Pubblicato il 5 agosto 2026
Estate 2026: Siccità e forte pericolo di incendi di boschi
In questo periodo l’UFAM sta ricevendo numerose richieste di informazioni sulla siccità e sul forte pericolo di incendi di boschi in Svizzera. Di seguito troverete le domande e le risposte più frequenti sull’argomento.

Situazione ed evoluzione
Dalla primavera 2026 la Svizzera registra una grave siccità, in particolare nell’Altopiano. Le precipitazioni sono rimaste nettamente al di sotto della media pluriennale, mentre le temperature si sono spesso attestate al di sopra dei valori tipici per la stagione.
Tra gli effetti che ne derivano figurano terreni secchi e bassi livelli idrici di acque superficiali e sotterranee. Nelle ultime settimane la situazione è peggiorata e i servizi specializzati ne monitorano costantemente l’evoluzione.
La siccità può manifestarsi in modo più o meno intenso a seconda della regione. I canali ufficiali di allerta e di informazione della Confederazione forniscono una panoramica della situazione attuale della sua evoluzione a livello nazionale, mentre i servizi specializzati cantonali e i Comuni pubblicano ulteriori informazioni sulla situazione locale.
Il bollettino sulla siccità della Confederazione viene aggiornato ogni giovedì pomeriggio.
Per informazioni sull’approvvigionamento di acqua (potabile), consultare → Acque e approvvigionamento idrico
L’evoluzione della siccità dipende soprattutto dalle precipitazioni e dalle temperature delle prossime settimane. La situazione attuale e le previsioni sulla sua evoluzione sono pubblicate e aggiornate regolarmente nel Bollettino sulla siccità della Piattaforma nazionale sulla siccità della Confederazione.
Le precipitazioni di breve durata migliorano la situazione solo temporaneamente. Corsi e specchi d’acqua reagiscono rapidamente alla pioggia, ma le acque sotterranee e gli strati profondi del suolo impiegano molto più tempo a rigenerarsi.
Affinché la situazione migliori in modo duraturo, devono quindi verificarsi precipitazioni prolungate ed estese.
Acque e approvvigionamento idrico
Sul versante settentrionale delle Alpi, la maggior parte dei fiumi è interessata da livelli di magra. In molte stazioni si registrano livelli che si verificano soltanto ogni 2–10 anni, ogni 30–100 anni o ancora più raramente.
Sul versante meridionale la situazione di magra è meno marcata. In alcune stazioni di misurazione si osservano tuttavia a loro volta portate che si verificano soltanto ogni 2–10 anni. Nei bacini imbriferi alpini, a causa delle precipitazioni che si sono concentrate in questa zona nel corso degli scorsi giorni nonché dello scioglimento dei ghiacciai, si registrano livelli di magra soltanto sporadicamente.
Le precipitazioni a carattere temporalesco degli ultimi giorni non hanno determinato un miglioramento della situazione. Il deficit di portata rimane da marcato a estremo in gran parte della Svizzera. Fanno eccezione le regioni in cui le portate sono fortemente influenzate dallo scioglimento dei ghiacciai.
Anche i livelli di numerosi laghi sono insolitamente bassi. Il lago di Costanza, il lago di Zurigo, il Walensee, il lago di Zugo e il Lago Maggiore, così come laghi più piccoli quali il lago di Sempach o il lago di Hallwil, registrano livelli d’acqua estremamente bassi per la stagione. Anche i livelli di altri laghi sono nettamente inferiori alla media stagionale.
A livello regionale si osservano inoltre livelli delle acque sotterranee e portate delle sorgenti che variano da bassi a estremamente bassi.
Portate minime dei fiumi e livelli idrici minimi dei laghi svizzeri nell'estate 2026:
Di seguito è riportato un confronto tra i dati di misurazione del 2026 e quelli relativi a precedenti anni di siccità: → Confronto e classificazione → Ci sono stati periodi di siccità simili in passato?
