Domande più frequenti (FAQ) concernente la revisione della legge sul CO2

1. Quali impegni ha assunto la Svizzera ratificando l’Accordo di Parigi sul clima?

Con la ratifica dell’accordo il 6 ottobre 2017 diventa effettivo l’obiettivo annunciato dalla Svizzera di ridurre del 50 per cento le proprie emissioni di gas serra entro il 2030 rispetto ai valori del 1990. Questo obiettivo è stato approvato dal Parlamento, che ha al contempo autorizzato la ratifica, a giugno 2017. L’Accordo di Parigi esige la riduzione delle emissioni nazionali. Il computo può tuttavia comprendere anche riduzioni ottenute all’estero. La proporzione tra le riduzioni in Svizzera e quelle ottenute all’estero sarà fissata nella legge sul CO2. Il messaggio concernente la revisione totale della legge sul CO2 dopo il 2020, adottato il 1° dicembre 2017 dal Consiglio federale, precisa che al termine del periodo le emissioni nazionali dovranno essere state ridotte di almeno il 30 per cento rispetto al 1990. Le riduzioni ottenute all’estero potranno rappresentare al massimo il 20 per cento.

2. A quanto ammontano le percentuali di emissioni di gas serra generate in Svizzera dai singoli settori?

Un terzo delle emissioni di gas serra è prodotto dal settore dei trasporti, un quarto proviene dal riscaldamento degli edifici e un quinto deriva dall’industria. Anche l’incenerimento dei rifiuti (7,6%) e l’agricoltura (13,5%) generano gas serra.

3. Quali misure prevede il Consiglio federale nel settore dei trasporti?

Il settore dei trasporti, responsabile della maggior parte delle emissioni di gas serra, ridurrà le proprie emissioni aumentando la quota di carburanti da fonti rinnovabili. Inoltre, è previsto di inasprire progressivamente le prescrizioni in materia di emissioni di CO2 applicabili ai veicoli nuovi, in accordo con quelle dell’Unione europea. La quota di emissioni provenienti da carburanti dovrà essere compensata dagli importatori di carburanti e potrà essere aumentata fino al 90 per cento, fermo restando che le emissioni di CO2 dovute al traffico devono essere compensate con riduzioni in Svizzera pari almeno al 15 per cento. Nel computo rientra anche l’impiego di carburanti ottenuti da materie prime rinnovabili.

4. Quali sono le misure proposte nel settore degli edifici?

Nel settore degli edifici, secondo settore per quantità di emissioni prodotte, verrà mantenuta la tassa sul CO2 applicata ai combustibili. L’aliquota potrà essere aumentata a un massimo di 210 franchi per tonnellata di CO2. La destinazione parzialmente vincolata dei proventi della tassa sul CO2 generati nell’ambito del Programma Edifici terminerà nel 2025. Se entro il 2026 e 2027 le emissioni di CO2 prodotte dal settore non dovessero diminuire di almeno il 50 per cento, nel 2029 saranno introdotti a livello nazionale valori limite uniformi per gli edifici.

5. E nel settore dell’industria?

Nel settore dell’industria, che ha già notevolmente ridotto il volume di emissioni di gas serra, sono previste numerose misure flessibili. Il collegamento dei sistemi di scambio di quote di emissioni della Svizzera e dell’UE potrebbe essere realizzato ancora nel corso dell’attuale periodo d’impegno (2013–2020) (cfr. scheda informativa). Nel sistema di scambio di quote di emissioni, comprendente grandi imprese a forte intensità di emissioni, verranno integrate la navigazione aerea e le centrali termiche a combustibili fossili. Le piccole imprese potranno ancora assumere un impegno di riduzione delle emissioni e, al contempo, beneficiare dell’esenzione dalla tassa sul CO2.

6. E nel settore dell’agricoltura?

La politica climatica della Svizzera verrà estesa anche al settore dell’agricoltura. Le misure necessarie verranno definite dalla legislazione in materia di agricoltura.

7. Perché il Consiglio federale intende conseguire riduzioni di emissioni anche all’estero?

La Svizzera importa molte merci e numerosi servizi, causando così indirettamente notevoli emissioni all’estero. Queste cosiddette emissioni grigie ammontano annualmente a oltre 6 tonnellate di equivalenti di CO2 pro-capite. In confronto, nel 2014 in Svizzera le emissioni dirette sono state di 5,8 tonnellate di equivalenti di CO2 pro-capite. Il Consiglio federale ritiene quindi opportuno che, oltre agli sforzi di riduzione delle emissioni compiuti in Svizzera, si sostengano anche quelli effettuati all’estero. Tutto ciò, rispettando rigorosamente elevati standard qualitativi.

8. Quali vantaggi per il clima derivano dallo scambio di quote di emissioni?

Il sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) è un importante strumento di politica climatica in Svizzera, in Europa e nel resto del mondo. Ha lo scopo di ridurre le emissioni di gas serra generate dai maggiori emettitori. Ogni anno, la quantità di diritti di emissione viene ridotta per raggiungere l’obiettivo di riduzione stabilito per il periodo. I diritti di emissione per un esercizio efficiente sotto il profilo climatico sono attribuiti gratuitamente a ogni impresa. Le imprese che generano meno emissioni del previsto possono rivendere i diritti non utilizzati. Le imprese che necessitano di un numero maggiore di diritti di emissione possono acquistarli. Il collegamento del sistema svizzero con quello europeo permetterà alle imprese svizzere di accedere a un mercato più grande e di beneficiare delle stesse condizioni di concorrenza delle imprese europee.

9. Qual è il nesso tra la revisione totale della legge sul CO2 e la Strategia energetica 2050?

La politica climatica è strettamente legata a quella energetica. Accolta dal Popolo il 21 maggio 2017, la Strategia energetica 2050 persegue tra l’altro l’obiettivo di incrementare l’efficienza energetica e di incentivare il ricorso alle energie rinnovabili. Nel contempo fornisce un contributo alla riduzione delle emissioni di CO2.

10. Qual è la politica europea nell’ambito del clima per il periodo successivo al 2020?

L’Unione europea ha ratificato l’accordo di Parigi il 5 ottobre 2016. Nell’ottobre del 2014, a proposito della politica climatica ed energetica per il periodo 2021–2030, i capi di Stato e di Governo dell’UE si sono accordati sui seguenti obiettivi:

  • ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 40 per cento rispetto al livello del 1990 con provvedimenti adottati in seno all’UE;
  • portare la quota di fonti energetiche rinnovabili ad almeno il 27 per cento;
  • aumentare l’efficienza energetica di almeno il 27 per cento.

Il contesto a lungo termine della politica climatica ed energetica dell’UE è costituito dalla «Tabella di marcia per l’energia 2050».

11. Qual è l’obiettivo di riduzione dei gas serra fino al 2020? La Svizzera riuscirà a raggiungere questo obiettivo?

La vigente legge chiede una riduzione dei gas serra emessi in Svizzera di almeno il 20 per cento fino al 2020 rispetto al 1990. Tale obiettivo è realizzabile se tutti i fattori che influenzano le emissioni evolvono favorevolmente e queste si situano così nel limite inferiore della forchetta della previsione dell’UFAM. Pubblicato il 13 aprile 2017, l’inventario 2015 indica che il settore dell’industria e quello degli edifici hanno ridotto le loro emissioni del 26 e del 17 per cento rispetto al 1990, superando così i loro obiettivi intermedi. Per contro, le emissioni del settore dei trasporti superano ancora quelle del 1990.

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Ultima modifica 01.12.2017

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