Pubblicato il 4 settembre 2026
Estate 2026: Siccità e forte pericolo di incendi di boschi
In questo periodo l’UFAM sta ricevendo numerose richieste di informazioni sulla siccità e sul forte pericolo di incendi di boschi in Svizzera. Di seguito troverete le domande e le risposte più frequenti sull’argomento.

Situazione ed evoluzione
Dalla primavera 2026 la Svizzera registra una grave siccità, in particolare nell’Altopiano. Le precipitazioni sono rimaste nettamente al di sotto della media pluriennale, mentre le temperature si sono spesso attestate al di sopra dei valori tipici per la stagione.
Tra gli effetti che ne derivano figurano terreni secchi e bassi livelli idrici di acque superficiali e sotterranee. I servizi specializzati ne monitorano costantemente l’evoluzione.
La siccità può manifestarsi in modo più o meno intenso a seconda della regione. I canali ufficiali di allerta e di informazione della Confederazione forniscono una panoramica della situazione attuale della sua evoluzione a livello nazionale, mentre i servizi specializzati cantonali e i Comuni pubblicano ulteriori informazioni sulla situazione locale.
Il bollettino sulla siccità della Confederazione viene aggiornato ogni giovedì pomeriggio.
Per informazioni sull’approvvigionamento di acqua (potabile), consultare → Acque e approvvigionamento idrico
L’evoluzione della siccità dipende soprattutto dalle precipitazioni e dalle temperature delle prossime settimane. La situazione attuale e le previsioni sulla sua evoluzione sono pubblicate e aggiornate regolarmente nel Bollettino sulla siccità della Piattaforma nazionale sulla siccità della Confederazione.
Il portale waldbrandgefahr.ch/it/ dell’UFAM fornisce una panoramica sull’attuale situazione di pericolo di incendio di boschi in Svizzera. È disponibile anche una carta dei pericoli aggiornata, informazioni sui divieti cantonali di accendere fuochi e indicazioni sulla situazione. Le indicazioni delle autorità locali devono essere rispettate.
Le precipitazioni di breve durata migliorano la situazione solo temporaneamente. Corsi e specchi d’acqua reagiscono rapidamente alla pioggia, ma le acque sotterranee e gli strati profondi del suolo impiegano molto più tempo a rigenerarsi.
Affinché la situazione migliori in modo duraturo, devono quindi verificarsi precipitazioni prolungate ed estese.
Acque e approvvigionamento idrico
Sul versante settentrionale delle Alpi, la maggior parte dei fiumi è interessata da livelli di magra. Nel mese di agosto, in circa un terzo delle stazioni di misurazioni delle portata si sono stati registrati livelli che si verificano soltanto ogni 30 anni o ancora più raramente.
Sul versante meridionale la situazione di magra era meno marcata. In circa la metà delle stazioni di misurazione si osservavano tuttavia a loro volta portate che si verificano soltanto ogni 2–10 anni o ancora più raramente. Nei bacini imbriferi alpini, a causa delle precipitazioni sporadiche nonché dello scioglimento dei ghiacciai, si registrano livelli di magra soltanto sporadicamente.
Anche i livelli di numerosi laghi sono insolitamente bassi. Il lago di Costanza, il lago di Zurigo, il Walensee e il lago di Zugo, così come laghi più piccoli quali il lago di Sempach o il lago di Baldegg, sono registrati alla fine di agosto livelli d’acqua estremamente bassi per la stagione. Anche i livelli di altri laghi sono nettamente inferiori alla media stagionale.
Anche il livello del Lago Maggiore era molto basso a metà agosto. Nel frattempo, però, la situazione di magra sul versante meridionale delle Alpi si è attenuata in seguito a abbondanti piogge.
A livello regionale si osservano inoltre livelli delle acque sotterranee e portate delle sorgenti che variano da bassi a estremamente bassi.
Le precipitazioni sporadiche e i temporali delle ultime settimane non hanno determinato un miglioramento duraturo della situazione sul versante settentrionale delle Alpi. Il deficit di portata rimane da marcato a estremo in gran parte della Svizzera. Fanno eccezione le regioni in cui le portate sono fortemente influenzate dallo scioglimento dei ghiacciai.
Portate minime dei fiumi e livelli idrici minimi dei laghi svizzeri nell'estate 2026:
Di seguito è riportato un confronto tra i dati di misurazione del 2026 e quelli relativi a precedenti anni di siccità: → Confronto e classificazione → Ci sono stati periodi di siccità simili in passato?
I valori misurati aggiornati e le relative classificazioni sono disponibili al seguente link:
La quantità d’acqua nei fiumi e nei torrenti dipende da diversi fattori. Tra questi figurano le precipitazioni, lo scioglimento della neve, l’afflusso delle acque sotterranee e l’evaporazione. Se vi è assenza di precipitazioni per un periodo prolungato e le temperature aumentano, la quantità d’acqua che affluisce in fiumi e torrenti diminuisce. Contemporaneamente, si accentua il fenomeno dell’evaporazione dal suolo, dalla vegetazione, da corsi e specchi d’acqua. Di conseguenza, diminuiscono i livelli e le portate di molti fiumi e torrenti. La situazione attuale è dovuta alla scarsità di precipitazioni registrata fin dalla primavera come pure a un inverno povero di neve che ha ridotto la quantità di acqua di fusione.
Da mesi ormai le temperature di molti corsi e specchi d’acqua superanno i valori tipici della stagione. A maggio, molte stazioni di misurazione dell’UFAM avevano registrato nuovi valori massimi per questo mese. Ad esempio, già alla fine di maggio la temperatura dell’Aar presso Berna e della Reuss presso Lucerna superava i 20 °C, un incremento che non era mai accaduto prima.
