Grandi progetti: I risanamenti più costosi

Il risanamento della discarica per rifiuti speciali di Kölliken (AG) non è il solo ad aver posto sfide tecniche e finanziarie considerevoli. Altri cinque progetti di portata analoga sono attualmente in corso e tutti con costi superiori ai 100 milioni di franchi.

Testo di Kaspar Meuli

Nella discarica di Feldreben a Muttenz (BL) sono stati conferiti, oltre a quelli urbani, anche piccole quantità di rifiuti chimici. Dopo la chiusura della discarica nel 1967, l’area – grande 48 000 metri quadrati – è stata edificata. Indagini approfondite condotte a partire dal 2001 mostrano tuttavia che il sito è da risanare. Il progetto prevede di trattare le acque sotterranee per eliminare gli inquinanti che si sono accumulati nello strato di roccia sotto la discarica. Il corpo della discarica deve inoltre essere parzialmente scavato al fine di rimuovere i materiali più contaminati. Il costo totale dell’operazione è stimato in 176 milioni di franchi (±30%).

Bonfol (JU)

Tra il 1961 e il 1975, le industrie chimiche basilesi hanno depositato 114 000 tonnellate di rifiuti altamente tossici nella discarica per rifiuti speciali di Bonfol (JU). A questi, anche se in quantità più modeste, sono venuti ad aggiungersi anche rifiuti provenienti dal Canton Berna e dall’Esercito. Nel 1981, dell’acqua si infiltra nella fossa provocando il dilavamento degli inquinanti. Nel gennaio 2000, il Governo del Canton Giura chiede all’industria chimica basilese di provvedere al risanamento integrale della discarica. Dopo aver esaminato diverse varianti, si decide di rimuovere all’interno di un capannone munito di filtri per l’aria i rifiuti con delle ruspe telecomandate per poi smaltirli in speciali impianti di incenerimento all’estero. Il suolo contaminato è sottoposto a un trattamento termico, i reflui sono trattati in una centrale di depurazione delle acque di scarico industriali installata sul posto. Iniziati nel 2010, i lavori – incluso lo smantellamento dell’imponente infrastruttura – dovrebbero terminare nel 2017. I costi per l’intero risanamento dovrebbero aggirarsi attorno ai 400 milioni di franchi.

La Pila (FR)

Tra il 1952 e il 1973, i rifiuti – in maggioranza urbani e di cantiere, ma anche industriali – della città di Friburgo e dei suoi dintorni sono stati depositati nella discarica di La Pila, a Hauterive (FR). Nel 2007, analisi effettuate sul terreno della ex discarica rivelano la presenza di alte concentrazioni di bifenili policlorurati (PCB), composti tossici che hanno anche inquinato la vicina Sarine dove si è dovuta vietare la pesca per diversi tratti. Diverse misure urgenti (scavi e costruzione di una palancolata lungo le rive) hanno permesso nel frattempo di ridurre il riversamento di inquinanti nel fiume. Un progetto di risanamento proposto nel 2010 prevede ora l’escavazione integrale dei 270 000 metri cubi di rifiuti. Il Gran Consiglio del Canton Friburgo e l’UFAM hanno tuttavia chiesto l’esame di altre possibilità di risanamento e avviato le indagini complementari necessarie allo studio di queste varianti.

Le Pont Rouge (VS)

Tra il 1957 e il 1979, tutta l’industria chimica della regione ha fatto capo alla discarica per rifiuti speciali di Le Pont Rouge, a Monthey, nel Basso Vallese. Qui sono stati depositati – e in seguito interrati – circa 70 000 metri cubi di rifiuti, tra cui residui di produzione chimica, materiali di demolizione e scorie di incenerimento. Si è poi constatato che la discarica presentava un pericolo considerevole soprattutto per le acque sotterranee. Essendo il sito un’importante fonte di inquinamento da composti organici volatili (COV), le autorità ne decidono quindi il risanamento urgente. I lavori sono terminati nella primavera 2015: tutti i rifiuti sono stati rimossi sotto un capannone ermetico ed eliminati in forni speciali. Resta ora da effettuare in loco il trattamento termico del sottosuolo contaminato da COV. Dopodiché, secondo una modellizzazione matematica, il materiale inquinato residuo non dovrebbe più costituire una minaccia per l’ambiente. I costi del risanamento, compresi tra i 100 e i 120 milioni di franchi, saranno interamente assunti dalle società BASF e Syngenta.

Stadtmist (SO)

Prima che fosse richiusa nel 1976, tutti i rifiuti di Soletta venivano convogliati nella discarica detta Stadtmist: tre fosse adiacenti situate nella periferia ovest della città. Si trattava essenzialmente di rifiuti urbani, ma tra loro c’erano anche solventi e altre sostanze problematiche. Nel 2011, uno studio giunge alla conclusione che il sito va risanato. Sia la falda freatica che due ruscelli affluenti dell’Aare presentano concentrazioni spesso troppo elevate di ammonio, di cloruro di vinile, come pure di altri inquinanti. Secondo uno studio delle varianti concluso a inizio 2015, i lavori costerebbero tra i 65 e i 295 milioni di franchi e durerebbero da due a dieci anni. I costi sarebbero presi a carico dalla Città, dal Cantone e dalla Confederazione attraverso il fondo OTaRSi.

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Ultima modifica 25.11.2015

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