I valori misurati aggiornati e le relative classificazioni sono disponibili al seguente link:
La quantità d’acqua nei fiumi e nei torrenti dipende da diversi fattori. Tra questi figurano le precipitazioni, lo scioglimento della neve, l’afflusso delle acque sotterranee e l’evaporazione. Se vi è assenza di precipitazioni per un periodo prolungato e le temperature aumentano, la quantità d’acqua che affluisce in fiumi e torrenti diminuisce. Contemporaneamente, si accentua il fenomeno dell’evaporazione dal suolo, dalla vegetazione, da corsi e specchi d’acqua. Di conseguenza, diminuiscono i livelli e le portate di molti fiumi e torrenti. La situazione attuale è dovuta alla scarsità di precipitazioni registrata fin dalla primavera come pure a un inverno povero di neve che ha ridotto la quantità di acqua di fusione.
Le temperature di molti corsi e specchi d’acqua sono attualmente superiori ai valori tipici per questa stagione. A maggio, molte stazioni di misurazione dell’UFAM avevano registrato nuovi valori massimi per questo mese. Ad esempio, già alla fine di maggio la temperatura dell’Aar presso Berna e della Reuss presso Lucerna superava i 20 °C, un incremento che non era mai accaduto prima.
A giugno e luglio le temperature di molti corsi d’acqua – anche di quelli più grandi – hanno raggiunto nuovi valori massimi per questi mesi. In poco meno della metà delle stazioni di misurazione sono stati addirittura registrati nuovi massimi assoluti per l’intero periodo di rilevamento (cf. tabella).
Temperature dei corsi d’acqua svizzeri nell’estate 2026:
Di seguito è riportato un confronto tra i dati di misurazione del 2026 e quelli relativi a precedenti anni di siccità: → Confronto e classificazione → Ci sono stati periodi di siccità simili in passato?
Attualmente le temperature di molti corsi d’acqua si attestano ai livelli più alti mai registrati in questo periodo dell’anno. Nei prossimi giorni le temperature delle acque rimarranno ancora molto elevate. Nel corso dell’anno, i valori più elevati si registrano solitamente a luglio o ad agosto. L’analisi delle temperature del mese di agosto è prevista per l’inizio di settembre.
Livelli d’acqua molto bassi e portate ridotte pongono particolari difficoltà alla misurazione. In condizioni di magra, può infatti capitare che l’acqua scorra lentamente e solo in una piccola porzione del letto del fiume. Di conseguenza, la velocità di scorrimento e la portata sono più difficili da determinare con precisione rispetto ai livelli d’acqua normali e anche piccole variazioni nel letto del fiume o nella corrente possono influenzare i valori misurati. In alcune stazioni di misurazione sono quindi stati installati appositi canali di magra che consentono misurazioni più precise anche in presenza di portate molto ridotte.
Se i livelli dell’acqua scendono al di sotto di quelli osservati nei precedenti periodi di siccità, possono insorgere ulteriori incertezze. In tali circostanze, potrebbe essere necessario ridefinire la relazione tra il livello dell’acqua e la portata per una determinata stazione di misurazione. Tuttavia, proprio in presenza di portate molto ridotte, le misurazioni sono generalmente soggette a maggiori incertezze. In singoli casi, con gli strumenti di misurazione fissi non è più possibile rilevare valori affidabili. Ad esempio, sul Lac des Brenets, in caso di necessità un livello dell’acqua eccezionalmente basso viene determinato anche in loco.
Anche la misurazione della temperatura dell’acqua può essere compromessa in caso di livelli d’acqua estremamente bassi. Se una sonda di misurazione fissa rimane a secco, misura la temperatura dell’aria anziché quella dell’acqua, come accaduto ad esempio sul Reno presso Neuhausen. Poiché, a causa delle diverse condizioni locali non è possibile installare le sonde a una profondità maggiore, in singoli punti di misurazione vengono utilizzati strumenti di misurazione supplementari. I dati rilevati da questi strumenti non sono tuttavia sempre disponibili in tempo reale, ma possono essere utilizzati successivamente, per la verifica e la correzione della serie di misurazioni.
