Installazione dimostrativa: Con il legno verso una società a 2000 watt

In Svizzera le case in legno sono diffuse soprattutto nelle zone rurali. Da qualche anno gli immobili in legno su più piani vanno però prendendo piede anche in ambito urbano. Un progetto dimostrativo sostenuto dalla Confederazione mostra le numerose possibilità offerte da una sapiente combinazione di legno e domotecnica.

swisswoodhouse
Gli edifici costruiti col sistema «swisswoodhouse» sono composti da diversi elementi prefabbricati in legno che in caso di bisogno permettono di ridefinire gli ambienti mediante semplici interventi di trasformazione.
© Renggli

Testo di Pieter Poldervaart

In genere una facciata grigia appare tetra e poco attraente, ma a guardare questa palazzina situata a cinque minuti a piedi dalla stazione di Nebikon (LU) ci si ricrede subito: ciascuna delle assi verticali montate sulle pareti esterne è verniciata in una sfumatura di grigio leggermente diversa, ora tendente al blu, ora al verde. «Questa differenza è voluta», spiega Sven Barendsen, consulente presso la Renggli SA di Sursee (LU), un’impresa edile specializzata nella costruzione di case in legno. Che il legno sia la cifra di questa struttura lo si capisce al primo sguardo. D’origine svedese, il responsabile del settore Grandi progetti della Renggli è ottimistico quanto al futuro della costruzione in legno in Svizzera e non solo nel segmento delle case unifamiliari: «Non parliamo di fare tutto in legno, ma questo materiale offre enormi vantaggi rispetto al calcestruzzo e all’acciaio in numerose applicazioni.»

Una casa in 518 elementi

swisswoodhouse aussen
Das Gebäudesystem swisswoodhouse besteht aus einzelnen vorgefertigten Holzelementen. Bei Bedarf lässt sich die Raumaufteilung im Mehrfamilienhaus mittels eines einfachen Umbaus neu definieren.
© Renggli AG

Terminato nel 2014 e ora quasi interamente affittato, l’immobile di Nebikon si basa sul sistema «swisswoodhouse». Frutto di anni di collaborazione tra la Renggli, la Bauart Architekten und Planer SA, l’UFAM e l’Ufficio federale dell’energia (UFE), il progetto è un esempio di combinazione ideale tra costruzione in legno e moderna domotecnica. Utilizzato solo per le fondamenta, il garage sotterraneo e i due nuclei portanti comprendenti i vani scale ed ascensore, il calcestruzzo serve unicamente a rinforzare l’armatura dell’edificio, che conta 16 appartamenti e due loft disposti su quattro piani.
Un’altra particolarità dell’opera sta nella sua edificazione, durata solo tre settimane. I suoi 518 elementi in legno sono stati precedentemente tagliati con precisione millimetrica nell’unità di produzione della Renggli a Schötz (LU) e poi preparati per l’assemblaggio: l’isolazione e le finestre in legno a metallo a triplo vetro erano già inserite nei pannelli della facciata al momento della consegna. Nelle pareti interne erano inglobate le canalette elettriche e nei pavimenti il sottofondo di ghiaia calcarea per attutire il rumore dei passi. Gli speciali fissaggi usati per assemblare i pannelli in legno sono stati sviluppati dalla stessa Renggli con il sostegno della Commissione per la tecnologia e l’innovazione (CTI). Solo la posa del parquet, i collegamenti elettrici e i lavori di pittura hanno dovuto essere effettuati sul posto.

