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Pubblicato il 6 maggio 2026

Grandi progetti di protezione contro le piene

La protezione contro le piene lungo il Rodano, il Reno alpino, la Linth e le acque del Giura deve essere adeguata alle esigenze attuali. L’UFAM sostiene i Cantoni interessati in sede di ideazione, pianificazione e realizzazione dei quattro grandi progetti.

La terza correzione del Rodano: un progetto generazionale per maggiore sicurezza

La terza correzione del Rodano dei Cantoni Vallese e Vaud è il più grande progetto di protezione contro le piene in Svizzera. Si estende lungo un tratto fluviale di 162 chilometri, riguarda la protezione di circa 100'000 persone e previene possibili danni da piene dell’ordine di 10 miliardi di franchi. Oltre a migliorare la sicurezza, il progetto deve aumentare la presenza della natura per la Valle del Rodano. Si tratta di un progetto generazionale, la cui realizzazione richiederà diversi decenni. Tenuto conto delle dimensioni e della durata del progetto, l’UFAM ha fatto verificare se i costi complessivi di 3,6 miliardi di franchi fossero plausibili.

Reno alpino

Il Reno alpino, uno dei principali fiumi torrentizi della Svizzera e dell’Austria, negli ultimi secoli ha più volte causato piene catastrofiche nella valle del Reno. Il progetto RHESI «Rhein – Erholung und Sicherheit» si prefigge di recuperare e rendere più sicuro il Reno, ottimizzando la protezione contro le piene nella valle del Reno e valorizzando il Reno alpino quale spazio vitale per la popolazione e la natura.

Sihl

Durante gli eventi di piena verificatisi nell’agosto del 2005, la città di Zurigo ha sfiorato gravi danni. La Sihl è quasi esondata, con il rischio di allagare vaste parti del centro e la stazione centrale. Per questo motivo il Cantone di Zurigo ha avviato, in collaborazione con i partner interessati, il progetto di protezione contro le piene della Sihl, del lago di Zurigo e della Limmat.

Basi per la valutazione dei rischi di piene estreme (EXAR)

L’UFAM collabora con l’Ufficio federale dell’energia (UFE), l’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), l’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFSP) e l’Ufficio federale di meteorologia e climatologia (MeteoSvizzera) nell’elaborazione di basi comuni per valutare il rischio di piene estreme dell’Aare. I risultati di questo lavoro congiunto sono stati pubblicati il 22 febbraio 2021. Le autorità e i gestori di impianti dispongono così di solide basi per proteggere meglio le infrastrutture critiche dalle piene estreme.

Progetto «Piene estreme in Svizzera» (EXCH)

Le piene rappresentano il pericolo naturale che provoca il maggior numero di danni in Svizzera. Quattro Comuni su cinque sono stati colpiti da inondazioni negli ultimi quarant’anni. Dopo il progetto «Piene estreme dell’Aare» (EXAR), l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e l’Ufficio federale dell’energia (UFE) hanno deciso di estendere l’analisi ai principali bacini imbriferi della Svizzera nell'ambito di un progetto successivo denominato «Piene estreme in Svizzera» (EXCH). Nel novembre 2025 sono stati pubblicati i risultati relativi ai grandi bacini idrografici. Le autorità dispongono in tal modo di basi solide per proteggere meglio le infrastrutture critiche dalle piene estreme.