Nei mesi da giugno ad agosto le temperature di molti corsi d’acqua – anche di quelli più grandi – hanno raggiunto nuovi valori massimi. In più della metà delle stazioni di misurazione sono stati addirittura registrati nuovi massimi assoluti per l’intero periodo di rilevamento (cf. tabella).
Temperature dei corsi d’acqua svizzeri nell’estate 2026:
Di seguito è riportato un confronto tra i dati di misurazione del 2026 e quelli relativi a precedenti anni di siccità: → Confronto e classificazione → Ci sono stati periodi di siccità simili in passato?
Attualmente, le temperature di molti corsi d’acqua sono ancora superiori alla media stagionale. Nel corso dell’anno, i valori più elevati si registrano solitamente a luglio o ad agosto.
Livelli d’acqua molto bassi e portate ridotte pongono particolari difficoltà alla misurazione. In condizioni di magra, può infatti capitare che l’acqua scorra lentamente e solo in una piccola porzione del letto del fiume. Di conseguenza, la velocità di scorrimento e la portata sono più difficili da determinare con precisione rispetto ai livelli d’acqua normali e anche piccole variazioni nel letto del fiume o nella corrente possono influenzare i valori misurati. In alcune stazioni di misurazione sono quindi stati installati appositi canali di magra che consentono misurazioni più precise anche in presenza di portate molto ridotte.
Se i livelli dell’acqua scendono al di sotto di quelli osservati nei precedenti periodi di siccità, possono insorgere ulteriori incertezze. In tali circostanze, potrebbe essere necessario ridefinire la relazione tra il livello dell’acqua e la portata per una determinata stazione di misurazione. Tuttavia, proprio in presenza di portate molto ridotte, le misurazioni sono generalmente soggette a maggiori incertezze. In singoli casi, con gli strumenti di misurazione fissi non è più possibile rilevare valori affidabili. Ad esempio, sul Lac des Brenets, in caso di necessità un livello dell’acqua eccezionalmente basso viene determinato anche in loco.
Anche la misurazione della temperatura dell’acqua può essere compromessa in caso di livelli d’acqua estremamente bassi. Se una sonda di misurazione fissa rimane a secco, misura la temperatura dell’aria anziché quella dell’acqua, come accaduto ad esempio sul Reno presso Neuhausen. Poiché, a causa delle diverse condizioni locali non è possibile installare le sonde a una profondità maggiore, in singoli punti di misurazione vengono utilizzati strumenti di misurazione supplementari. I dati rilevati da questi strumenti non sono tuttavia sempre disponibili in tempo reale, ma possono essere utilizzati successivamente, per la verifica e la correzione della serie di misurazioni.
Attualmente solo poche stazioni della rete di monitoraggio dell’UFAM sono interessate da tali limitazioni. Per le stazioni di misurazione interessate, sul portale dei dati www.hydrodaten.admin.ch viene visualizzato un apposito avviso di malfunzionamento.
Corsi e specchi d’acqua di piccole e medie dimensioni sono particolarmente sensibili alla siccità e al caldo. Quando il livello idrico è basso, l’acqua si riscalda più rapidamente rispetto a quanto avviene nei grandi laghi o nei fiumi. A causa delle elevate temperature dell’aria e delle numerose ore di sole, in alcune stazioni le temperature delle acque continuano ad aumentare notevolmente nel corso della giornata. Si prevede che la situazione rimarrà invariata anche nei prossimi giorni.
Fanno eccezione torrenti e fiumi con bacini imbriferi situati ad alta quota, nei quali, durante le giornate calde, lo scioglimento della neve e dei ghiacciai apporta acqua di fusione fresca. Anche nei fiumi più piccoli può verificarsi un breve raffreddamento in seguito a fenomeni temporaleschi.
È possibile trovare informazioni aggiornate sui livelli idrici e le portate di fiumi e torrenti, sulle acque sotterranee e sulle temperature delle acque al seguente link:
Dal 2022, in collaborazione con l’Istituto federale per l’approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque (Eawag) e i servizi specializzati cantonali, l’UFAM effettua un monitoraggio in tempo reale delle temperature dei laghi. Le informazioni al riguardo sono parzialmente disponibili anche presso i Cantoni, gli stabilimenti balneari o la polizia lacustre.
Con l’aumento della temperatura dell’acqua diminuisce il contenuto di ossigeno. Allo stesso tempo, molti organismi acquatici sono sottoposti a stress. Particolarmente sensibili sono le specie ittiche che dipendono da acque fresche e ricche di ossigeno. Vedi anche → Conseguenze sulla natura e sull’ambiente.
Per proteggere le specie sensibili e i loro habitat, le autorità possono adottare diverse misure. Tra queste figurano, ad esempio, limitazioni allo scarico di acque di raffreddamento riscaldate provenienti da impianti industriali o centrali nucleari, nonché divieti di balneazione in tratti particolarmente sensibili che fungono da rifugio per i pesci.
Le possibilità a disposizione degli agricoltori dipendono dalle condizioni regionali e dalle autorizzazioni in vigore. Ulteriori informazioni al riguardo sono fornite dai servizi specializzati cantonali nonché dai servizi federali e cantonali dell’agricoltura.
Nel breve termine, le aziende agricole possono dare priorità all’irrigazione o ricorrere ad altre sorgenti di acqua disponibili, purché ne sia consentito l’utilizzo. A lungo termine, sistemi di irrigazione più efficienti, lo stoccaggio dell’acqua, una migliore ritenzione idrica nel suolo o colture più resistenti alla siccità possono contribuire a ridurre gli effetti dei periodi di siccità.
La rapidità e l’intensità con cui le falde freatiche reagiscono alla siccità dipendono dalle caratteristiche del sottosuolo, dalle loro dimensioni e dalla profondità a cui si trovano. Le falde freatiche situate lungo i corsi d’acqua o nelle zone carsiche possono reagire relativamente in fretta alle condizioni meteorologiche. In altre falde freatiche, invece, gli effetti si manifestano solo dopo giorni, settimane o addirittura mesi.