Attualmente solo poche stazioni della rete di monitoraggio dell’UFAM sono interessate da tali limitazioni. Per le stazioni di misurazione interessate, sul portale dei dati www.hydrodaten.admin.ch viene visualizzato un apposito avviso di malfunzionamento.
Corsi e specchi d’acqua di piccole e medie dimensioni sono particolarmente sensibili alla siccità e al caldo. Quando il livello idrico è basso, l’acqua si riscalda più rapidamente rispetto a quanto avviene nei grandi laghi o nei fiumi. A causa delle elevate temperature dell’aria e delle molte ore di sole, le temperature delle acque aumentano notevolmente nel corso della giornata. Si prevede che la situazione rimarrà invariata anche nei prossimi giorni.
Fanno eccezione torrenti e fiumi con bacini imbriferi situati ad alta quota, nei quali, durante le giornate calde, lo scioglimento della neve e dei ghiacciai apporta acqua di fusione fresca. Anche nei fiumi più piccoli può verificarsi un breve raffreddamento in seguito a fenomeni temporaleschi.
È possibile trovare informazioni aggiornate sui livelli idrici e le portate di fiumi e torrenti, sulle acque sotterranee e sulle temperature delle acque al seguente link:
Dal 2022, in collaborazione con l’Istituto federale per l’approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque (Eawag) e i servizi specializzati cantonali, l’UFAM effettua un monitoraggio in tempo reale delle temperature dei laghi. Le informazioni al riguardo sono parzialmente disponibili anche presso i Cantoni, gli stabilimenti balneari o la polizia lacustre.
Con l’aumento della temperatura dell’acqua diminuisce il contenuto di ossigeno. Allo stesso tempo, molti organismi acquatici sono sottoposti a stress. Particolarmente sensibili sono le specie ittiche che dipendono da acque fresche e ricche di ossigeno. Vedi anche → Conseguenze sulla natura e sull’ambiente.
Per proteggere le specie sensibili e i loro habitat, le autorità possono adottare diverse misure. Tra queste figurano, ad esempio, limitazioni allo scarico di acque di raffreddamento riscaldate provenienti da impianti industriali o centrali nucleari, nonché divieti di balneazione in tratti particolarmente sensibili che fungono da rifugio per i pesci.
Le possibilità a disposizione degli agricoltori dipendono dalle condizioni regionali e dalle autorizzazioni in vigore. Ulteriori informazioni al riguardo sono fornite dai servizi specializzati cantonali nonché dai servizi federali e cantonali dell’agricoltura.
Nel breve termine, le aziende agricole possono dare priorità all’irrigazione o ricorrere ad altre sorgenti di acqua disponibili, purché ne sia consentito l’utilizzo. A lungo termine, sistemi di irrigazione più efficienti, lo stoccaggio dell’acqua, una migliore ritenzione idrica nel suolo o colture più resistenti alla siccità possono contribuire a ridurre gli effetti dei periodi di siccità.
La Svizzera dispone tuttora di grandi risorse idriche. I cambiamenti climatici ne modificano tuttavia la disponibilità temporale e geografica. Gli scenari idrologici dell’UFAM (Hydro-CH2018) mostrano che lo scioglimento della neve e dei ghiacciai influiscono sempre meno sulle portate. La ripartizione stagionale viene così alterata: tendenzialmente, in futuro le portate dei fiumi aumenteranno in inverno e diminuiranno in estate. La quantità complessiva disponibile di acqua sull’arco dell’anno diminuirà invece solo in misura minima.
