Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (Convenzione POP)

Gli inquinanti organici persistenti (Persistent Organic Pollutants, POPs) sono composti organici tossici difficilmente biodegradabili, che possono accumularsi nei tessuti di esseri umani e animali. Dopo il loro rilascio, si diffondono a livello globale attraverso l’aria, l’acqua e la catena alimentare, provocando danni alla salute umana e all’ambiente anche a grande distanza dalla fonte di emissione. Possono ad esempio causare tumori, disfunzioni ormonali o compromettere la funzione riproduttiva.

La Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (Stockholm Convention on Persistent Organic Pollutants) si prefigge di ridurre al minimo le emissioni globali di queste sostanze nell'ambiente. La Convenzione è stata ratificata dalla Svizzera il 30 luglio 2003 ed è entrata in vigore il 17 maggio 2004.

Prevede in particolare i seguenti impegni:

1. Divieti e limitazioni di fabbricazione e di impiego per i prodotti commerciali (pesticidi e/o prodotti chimici industriali) seguenti:

Allegato A: eliminazione

  • aldrina
  • alfa-esaclorocicloesano
  • beta-esaclorocicloesano
  • clordano
  • clordecone
  • decabromodifeniletere
  • dieldrina
  • endrina
  • endosulfan
  • eptacloro
  • esabromobifenile
  • esabromociclododecano (HBCD)
  • esabromodifeniletere ed eptabromodifeniletere
  • esaclorobenzene
  • esaclorobutadiene
  • lindano
  • mirex
  • paraffine clorurate a catena corta (alcani C10-13, cloro-)
  • pentaclorobenzene
  • pentaclorofenolo
  • policlorobifenili (PCB)
  • policloronaftalene
  • tetrabromodifeniletere e pentabromodifeniletere
  • toxafene

Allegato B: limitazione

  • DDT
  • acido perfluorottano sulfonato (PFOS), i suoi sali e fluoruro di perfluorottano sulfonile

In Svizzera, la fabbricazione, l'immissione sul mercato, l'importazione e l'impiego di queste sostanze sono vietati. L'impiego di PFOS è invece soggetto a rigorose restrizioni (conformemente all'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici, ORRPChim).

2. La produzione non intenzionale delle seguenti sostanze, prodotte ed emesse ad esempio durante i processi di combustione, deve essere ulteriormente ridotta, se non eliminata:

  • esaclorobenzene
  • esaclorobutadiene
  • pentaclorobenzene
  • policlorobifenili (PCB)
  • policlorodibenzo-p-diossine (PCDD) e policlore-dibenzofurani (PCDE)
  • policloronaftaleni

3. La Convenzione di Stoccolma stabilisce criteri e procedure in base ai quali altre sostanze possono essere inserite negli allegati della Convenzione. Le sostanze devono essere molto persistenti, soggette a bioaccumulazione in animali e piante ed essere trasportabili su lunghe distanze. Inoltre, devono avere effetti tossici dimostrati sulla salute umana o sull'ambiente.

4. I trasformatori e i condensatori contenenti PCB devono essere messi fuori esercizio entro il 2025 e smaltiti nel rispetto dell'ambiente. Occorre inoltre promuovere la migliore tecnica e la migliore prassi ambientale disponibili nell'ambito di processi di combustione e di produzione che possono generare emissioni di POP.

5. Per l'attuazione di questi impegni dovranno essere adottate delle misure, soprattutto da parte dei Paesi in via di sviluppo e da quelli emergenti. Per sostenerli in tale compito, la Convenzione prevede aiuti finanziari come pure il trasferimento di conoscenze e tecnologie.

6. Un altro impegno della Convenzione di Stoccolma è l'istituzione di un piano di attuazione nazionale nel quale ciascun Paese illustrerà la propria situazione nell'ambito della problematica relativa ai POP e delineerà le proprie strategie per l'eliminazione di questi inquinanti. La Svizzera ha presentato il proprio piano di attuazione nell'aprile del 2006 e una prima revisione dello stesso nell'agosto 2012.

7. L'efficienza della Convenzione di Stoccolma viene regolarmente verificata. A questo scopo vengono misurate le concentrazioni dei POP nell'aria o negli esseri umani (nel sangue o nel latte materno). La Svizzera ha partecipato allo studio sui POP nel latte materno coordinato dall'OMS (Organizzazione mondiale della sanità) e dall'UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente).

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Ultima modifica 05.03.2018

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