Se un periodo di siccità si protrae a lungo o se si verificano ripetutamente periodi di siccità nell’arco di diversi anni, la quantità delle acque sotterranee può diminuire a lungo termine. Finora, i periodi di precipitazioni prolungati nel semestre invernale, che seguivano periodi di siccità, hanno sempre portato a un ritorno alla normalità dei livelli delle acque sotterranee in Svizzera.
A basse quote, le acque sotterranee si ricostituiscono soprattutto in inverno; in montagna, invece, in primavera entra in gioco anche lo scioglimento della neve. Le precipitazioni nel semestre invernale sono pertanto particolarmente importanti per il riempimento delle falde freatiche. Con l’inizio del periodo vegetativo, le piante assorbono molta acqua e l’evaporazione aumenta, riducendo la quantità d’acqua che raggiunge le acque sotterranee.
In linea di principio, quindi, non è insolito che in estate i livelli delle acque sotterranee e delle portate delle sorgenti diminuiscano. Durante l’inverno 2025/26, tuttavia, le scarse precipitazioni hanno comportato una rigenerazione minore delle acque sotterranee. Di conseguenza, i livelli delle acque sotterranee e le portate delle sorgenti erano già relativamente bassi all’inizio dell’estate e ora si mantengono tali in molte stazioni di misurazione.
I torrenti e i fiumi reagiscono di solito più in fretta alle precipitazioni e alla siccità rispetto alle acque sotterranee: se piove, i loro livelli possono salire rapidamente; se non piove, le portate diminuiscono altrettanto velocemente.
A seconda delle condizioni locali, le acque sotterranee e i corsi d’acqua presentano un grado di interconnessione variabile. Ad esempio, alcuni fiumi sono alimentati dalle acque sotterranee anche durante i periodi di siccità; viceversa, i fiumi possono riversare acqua nella falda freatica. Molti torrenti di piccole dimensioni, tuttavia, non hanno alcun collegamento con una falda freatica, o ne hanno uno molto limitato. Ciò significa che in assenza di piogge e di acqua di scioglimento per un lungo periodo possono trasportare solo una quantità minima di acqua o prosciugarsi completamente, nonostante nella regione le acque sotterranee siano ancora presenti.
La rapidità con cui un ecosistema acquatico si rigenera dopo essersi prosciugato dipende, tra le altre cose, dalla lunghezza del tratto d’acqua interessato e dalla distanza a cui si trovano le popolazioni sopravvissute di organismi acquatici. Un altro fattore decisivo è che tornino a sussistere condizioni di vita idonee, quali acqua a sufficienza, temperature dell’acqua adeguate e la necessaria quantità di nutrimenti.
Una volta che l’acqua sarà tornata, pesci, granchi e altri organismi acquatici provenienti dai corsi d’acqua vicini potranno ricolonizzare i tratti interessati, a condizione che questi siano accessibili. Un ruolo importante nell’ecosistema acquatico è svolto anche dagli insetti acquatici, che fanno parte della rete alimentare non solo degli organismi acquatici ma anche di quelli terrestri, come uccelli o rettili. A seconda della specie, la ricolonizzazione da parte dei vari organismi acquatici può iniziare in tempi relativamente brevi, ma possono trascorrere diversi anni prima che le popolazioni tornino alle dimensioni originarie.
La capacità di un corso d’acqua di rigenerarsi dipende quindi anche dalla sua interconnessione e dalle condizioni degli habitat circostanti. Con periodi di siccità sempre più frequenti e prolungati, la rigenerazione diventa più difficile, soprattutto quando il tempo a disposizione per la ricolonizzazione tra un evento estremo e l’altro è ridotto.
Le acque sotterranee si formano quando l’acqua piovana e l’acqua di scioglimento si infiltrano nel suolo e si accumulano nei pori e nelle fessure degli strati rocciosi. Lungo i corsi d’acqua, talvolta anche l’acqua fluviale alimenta le acque sotterranee. In caso di siccità, è possibile anche il fenomeno inverso, in cui sono le acque sotterranee ad alimentare in parte i fiumi (v. domanda → «Perché i torrenti e i fiumi possono prosciugarsi, nonostante ci sia ancora acqua sotterranea?»).
Le grandi falde freatiche presenti nell’Altopiano e nelle ampie valli delle Alpi hanno uno spessore che varia da diversi metri a decine di metri. Dispongono di quantità d’acqua importanti e reagiscono quindi in misura relativamente contenuta ai singoli periodi di siccità. Le falde freatiche più piccole risentono invece maggiormente della siccità; spesso alimentano sorgenti e si trovano a quote più elevate. A causa dell’attuale siccità, numerose sorgenti hanno una portata ridotta o si sono addirittura prosciugate.
Per l’utilizzo dell’acqua, quindi, non è determinante solo la presenza di acque sotterranee in generale, ma anche la disponibilità in loco di acqua utilizzabile in quantità sufficiente. La maggior parte degli impianti di approvvigionamento idrico in Svizzera è ben interconnessa e, in caso di difficoltà, può attingere ad esempio all’acqua dei Comuni limitrofi. In caso di forte siccità, tuttavia, potrebbero verificarsi carenze temporanee a livello locale.
I serbatoi idrici possono contribuire ad attenuare la penuria d’acqua a livello locale durante i periodi di siccità, a condizione tuttavia che si possa accumulare una quantità sufficiente di acqua e che il serbatoio si trovi esattamente nel luogo in cui si verificherà la penuria.
Proprio nell’Altopiano, una zona densamente popolata in cui si prevedono i più gravi deficit idrici, le possibilità di realizzare nuovi serbatoi artificiali di grandi dimensioni sono limitate. Anche i bacini di accumulazione esistenti possono compensare solo in misura limitata la penuria d’acqua prevista per l’estate.