Al contempo, in particolare in estate, i periodi siccitosi saranno più lunghi e più frequenti. Durante questi eventi estremi potrebbero verificarsi a livello regionale situazioni temporanee di penuria d’acqua, che potrebbero dare origine a conflitti di utilizzo tra approvvigionamento di acqua potabile, agricoltura, produzione di energia, industria e protezione di acque ed ecosistemi. I piccoli torrenti potrebbero prosciugarsi per breve tempo in caso di periodi siccitosi prolungati.
In futuro sarà pertanto determinante coordinare ancora meglio le risorse idriche disponibili e gestirle in modo sostenibile. A tal fine, la Confederazione sta elaborando una strategia nazionale sulla gestione delle acque. Il Consiglio federale deciderà in merito probabilmente a fine 2027.
La Confederazione sta attualmente elaborando una strategia nazionale per la gestione delle acque allo scopo di affrontare meglio i periodi di siccità, le forti precipitazioni, l’approvvigionamento idrico e la tutela degli habitat acquatici.
Tale strategia si basa su lavori già disponibili a livello federale e cantonale e vede il coinvolgimento di diversi attori. Il suo scopo è di contribuire a individuare tempestivamente i conflitti di utilizzo, a migliorare le basi di dati nonché a gestire le risorse idriche disponibili in modo sostenibile e a lungo termine. Il Consiglio federale deciderà in merito probabilmente alla fine del 2027.
In Svizzera la sovranità sulle acque compete ai Cantoni, supportati dall’UFAM attraverso la fornitura di studi di base, dati, aiuti all’esecuzione e la Piattaforma nazionale sulla siccità.
Contemporaneamente, l’UFAM lavora per continuare a migliorare le basi di dati relative all’utilizzo dell’acqua. Tra questi figurano progetti volti alla raccolta di dati su questo tipo di utilizzo e a una migliore valutazione del fabbisogno nonché della disponibilità di acqua. L’obiettivo è individuare tempestivamente i conflitti di utilizzo e gestire in modo sostenibile le risorse idriche disponibili anche nei periodi di siccità.
Monitoraggio, dati e allerte
Dal 2025 la Svizzera dispone di un sistema nazionale di individuazione precoce e di allerta per la siccità.
A questo strumento collaborano strettamente l’UFAM, MeteoSvizzera e swisstopo, con il supporto dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL). Sulla piattaforma dedicata alla siccità vengono costantemente valutati e classificati i dati relativi alle precipitazioni, all’umidità del suolo, alle portate, ai livelli delle acque sotterranee nonché i dati satellitari sullo stato di salute della vegetazione. La Confederazione monitora l’evoluzione e aggiorna le proprie valutazioni in modo continuo.
Dal 2025 in Svizzera è in vigore un sistema nazionale di individuazione precoce e di allerta per la siccità. Tale sistema monitora costantemente diversi fattori di influenza rilevanti quali precipitazioni, umidità del suolo, portate e livelli idrici sia delle acque superficiali sia di quelle sotterranee. Se si raggiungono valori soglia prestabiliti o l’andamento lascia prevedere una forte siccità, la Confederazione emette le relative allerte, le quali forniscono informazioni sulla situazione del momento e sull’evoluzione prevista. Queste allerte aiutano le autorità competenti a valutare tempestivamente la situazione, a coordinarsi e all’occorrenza a predisporre o attuare misure adeguate.
Comportamento e misure
In caso di siccità, le autorità cantonali competenti possono imporre restrizioni al prelievo di acqua da fiumi, torrenti o altri corsi d’acqua oppure vietarlo temporaneamente. Tali misure hanno lo scopo di tutelare le acque e i loro habitat nonché di garantire la disponibilità delle risorse idriche.
Le informazioni relative ai divieti o alle restrizioni del prelievo di acqua sono pubblicate dai Cantoni competenti. L’UFAM non dispone di una panoramica delle misure.
La vendita di fuochi d’artificio e i divieti di accendere fuochi all’aperto a causa di un pericolo elevato di incendio di boschi sono soggetti a disposizioni e competenze differenti.