Obiettivo società a 2000 watt

Scopo principale del concetto di «swisswoodhouse» è far sì che gli edifici arrivino almeno a rispondere ai criteri della norma Minergie-P-Eco, uno dei quali è consumare 40 per cento di energia in meno rispetto agli stabili standard. Nel caso della palazzina di Nebikon, il riscaldamento e la produzione di acqua calda sono assicurati da una pompa di calore munita di sonde geotermiche. La ventilazione comfort permette di regolare il riscaldamento in modo ottimale e recuperare il calore residuo contenuto nell’aria usata. L’edificio produce inoltre una parte del suo fabbisogno di elettricità grazie a un impianto fotovoltaico di 157 metri quadrati posto sul tetto e copre il resto acquistando corrente certificata EnergyStar.
Con il sistema «swisswoodhouse» è possibile però andare anche oltre lo standard Minergie-P-Eco, avvicinandosi all’obiettivo della società a 2000 watt: ridurre di due terzi la prestazione energetica pro capite, oggi pari a 6300 watt. L’ubicazione dell’edificio di Nebikon vi si presta bene: grazie alla prossimità dei trasporti pubblici permette infatti di vivere facendo totalmente a meno dell'automobile. Parsimoniosa in termini di spazio, la costruzione rappresenta inoltre un’ideale soluzione di compromesso tra la casa unifamiliare, grande mangiatrice di superficie, e la casa a schiera, spesso criticata per l’aspetto anonimo. Una delle particolarità del concetto risiede nella tripla flessibilità del progetto: la struttura modulare di 18 metri quadrati su cui è basato permette infatti, non solo di ricavare appartamenti con diverse planimetrie, ma grazie alla buona proporzione degli spazi e alla presenza di molti muri non portanti dà la possibilità ai locatari di sfruttare a proprio piacimento i diversi locali e ridefinirne la sistemazione con interventi minimi.
Per gli elettrodomestici, quali lavatrici, frigoriferi e cucine, la scelta si è naturalmente orientata sui modelli più efficienti presenti sul mercato. L’illuminazione punta interamente sui LED negli interni e sui rilevatori di movimento negli spazi pubblici. Ogni appartamento dispone inoltre di una centralina elettronica su cui è possibile leggere in tempo reale il consumo di elettricità, acqua e calore, in modo da poter così ottimizzare il dispendio energetico individuale.

L’industria svizzera del legno si potenzia

Per ricoprire i 1425 metri quadri delle facciate si è utilizzato legno di pini e abeti svizzeri. Quello usato per la costruzione della struttura interna, 268 metri cubi in totale, proviene invece dall’Austria poiché in Svizzera non ce n’era in quantità e qualità sufficiente. Attualmente la quota di legno indigeno nel settore della costruzione si attesta attorno al 35 per cento, ma in futuro optare per il legno svizzero dovrebbe diventare più facile: la principale segheria del Paese, la Schilliger Holz SA di Küssnacht (SZ), sta infatti allestendo un sistema completamente automatizzato di cernita del legno d’opera che permetterà di smistare il legname consegnato in base alle caratteristiche e trasformarlo in lamellare in una nuova linea di produzione. L’investimento, dell’ordine di decine di milioni di franchi, punta a quadruplicare la produzione di legno svizzero, un obiettivo peraltro ampiamente giustificato dall’incoraggiante evoluzione osservata nel settore edile in questi ultimi anni: «Il legno ha un grosso potenziale tecnico, specie nei progetti su più piani», spiega convinto Ernest Schilliger, uno dei proprietari dell’azienda.
Questi buoni auspici sono confermati anche da Alfred Kammerhofer, capo della sezione Economia del legno e economia forestale dell’UFAM: «Dal 2006 il legno sta conoscendo un grande revival come materiale da costruzione.» E questa spinta dovrebbe continuare anche nei prossimi anni. La ragione di tanto ottimismo sta soprattutto nelle nuove prescrizioni in materia di protezione antincendio adottate dal 2015 nell’Unione europea e recepite anche in Svizzera. La normativa non distingue più tra materiali di costruzione infiammabili e non infiammabili: è il comportamento effettivo del materiale in caso di incendio a fare la differenza. L’acciaio non brucia ma a 1000 gradi diventa liquido, il che può causare il crollo improvviso di un intero soffitto se le travi che lo sostengono sono fatte di questo materiale. Il legno è invece infiammabile ma il suo comportamento è noto, il che permette di pianificare preventivamente le misure di sicurezza.

Max Renggli, «Ecoimprenditore» 2016

Alfred Kammerhofer ricorda anche altri vantaggi di questo materiale. Il legno assorbe CO2, un gas ad effetto serra. Gli edifici in legno hanno pareti più sottili rispetto a quelli in cemento, il che aumenta la superficie utile del 5-8 per cento. In caso di demolizione il legno può inoltre essere riutilizzato o essere bruciato per produrre nuova energia. Se è vero, infine, che una costruzione in legno può costare dal 3 per cento in meno al 5 in più rispetto a una tradizionale in calcestruzzo e mattoni, la sua gestione − che rappresenta l’80 per cento dei costi di un immobile lungo il suo intero arco di vita − è decisamente meno cara. «Questo è uno dei motivi per cui gli investitori desiderosi di contenere i costi accessori trovano interessanti gli edifici in legno e privilegiano sempre più la costruzione sostenibile», aggiunge Alfred Kammerhofer. Grazie al progetto faro di Nebikon dovrebbe ora farsi strada anche l’idea di costruire in legno palazzi a più piani. Il concetto «swisswoodhouse» ha in ogni caso già attirato l’attenzione: nel 2016 Max Renggli, fondatore dell’omonima ditta, ha vinto il Premio svizzero per l’ambiente nella categoria «Ecoimprenditore».

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Ultima modifica 18.05.2016

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