Oltre ai serbatoi idrici artificiali, rivestono quindi un ruolo importante anche le misure volte a trattenere l’acqua il più a lungo possibile nel paesaggio e nel suolo e a rilasciarla gradualmente. Ne sono un esempio la deimpermeabilizzazione dei suoli, la riumidificazione di superfici idonee come pure le misure di miglioramento della ritenzione idrica nei suoli agricoli. Anche approcci come la «città spugna» e il «terreno spugna» contribuiscono a trattenere l’acqua piovana, anziché drenarla il più rapidamente possibile.
Durante i periodi di canicola e siccità, i serbatoi d’acqua naturali – come le acque sotterranee e i laghi – e la ritenzione dell’acqua nel suolo sono particolarmente importanti. Oltre alla quantità d’acqua disponibile, è determinante anche la sua qualità: Confederazione, Cantoni e Comuni si adoperano quindi per preservare i serbatoi idrici naturali, come le falde freatiche, le paludi, le zone golenali e le zone umide, e per ridurre l’immissione di inquinanti nelle acque sotterranee e superficiali.
La Svizzera dispone tuttora di grandi risorse idriche. I cambiamenti climatici ne modificano tuttavia la disponibilità temporale e geografica. Gli scenari idrologici dell’UFAM (Hydro-CH2018) mostrano che lo scioglimento della neve e dei ghiacciai influiscono sempre meno sulle portate. La ripartizione stagionale viene così alterata: tendenzialmente, in futuro le portate dei fiumi aumenteranno in inverno e diminuiranno in estate. La quantità complessiva disponibile di acqua sull’arco dell’anno diminuirà invece solo in misura minima.
Al contempo, in particolare in estate, i periodi siccitosi saranno più lunghi e più frequenti. Durante questi eventi estremi potrebbero verificarsi a livello regionale situazioni temporanee di penuria d’acqua, che potrebbero dare origine a conflitti di utilizzo tra approvvigionamento di acqua potabile, agricoltura, produzione di energia, industria e protezione di acque ed ecosistemi. I piccoli torrenti potrebbero prosciugarsi per breve tempo in caso di periodi siccitosi prolungati.
In futuro sarà pertanto determinante coordinare ancora meglio le risorse idriche disponibili e gestirle in modo sostenibile. A tal fine, la Confederazione sta elaborando una strategia nazionale sulla gestione delle acque. Il Consiglio federale deciderà in merito probabilmente a fine 2027.
La Confederazione sta attualmente elaborando una strategia nazionale per la gestione delle acque allo scopo di affrontare meglio i periodi di siccità, le forti precipitazioni, l’approvvigionamento idrico e la tutela degli habitat acquatici.
Tale strategia si basa su lavori già disponibili a livello federale e cantonale e vede il coinvolgimento di diversi attori. Il suo scopo è di contribuire a individuare tempestivamente i conflitti di utilizzo, a migliorare le basi di dati nonché a gestire le risorse idriche disponibili in modo sostenibile e a lungo termine. Il Consiglio federale deciderà in merito probabilmente alla fine del 2027.
In Svizzera la sovranità sulle acque compete ai Cantoni, supportati dall’UFAM attraverso la fornitura di studi di base, dati, aiuti all’esecuzione e la Piattaforma nazionale sulla siccità.
Contemporaneamente, l’UFAM lavora per continuare a migliorare le basi di dati relative all’utilizzo dell’acqua. Tra questi figurano progetti volti alla raccolta di dati su questo tipo di utilizzo e a una migliore valutazione del fabbisogno nonché della disponibilità di acqua. L’obiettivo è individuare tempestivamente i conflitti di utilizzo e gestire in modo sostenibile le risorse idriche disponibili anche nei periodi di siccità.
Monitoraggio, dati e allerte
Dal 2025 la Svizzera dispone di un sistema nazionale di individuazione precoce e di allerta per la siccità.
A questo strumento collaborano strettamente l’UFAM, MeteoSvizzera e swisstopo, con il supporto dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL). Sulla piattaforma dedicata alla siccità vengono costantemente valutati e classificati i dati relativi alle precipitazioni, all’umidità del suolo, alle portate, ai livelli delle acque sotterranee nonché i dati satellitari sullo stato di salute della vegetazione. La Confederazione monitora l’evoluzione e aggiorna le proprie valutazioni in modo continuo.
Dal 2025 in Svizzera è in vigore un sistema nazionale di individuazione precoce e di allerta per la siccità. Tale sistema monitora costantemente diversi fattori di influenza rilevanti quali precipitazioni, umidità del suolo, portate e livelli idrici sia delle acque superficiali sia di quelle sotterranee. Se si raggiungono valori soglia prestabiliti o l’andamento lascia prevedere una forte siccità, la Confederazione emette le relative allerte, le quali forniscono informazioni sulla situazione del momento e sull’evoluzione prevista. Queste allerte aiutano le autorità competenti a valutare tempestivamente la situazione, a coordinarsi e all’occorrenza a predisporre o attuare misure adeguate.
Comportamento e misure
In caso di siccità, le autorità cantonali competenti possono imporre restrizioni al prelievo di acqua da fiumi, torrenti o altri corsi d’acqua oppure vietarlo temporaneamente. Tali misure hanno lo scopo di tutelare le acque e i loro habitat nonché di garantire la disponibilità delle risorse idriche.
Le informazioni relative ai divieti o alle restrizioni del prelievo di acqua sono pubblicate dai Cantoni competenti. L’UFAM non dispone di una panoramica delle misure.
Non completo. Gli scenari idrologici dell’UFAM (Hydro-CH2018) indicano che in futuro i periodi di siccità saranno più frequenti e più lunghi, specialmente in estate. Durante i periodi di siccità particolarmente intensi, quindi, soprattutto i torrenti più piccoli possono temporaneamente prosciugarsi.
