identificare in tempo questi rischi, un gruppo di esperti diretto dall'industria e istituito dal Consiglio internazionale per la stabilità finanziaria raccomanda di effettuare delle analisi sulla base dello scenario dei due gradi. Essendisi sottoposte all'esame della compatibilità climatica, molte casse pensioni e assicurazioni svizzere hanno già attuato detta raccomandazione.

Impronta del CO2 contro analisi sulla base dello scenario dei due gradi di portafogli finanziari
Nel 2015 l’UFAM ha fatto analizzare gli effetti indiretti sul clima del mercato azionario svizzero applicando il metodo dell’impronta del CO2 (studio «Kohlenstoffrisiken für den Finanzplatz Schweiz»). Le emissioni di CO2 sono state imputate agli investitori in funzione delle loro quote societarie. Le alternative rispettose del clima non sono state considerate. L’analisi si basava sui dati delle emissioni passate e poteva essere utilizzata solo a determinate condizioni per le questioni orientate al futuro.
Gli esami della compatibilità climatica si basano invece su scenari dei due gradi: i piani di produzione delle imprese incluse nel portafoglio sono comparati con un’evoluzione necessaria, secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), per raggiungere l’obiettivo dei due gradi. L’analisi si accentra sui quattro settori Promozione delle energie rinnovabili, Produzione di elettricità, Trasporti (produzione automobilistica, navigazione e traffico aereo) e Industria (cemento e acciaio), per i quali vengono esaminate le tecnologie dannose per il clima ma anche le alternative clima-compatibili.

 


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