Gestire i rischi naturali - Webzine «ambiente» 2/2015

Piene del 2005 dieci anni dopo > I limiti delle opere di protezione > Evitare le zone di pericolo > Più scienza, più sicurezza > Aspettando il terremoto che verrà

Josef Hess

L’unione fa la sicurezza

Editoriale di Josef Hess

Hans Peter Willi

A dieci anni dalle piene del 2005: «Abbiamo nettamente guadagnato in sicurezza»

Straripamenti di laghi e fiumi, frane e crolli: quelle che si sono abbattute sulle Alpi svizzere nel 2005 sono state le intemperie di gran lunga più costose degli ultimi 100 anni. Oggi come oggi saremmo meglio armati contro un simile evento? ambiente gira la domanda a Hans Peter Willi, capo della divisione Prevenzione dei pericoli all’UFAM.

Confluenza della Sihl e della Limmat

Gestione integrale dei rischi nella pratica: Zurigo - attenti all’acqua

Gli eventi del 2005 l’hanno mostrato chiaramente: in caso di forti intemperie la Sihl rappresenta un grosso rischio per la città di Zurigo. Una piena eccezionale sommergerebbe larghe zone della città, inclusa la stazione centrale, paralizzando così il principale nodo ferroviario svizzero. Insieme a tutti gli attori coinvolti, il Canton Zurigo sta ora vagliando tutte le soluzioni possibili.

Carta dei pericoli del territorio di Villars-sur-Ollon (VD)

Pianificazione del territorio: gestire i rischi carta in mano

In Svizzera quasi tutti i Comuni dispongono ormai di carte dei pericoli. Si tratta ora di usare queste basi scientifiche per pianificare le necessarie misure di protezione e adeguare lo sviluppo del territorio. In passeggiata nel Comune di Ollon (VD) per capire come e cosa occorra fare nel concreto.

elementi diga Beaver

Sistemi di previsione e allerta: e venne il diluvio

Il tempo è denaro. E il detto vale anche per la gestione di eventi naturali: avvertire tempestivamente le persone interessate permette di limitare considerevolmente i danni. Le intemperie del 2005 hanno tuttavia rivelato qualche falla nel sistema. Grazie alle misure adottate nel quadro del progetto OWARNA, oggi il meccanismo di allarme funziona decisamente meglio.

Il bosco di pini montani di Zernez (GR)

Misure di protezione biologiche: bosco - più protettivo di quanto non si creda

Il bosco protegge contro i pericoli naturali molto più efficacemente di quanto gli specialisti pensassero finora. Utilizzato per la prima volta in Bassa Engadina, nel bosco di protezione che sovrasta il passo del Forno, il nuovo metodo Protect Bio rende ora possibile valutarne meglio le prestazioni.

Rischio sismico

Mettere in sicurezza le infrastrutture: rischio sismico, le cose si muovono

Edifici sventrati, ponti crollati: sono queste in genere le immagini che ci vengono in mente pensando ai terremoti. Conseguenze meno spettacolari, come il danneggiamento di impianti vitali, possono però ugualmente paralizzare un Paese. La protezione contro i terremoti è dunque importante e l’UFAM è impegnato in prima linea nel migliorarla.

Campo cantonale degli scout bernesi

Responsabilità individuale: sempre pronti!

Animatore di un campo scout o semplice escursionista: solo chi conosce i pericoli naturali può agire con cognizione di causa. E negli ultimi anni si è fatto molto per accrescere la coscienza e le competenze della popolazione in fatto di pericolo.

Bosnia-Herzegowina: Casa distrutta da scivolamento di terreno

Cooperazione internazionale: l’esperienza svizzera all’estero

Il know-how svizzero in materia di gestione dei pericoli naturali è apprezzato sia sul piano dell’aiuto d’urgenza che della prevenzione. E molti sono i Paesi o le organizzazioni internazionali come l’ONU e l’OSCE che vi fanno volentieri appello.

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Ultima modifica 20.05.2015

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