Le misure di protezione delle acque possono contribuire a rendere i corsi d’acqua più resistenti alla siccità. Tra queste figurano le rivitalizzazioni, la garanzia di deflussi residuali sufficienti a valle dei punti di prelievo e il risanamento ecologico della forza idrica. I corsi d’acqua naturali e rivitalizzati presentano inoltre strutture più varie e profondità diverse, che ne aumentano la resistenza ecologica.
Anche le misure finalizzate a trattenere l’acqua nel suolo e nel paesaggio e a rilasciarla in modo graduale possono favorire la portata dei corsi d’acqua durante i periodi di siccità. Se però l’afflusso viene a mancare del tutto, non è sempre possibile prevenire il prosciugamento di un corso d’acqua.
La canicola, gli eventi di magra e la siccità possono avere gravi ripercussioni sui pesci e sugli altri organismi acquatici. Le specie particolarmente amanti del freddo, come il temolo e la trota fario, hanno bisogno di zone di rifugio adeguate quando i corsi d’acqua si riscaldano notevolmente o la loro portata è bassa.
Sul lungo periodo, l’importanza di corsi d’acqua naturali e ben interconnessi è fondamentale. Gli interventi di rivitalizzazione creano habitat più diversificati e possibilità di rifugio. I corsi d’acqua percorribili consentono ai pesci di rifugiarsi in tratti più idonei quando le condizioni sono sfavorevoli. In punti adeguati di un torrente, le rivitalizzazioni possono favorire l’afflusso di acqua sotterranea fresca nel corso d’acqua e la creazione di rifugi per i pesci.
Una fitta vegetazione ripuale offre ombra e può contribuire a ridurre il riscaldamento dell’acqua. Inoltre, è importante che in caso di prelievi di acqua rimangano deflussi residuali sufficienti. Anche il risanamento ecologico della forza idrica contribuisce a migliorare le condizioni di vita di pesci e altri organismi acquatici, ad esempio grazie alla creazione di distese di ghiaia per la deposizione delle uova o a quantità d’acqua soggette a variazioni meno marcate.
La Confederazione promuove tali misure in virtù della legge sulla protezione delle acque e della legge federale sulla pesca; la loro attuazione spetta ai Cantoni. Considerati i periodi di canicola e siccità in aumento, queste misure assumono un’importanza ancora maggiore.
In caso di periodi di canicola e siccità intensi, potrebbero rendersi necessarie ulteriori misure a breve termine. I Cantoni possono ad esempio disporre divieti temporanei di accesso, balneazione, pesca o altri tipi di utilizzo, oppure invitare la popolazione a evitare determinati tratti di un corso d’acqua. L’obiettivo è di impedire ulteriori disturbi: le reazioni di fuga possono allontanare i pesci dalle zone di rifugio fresche e aumentare ulteriormente il loro fabbisogno di energia e di ossigeno. In condizioni già difficili, ciò può mettere ancora più a rischio gli animali e, in casi estremi, causarne la morte.
A seconda della situazione, si possono considerare ulteriori misure di emergenza, come la sospensione dei prelievi di acqua, l’ombreggiatura artificiale, la creazione di zone di rifugio temporanee con acqua fredda immettendo acqua dolce più fresca, o ancora disponendo il recupero dei pesci in difficoltà. Tali misure vengono adottate in base alla situazione e presentano dei limiti. I recuperi dei pesci in difficoltà, ad esempio, si eseguono dopo un’attenta valutazione (v. «Perché i pesci vengono prelevati o trasferiti in altre acque?»).
Chiunque trovi pesci morti o moribondi in un torrente, fiume o lago deve segnalarlo immediatamente all’autorità cantonale competente in materia di pesca oppure alla polizia, e questo anche durante i periodi di canicola e siccità.
Temperature elevate dell’acqua e bassi livelli idrici possono pesare molto sui pesci, provocando una morìa. Le cause possono però essere anche altre, ad esempio un inquinamento del corso d’acqua. Le autorità competenti possono valutare la situazione, se necessario accertarne le cause e adottare le misure adeguate.
Non si dovrebbero catturare pesci di propria iniziativa né trasferirli in un altro corso d’acqua. La cattura e il trasferimento comportano uno stress aggiuntivo per gli animali, senza contare il rischio di diffondere malattie o organismi alloctoni. Inoltre, non vi è la garanzia che nel corso d’acqua di destinazione le condizioni siano adatte, come una quantità sufficiente di acqua, temperature adeguate e ossigeno a sufficienza. L’opportunità di un’operazione di cattura e trasferimento deve quindi essere valutata dal punto di vista tecnico e concordata con l’ufficio cantonale competente in materia di pesca.
La vendita di fuochi d’artificio e i divieti di accendere fuochi all’aperto a causa di un pericolo elevato di incendio di boschi sono soggetti a disposizioni e competenze differenti.
Ai fuochi d’artificio si applicano disposizioni legali a livello nazionale, in particolare per quanto concerne la fabbricazione, l’importazione, la vendita e l’impiego, mentre i divieti di accendere fuochi all’aperto a causa di un pericolo elevato di incendio di boschi sono emanati dalle autorità cantonali e comunali competenti, che possono adeguare le misure in base alla situazione attuale di pericolo in loco.
Un divieto di accendere fuochi all’aperto non implica quindi automaticamente un divieto di vendere fuochi d’artificio. Determinante è se e dove si intende impiegarli. In caso di pericolo elevato di incendio di boschi le autorità competenti possono limitare o vietare l’accensione di fuochi d’artificio.
Prima di accendere fuochi d’artificio è quindi importante informarsi sulle disposizioni attualmente in vigore nel proprio Cantone e nel proprio Comune.
Pericolo di incendio di boschi: servizi cantonali specializzati
La possibilità di accendere fuochi d’artificio dipende dall’attuale pericolo di incendio di boschi e dalle disposizioni vigenti nella località in questione. La siccità non implica automaticamente un divieto di accendere fuochi d’artificio.
