Prodotti refrigeranti

In Svizzera i prodotti refrigeranti sono regolamentati dall’allegato 2.10 dell’ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim). Le modifiche di questa ordinanza rispecchiano l’evoluzione dello stato della tecnica. Quindi nel corso del tempo è stato ampliato l’elenco delle sostanze e dei gruppi di sostanze, che a causa dei loro effetti nocivi sullo strato di ozono o sul clima, sono vietate o consentite solo in maniera limitata per i prodotti refrigeranti (cfr. immagine). Per facilitare l’adattamento ai nuovi divieti vigenti esistono delle disposizioni transitorie per l’impiego di prodotti refrigeranti. Inoltre, possono essere concesse delle deroghe temporanee su richiesta motivata (cfr. più sotto).

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Basi legali


1. Prodotti refrigeranti stabili nell'aria

Divieti

I divieti di cui all'allegato 2.10, numero 2.1, paragrafo 2 e 3 dell'ORRPChim si riferiscono alla fabbricazione e all'immissione sul mercato di apparecchi come pure di impianti mobili e stazionari che funzionano con prodotti refrigeranti stabili nell'aria. In particolare, dal 1° dicembre 2013 vige il divieto per i seguenti impianti stazionari che funzionano con prodotti refrigeranti stabili nell'aria e che hanno una potenza di raffreddamento superiore a un determinato valore:

  • gli impianti di climatizzazione e le pompe di calore;
  • gli impianti per la refrigerazione commerciale;
  • gli impianti per la refrigerazione nell'industria;
  • le piste di pattinaggio con ghiaccio artificiale.

Dal 1° settembre 2015, la ORRPChim adatta le limitazioni esistenti sui prodotti refrigeranti stabili nell'aria. Le novità più importanti riguardano la definizione dei valori limite per la quantità consentita di prodotti refrigeranti per kW di potenza di raffreddamento e la considerazione del recupero del calore residuo.

I documenti seguenti riassumono i divieti e le limitazioni applicabili dal 1° settembre 2015 agli impianti stazionari regolamentati ai sensi dell'ORRPChim:

L'attuazione delle disposizioni della ORRPChim determina un crescente impiego di prodotti refrigeranti che, a causa della loro tossicità o infiammabilità provocano dei rischi locali. Grazie al rispetto delle norme di sicurezza SN EN 378 per gli impianti di refrigerazione stazionari, tali rischi possono essere ridotti.

Deroghe

Se lo stato della tecnica non consente di rispettare le norme SN EN 378-1:2008+A2:2012, SN EN 378-2:2008+A2:2012 ed SN EN 378-3:2008+A1:2012 senza l'impiego di un prodotto refrigerante stabile nell'aria, su domanda motivata l'UFAM può concedere a un determinato impianto stazionario contenente prodotti refrigeranti stabili nell'aria una deroga al divieto di cui sopra (allegato 2.10, numero 2.2 dell`ORRPChim).

In caso di deroga devono essere rispettate anche le condizioni seguenti:

  • secondo lo stato della tecnica devono essere selezionate le sostanze refrigeranti stabili nell'aria che generano il minor impatto possibile sul clima; e
  • devono essere adottate le misure disponibili secondo lo stato della tecnica per prevenire emissioni di prodotti refrigeranti.

In allegato è disponibile un modulo per le domande di deroga.

La procedura di deroga per l'immissione sul mercato di un impianto di refrigerazione temporaneo è stata semplificata. La deroga può essere richiesta tramite il modulo seguente:

L'UFAM ha pubblicato in novembre 2017 alcune istruzioni pratiche per l'attuazione delle disposizioni: 

Impianti con prodotti refrigeranti: dal progetto all’immissione sul mercato

UV-1726-I

Aiuto all’esecuzione con riferimento alle disposizioni legali per impianti di refrigerazione, di climatizzazione e pompe di calore che utilizzano prodotti refrigeranti stabili nell’aria. 2017

L'aiuto all'esecuzione defnisce per i diversi campi d'applicazione (freddo industriale, freddo commerciale e climatizzazione) l'attuale stato della tecnica, il quale include la compatibilità ambientale, l'efficienza energetica, il grado di maturità tecnica, la sicurezza operativa, la disponibilità sul mercato, la sostenibilità economica e la sicurezza delle persone e dell'ambiente nella sua globalità.

Disposizioni transitorie

Il 1° dicembre 2013 è stato abrogato l'obbligo di richiedere un'autorizzazione cantonale o PEBKA per l'allestimento di un impianto di refrigerazione che contiene più di tre chilogrammi di prodotti refrigeranti stabili nell'aria. Tale obbligo è stato sostituito da un divieto per impianti a partire da una determinata potenza di raffreddamento (cfr. più sopra).

Le autorizzazioni cantonali o PEBKA per l'allestimento di un determinato impianto di refrigerazione stazionario concesse prima del 10 dicembre 2013 erano valide solamente fino al 31 dicembre 2016 (allegato 2.10, numero 7 dell'ORRPChim).


2. Prodotti refrigeranti che impoveriscono lo strato di ozono

Promemoria dei divieti secondo l'allegato 2.10 dell'ORRPChim

  • Dal 1° gennaio 2004 sono vietate l'immissione sul mercato di prodotti refrigeranti che contengono CFC o halon e la loro utilizzazione per ricaricare impianti di refrigerazione.
  • Dal 1° gennaio 2010 sono vietate l'immissione sul mercato di prodotti refrigeranti che contengono HCFC nuovi e la loro utilizzazione per ricaricare impianti di refrigerazione.
  • Dal 1° gennaio 2015 sono vietate l'immissione sul mercato di prodotti refrigeranti che contengono HCFC e la loro utilizzazione per ricaricare impianti di refrigerazione.

3. Controllo della tenuta stagna, registro di manutenzione e procedura di notifica

Le istruzioni seguenti offrono alle autorità, ai professionisti del settore e ai detentori di impianti di refrigerazione o di pompe di calore spiegazioni precise e proposte di soluzioni armonizzate per l'applicazione delle disposizioni dell'allegato 2.10 dell'ORRPChim concernenti:

  • il registro di manutenzione, che deve essere tenuto dal detentore di apparecchi e impianti contenenti più di tre chilogrammi di prodotti refrigeranti;
  • i controlli periodici della tenuta stagna di apparecchi e impianti contenenti più di tre chilogrammi di prodotti refrigeranti che impoveriscono lo strato di ozono o stabili nell'aria, segnatamente in relazione alla frequenza e alle modalità di controllo a seconda del tipo di apparecchio o di impianto;
  • l'obbligo di notifica del detentore al momento della messa in esercizio o della messa fuori esercizio di impianti contenenti più di tre chilogrammi di prodotti refrigeranti che impoveriscono lo strato di ozono o stabili nell'aria, nonché le notifiche relative a impianti già in esercizio.

La dichiarazione di messa in esercizio o fuori esercizio degli impianti contenenti più di 3 chilogrammi di prodotti refrigeranti che impoveriscono lo strato di ozono oppure stabili nell'aria, nonché la dichiarazione di tali impianti già in servizio, deve essere fatta presso:

Ulteriori informazioni

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Ultima modifica 07.05.2018

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