In caso di pericolo elevato di incendio di boschi le autorità cantonali e comunali competenti possono limitare o vietare l’accensione di fuochi d’artificio. Le disposizioni possono variare a seconda del Cantone o del Comune ed essere adattate con breve preavviso in funzione della situazione di pericolo.
Prima di accendere fuochi d’artificio è quindi importante informarsi sulle disposizioni attualmente in vigore nel proprio Cantone e nel proprio Comune. Anche se non vige un divieto, in caso di pericolo elevato di incendio di boschi occorre prestare particolare attenzione quando si accendono fuochi e fuochi d’artificio.
Pericolo di incendio di boschi: servizi cantonali specializzati
L’UFAM non può emanare un divieto nazionale di accendere fuochi. Elabora le basi in materia di prevenzione degli incendi boschivi, fornisce informazioni sul pericolo di incendi boschivi e pubblica una panoramica nazionale sul rischio attuale di incendi boschivi e sui divieti di accendere fuochi in vigore.
Le restrizioni o i divieti finalizzati alla prevenzione degli incendi boschivi vengono emanati dalle autorità cantonali competenti e, in parte, da quelle comunali in base alla situazione concreta sul posto. Un determinato livello di pericolo non comporta automaticamente un divieto di accendere fuochi.
L’esecuzione è di competenza delle autorità cantonali o comunali competenti, più in particolare la polizia, la polizia del fuoco, le autorità forestali o altri organi di esecuzione, a seconda della normativa cantonale. Le violazioni sono sanzionate secondo le disposizioni cantonali e comunali applicabili.
Gli aeromobili possono fornire un supporto efficace nelle operazioni di lotta contro gli incendi, ad esempio rallentandone la propagazione, raffreddando le zone particolarmente a rischio o alleggerendo il carico di lavoro delle squadre di intervento a terra. Tuttavia, non sostituiscono le operazioni antincendio a terra. Per spegnere completamente un incendio boschivo e tenere sotto controllo eventuali focolai residui, la presenza sul posto delle forze di intervento rimane fondamentale.
Un’irrigazione su vasta scala dei boschi svizzeri non è fattibile né tantomeno opportuna per ragioni pratiche, finanziarie ed ecologiche. Richiederebbe considerevoli quantità d’acqua e un’infrastruttura complessa proprio in periodi caratterizzati da siccità, senza contare che avrebbe un effetto limitato sia in termini di superficie che di tempo.
In linea di massima i boschi svizzeri, a gestione seminaturale, sono adattati ai periodi di siccità naturali, anche se il cambiamento climatico li sollecita sempre di più. Il cambiamento di colore prematuro e la caduta delle foglie in estate costituiscono un meccanismo di difesa naturale degli alberi, volto a ridurre l’evaporazione e a risparmiare acqua. Al contempo, è un segno di stress da siccità.
In singoli casi è possibile irrigare in modo mirato alberi giovani o piantagioni di recente realizzazione, ad esempio nello spazio urbano o su superfici di sperimentazione; tale irrigazione, tuttavia, serve alla crescita o alla conservazione degli alberi, non a prevenire gli incendi boschivi su vasta scala.
Cause e riferimento al clima
Un singolo evento non può essere attribuito in modo univoco al cambiamento climatico, sebbene quest’ultimo aumenti la probabilità che si verifichino periodi di caldo e siccità intensi e prolungati. La combinazione di precipitazioni estive più scarse, aria più calda e maggiore evaporazione porta a un aumento della siccità del suolo durante l’estate, determinando una diminuzione più rapida dell’umidità del suolo e della disponibilità di acqua. In inverno le scarse nevicate riducono l’accumulo di acqua, oltre a comportare una diminuzione delle portate in primavera e in estate, per cui le quantità di acqua disponibili durante la stagione calda sono inferiori.
Effetti sulla natura e sull’ambiente
Durante le ondate di caldo estive, i bassi livelli idrici determinano un aumento delle temperature delle acque e una diminuzione del tenore di ossigeno, con un impatto negativo sui pesci e gli altri organismi acquatici. Lo stress da siccità indebolisce gli alberi e ne aumenta la vulnerabilità verso parassiti e malattie; inoltre, boschi di protezione indeboliti potrebbero non essere più in grado di svolgere la loro funzione protettiva. Una siccità persistente aumenta inoltre il rischio di incendi di boschi e campi. Se l’umidità del suolo diminuisce, le rese dei terreni calano e il fabbisogno di irrigazione aumenta, ciò si traduce in un’ulteriore pressione sulle acque.
Se alcuni tratti di corsi d’acqua rischiano di prosciugarsi o se le condizioni per i pesci diventano critiche, i servizi specializzati cantonali competenti possono prelevare i pesci e trasferirli in acque più adatte.
La rigenerazione è possibile se tornano a sussistere condizioni di vita adeguate, quali acqua a sufficienza, temperature dell’acqua adeguate e la necessaria quantità di nutrimenti. La rapidità con cui le popolazioni ittiche si rigenerano dipende, tra le altre cose, dalla lunghezza del tratto d’acqua interessato e dalla possibilità che le popolazioni sopravvissute nei corsi d’acqua laterali oppure a monte e a valle del tratto interessato possano raggiungerlo nuovamente.
Soprattutto per le specie specializzate e amanti del freddo, la rigenerazione diventa più difficile con l’avanzare del cambiamento climatico. Se i periodi di canicola e di siccità estremi diventano più frequenti, il tempo a disposizione per la rigenerazione delle popolazioni tra un evento e l’altro si riduce, determinando potenzialmente a lungo termine anche cambiamenti irreversibili nelle popolazioni ittiche e negli ecosistemi acquatici.
Canicola e siccità mettono a dura prova gli alberi, che crescono meno, possono perdere anzitempo le foglie o gli aghi e diventano più vulnerabili verso parassiti e malattie. Sono particolarmente colpiti i siti aridi, poco profondi o fortemente esposti al sole. La gravità delle conseguenze dipende dalla durata e dall’intensità della siccità o dell’ondata di caldo, nonché dal sito, dalla specie arborea e dallo stato del bosco.
Confronto e classificazione
Negli ultimi decenni la Svizzera ha registrato diversi periodi di siccità particolarmente intensi, tra cui quelli verificatisi nelle estati degli anni 2003, 2015, 2018, 2022 e 2023. Questi periodi causano spesso scarsità di acqua, suoli aridi, temperature elevate dell’acqua e un aumento del pericolo di incendi boschivi. L’estate del 2018 è stata finora considerata come una delle più secche degli ultimi 100 anni.
Precipitazioni
Le prime analisi di MeteoSvizzera mostrano che la primavera e la prima metà dell’estate del 2026 sono state tra le più secche mai registrate.
Portate e livelli d’acqua
Gli effetti della prolungata siccità si manifestano anche sui corsi d’acqua svizzeri. Le analisi dell’UFAM mostrano che nell’estate del 2026 molti fiumi e laghi hanno già registrato portate e livelli d’acqua inferiori rispetto a precedenti anni di scarsità idrica. Tra il 1° giugno e fine agosto, poco meno del 40 % di tutte le stazioni di misurazione della Svizzera ha registrato nuovi minimi per questo periodo (vedi mappa).
Anno con il valore medio giornaliero di deflusso più basso nel periodo compreso tra il 1° giugno e alle fine di agosto dall’inizio delle misurazioni. Sono rappresentate le stazioni di misurazione del deflusso dell’UFAM con serie di dati di almeno 30 anni. — © UFAM La situazione è particolarmente marcata nell’Altopiano centrale e orientale, nelle Prealpi e nei Grigioni. Il Reno, in particolare, è fortemente colpito dalla magra: A Basilea la situazione è particolarmente evidente: ad eccezione del mese di febbraio, dall’inizio dell’anno le portate del Reno sono state inferiori alla media pluriennale. Da metà giugno la situazione si è ulteriormente aggravata: le portate sono quasi sempre inferiori ai valori minimi registrati nel periodo di riferimento 1991-2020 per questa stagione (vedi grafico in basso).Gli scenari climatici indicano per il futuro un aumento dei periodi di canicola nonché una maggiore frequenza di periodi di siccità prolungati a causa del riscaldamento globale.
Diversa è la situazione nei bacini idrografici alpini, fortemente influenzati dallo scioglimento dei ghiacciai. In quelle regione i nuovi minimi sono meno frequenti. Sul fiume Massa presso Blatten, ad esempio, le portate sono state spesso superiori ai valori stagionali del periodo di riferimento 1991–2020. Le temperature elevate intensificano lo scioglimento dei ghiacciai, mantenendo così le portate in queste regioni relativamente elevate nonostanto il deficit pluviometrico.
Anche i livelli idrici di molti laghi sono nettamente inferiori alla media. A metà agosto, i livelli di alcuni laghi, ad esempio il Lago di Zugo, il Lago dei Quattro Cantoni e il Lago Maggiore, si attestano appena al di sopra dei valori registrati negli anni di siccità del 2018 e del 2003. Il Lago di Zurigo, il Lago di Walen e il Lago di Costanza sono già scesi al di sotto dei livelli più bassi mai registrati in questo periodo dell’anno (vedi grafici). La situazione del Lago di Zurigo dimostra in modo impressionante che, nonostante la regolazione, a causa della mancanza di precipitazioni non è sempre possibile mantenere il livello del lago al livello abituale. Per garantire le necessarie portate residue nel fiume Limmat, è stato necessario derogare al regolamento di regolazione.

Stazione Rhein-Basel, Rheinhalle: Confronto tra le portate del 2026 e quelle del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Massa-Blatten: Confronto tra le portate del 2026 e quelle del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Doubs-Ocourt: Confronto tra le portate del 2026 e quelle del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Dischmabach-Davos, Kriegsmatte: Confronto tra le portate del 2026 e quelle del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Bodensee (Obersee)-Romanshorn: Confronto tra i livelli dell'acqua del 2026 e quelli del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Zürichsee-Zürich: Confronto tra i livelli dell'acqua del 2026 e quelli del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Zugersee-Zug: Confronto tra i livelli dell'acqua del 2026 e quelli del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Walsensee-Murg: Confronto tra i livelli dell'acqua del 2026 e quelli del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Vierwaldstättersee-Luzern: Confronto tra i livelli dell'acqua del 2026 e quelli del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Lago Maggiore-Locarno: Confronto tra i livelli dell'acqua del 2026 e quelli del 2003 e del 2018. — © UFAM La classificazione delle singole stazioni di misurazione è disponibile alla domanda → I livelli delle acque sono attualmente insolitamente bassi?
Temperature dell'acqua
Le elevate temperature dell’acqua sono strettamente correlate alle scarse portate. Nel 2026 queste hanno raggiunto valori record in molte regioni della Svizzera. Tra il 1° giugno e fine agosto, quasi il 60% delle stazioni di rilevamento ha registrato nuovi valori massimi della temperatura per questo periodo dall’inizio delle osservazioni.
I record si concentrano principalmente sull’Altopiano e sul Giura, mentre i corsi d’acqua alimentati dai ghiacciai si sono riscaldati in misura minore grazie all’acqua di disgelo.

Anno con la temperatura dell’acqua più elevata nel periodo compreso tra il 1° giugno e la fine di agosto. Sono state prese in considerazione le serie di dati delle stazioni di misurazione della temperatura dell’acqua dell’UFAM a partire dall’inizio delle rispettive misurazioni. — © UFAM In diversi corsi d’acqua sono stati addirittura superati i valori massimi registrati durante le estati torride del 2003 e del 2018. Ad esempio, il 14 luglio l’Aare a Berna ha raggiunto i 24,8 °C, superando così il precedente record di 24,12 °C registrato il 4 agosto 2022. Alla stazione di misurazione sulla Reuss a Lucerna, il 27 giugno è stato registrato un nuovo record di 26,36 °C, superiore al precedente valore massimo di 26,23 °C del 5 agosto 2018.
Da notare anche il fatto che questi nuovi valori massimi si siano verificati così presto nel corso dell’anno, un aspetto che rileva l’intensità delle ondate di calore osservate nel 2026.

Stazione Aare-Bern, Schönau: Confronto tra la temperatura dell'acqua del 2026 e quelle del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Reuss-Luzern, Geissmattbrücke: Confronto tra la temperatura dell'acqua del 2026 e quelle del 2003 e del 2018. — © UFAM L'elenco dei valori massimi rilevati nei singoli punti di misurazione è disponibile alla domanda → Le attuali temperature dell'acqua sono insolitamente elevate?
Prospettive per il futuro
Gli scenari climatici indicano per il futuro un aumento dei periodi di canicola nonché una maggiore frequenza di periodi di siccità prolungati a causa del riscaldamento globale.
Rivista online «l’ambiente»: La siccità non è più un’eccezione
Incendi boschivi gravi ed estesi, come quelli dell’estate 2026 in Francia, Spagna o Portogallo, sono meno probabili in Svizzera. Il paesaggio svizzero è caratterizzato da una configurazione più frammentata ed è maggiormente interrotto da insediamenti, vie di comunicazione, prati e pascoli. Superfici aperte di questo tipo possono fungere da barriere naturali contro il fuoco e rallentarne la propagazione.
Ciononostante, non si possono escludere incendi boschivi di grave entità. Periodi di siccità prolungati, temperature elevate e vento forte possono provocare incendi intensi o simultanei anche in Svizzera. Il rischio è in aumento non solo al Sud delle Alpi e nelle valli intralpine, ma anche al Nord delle Alpi.
L’incendio boschivo avvenuto nel luglio 2023 a Bitsch, in Vallese, mette in luce le possibili conseguenze: in quell’occasione circa 130 ettari di bosco e, secondo le stime, 50 000 alberi sono stati distrutti. Gli incendi nei boschi di protezione sono particolarmente problematici, poiché se la loro funzione di protezione viene compromessa, possono aumentare i rischi conseguenti, come l’erosione, la caduta di massi, le frane o le colate detritiche.
I vasti incendi dimostrano quanto siano importanti la prevenzione, l’individuazione precoce, le procedure operative ben preparate e uno stretto coordinamento tra le forze di intervento a terra e in volo. Evidenziano inoltre che, in caso di più incendi contemporaneamente, anche le grandi capacità nazionali e internazionali possono raggiungere i propri limiti. La Svizzera punta quindi su un sistema a più livelli che comprende risorse cantonali, intercantonali, private, militari e internazionali.
Competenze e coordinamento
I Cantoni valutano la situazione sul posto e adottano le misure necessarie nell’ambito delle loro competenze. A seconda della situazione, le autorità cantonali o comunali competenti possono ad esempio limitare i prelievi di acqua, adottare misure per garantire l’approvvigionamento idrico o emanare divieti di accendere fuochi.
I servizi federali competenti monitorano e valutano l’evoluzione a livello nazionale, predispongono basi e informazioni di allerta e mantengono contatti regolari con i Cantoni. L’UFAM rileva inoltre regolarmente dai Cantoni informazioni sulla situazione di siccità, sulle sue conseguenze concrete e su un’eventuale necessità di sostegno.
- Portale sui pericoli naturali
Pericoli naturali: allerte della Confederazione
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I servizi federali competenti valutano costantemente la situazione di siccità e si coordinano tra loro e con i Cantoni. Anche l’UFAM rileva regolarmente dai Cantoni informazioni sulla situazione, sulle sue conseguenze concrete e su un’eventuale necessità di sostegno.
In caso di un’esigenza di coordinamento più elevata, è possibile attivare lo stato maggiore Siccità. Si basa sulla collaborazione esistente e consente di intensificarla tra diversi dipartimenti, di snellire i canali di comunicazione e di coordinare ancora più strettamente le azioni future. Nello stato maggiore sono rappresentati i servizi federali interessati e i Cantoni. È diretto dal segretario generale del DATEC.
Al momento, lo stato maggiore Siccità non è attivato in via formale; le attività in corso e lo scambio di informazioni proseguono in maniera indipendente. La sua attivazione non comporta automaticamente l’assegnazione di ulteriori risorse operative, né costituisce un presupposto affinché la Confederazione fornisca ai Cantoni un sostegno sussidiario nei limiti delle sue possibilità. Se necessario, un sostegno di questo tipo può essere fornito a prescindere dall’attivazione dello stato maggiore.
Il tipo di sostegno disponibile dipende dal settore interessato e dalle conseguenze concrete della siccità. Per le aziende agricole, i Comuni, i fornitori di acqua o altri soggetti interessati, esistono diverse competenze e possibilità di sostegno. Ulteriori informazioni al riguardo sono fornite dai servizi specializzati cantonali e federali.
Se un Cantone non è più in grado di gestire la situazione con le proprie risorse o attraverso la collaborazione intercantonale, può chiedere il sostegno della Confederazione. Se gli opportuni requisiti sono soddisfatti, la Confederazione può fornire un sostegno complementare sotto forma di aiuto sussidiario nell’ambito delle basi giuridiche esistenti. In caso di catastrofe si può considerare anche l’aiuto militare, che interviene su domanda dei servizi cantonali competenti e integra i mezzi civili. A tal fine non è necessaria l’attivazione formale dello stato maggiore Siccità.