Ai fuochi d’artificio si applicano disposizioni legali a livello nazionale, in particolare per quanto concerne la fabbricazione, l’importazione, la vendita e l’impiego, mentre i divieti di accendere fuochi all’aperto a causa di un pericolo elevato di incendio di boschi sono emanati dalle autorità cantonali e comunali competenti, che possono adeguare le misure in base alla situazione attuale di pericolo in loco.
Un divieto di accendere fuochi all’aperto non implica quindi automaticamente un divieto di vendere fuochi d’artificio. Determinante è se e dove si intende impiegarli. In caso di pericolo elevato di incendio di boschi le autorità competenti possono limitare o vietare l’accensione di fuochi d’artificio.
Prima di accendere fuochi d’artificio è quindi importante informarsi sulle disposizioni attualmente in vigore nel proprio Cantone e nel proprio Comune.
Pericolo di incendio di boschi: servizi cantonali specializzati
La possibilità di accendere fuochi d’artificio dipende dall’attuale pericolo di incendio di boschi e dalle disposizioni vigenti nella località in questione. La siccità non implica automaticamente un divieto di accendere fuochi d’artificio.
In caso di pericolo elevato di incendio di boschi le autorità cantonali e comunali competenti possono limitare o vietare l’accensione di fuochi d’artificio. Le disposizioni possono variare a seconda del Cantone o del Comune ed essere adattate con breve preavviso in funzione della situazione di pericolo.
Prima di accendere fuochi d’artificio è quindi importante informarsi sulle disposizioni attualmente in vigore nel proprio Cantone e nel proprio Comune. Anche se non vige un divieto, in caso di pericolo elevato di incendio di boschi occorre prestare particolare attenzione quando si accendono fuochi e fuochi d’artificio.
Pericolo di incendio di boschi: servizi cantonali specializzati
Cause e riferimento al clima
Un singolo evento non può essere attribuito in modo univoco al cambiamento climatico, sebbene quest’ultimo aumenti la probabilità che si verifichino periodi di caldo e siccità intensi e prolungati. La combinazione di precipitazioni estive più scarse, aria più calda e maggiore evaporazione porta a un aumento della siccità del suolo durante l’estate, determinando una diminuzione più rapida dell’umidità del suolo e della disponibilità di acqua. In inverno le scarse nevicate riducono l’accumulo di acqua, oltre a comportare una diminuzione delle portate in primavera e in estate, per cui le quantità di acqua disponibili durante la stagione calda sono inferiori.
Effetti sulla natura e sull’ambiente
Durante le ondate di caldo estive, i bassi livelli idrici determinano un aumento delle temperature delle acque e una diminuzione del tenore di ossigeno, con un impatto negativo sui pesci e gli altri organismi acquatici. Lo stress da siccità indebolisce gli alberi e ne aumenta la vulnerabilità verso parassiti e malattie; inoltre, boschi di protezione indeboliti potrebbero non essere più in grado di svolgere la loro funzione protettiva. Una siccità persistente aumenta inoltre il rischio di incendi di boschi e campi. Se l’umidità del suolo diminuisce, le rese dei terreni calano e il fabbisogno di irrigazione aumenta, ciò si traduce in un’ulteriore pressione sulle acque.
Se alcuni tratti di corsi d’acqua rischiano di prosciugarsi o se le condizioni per i pesci diventano critiche, i servizi specializzati cantonali competenti possono prelevare i pesci e trasferirli in acque più adatte.
Praticamente in tutta la Svizzera vi è pericolo di incendio di boschi da forte a molto forte. La maggior parte dei Cantoni hanno emanato limitazioni o divieti di accendere fuochi all’aperto. Le indicazioni delle autorità locali devono essere rispettate.
Il portale waldbrandgefahr.ch/it/ dell’UFAM fornisce una panoramica sull’attuale situazione di pericolo di incendio di boschi in Svizzera. È disponibile anche una carta dei pericoli aggiornata, informazioni sui divieti cantonali di accendere fuochi e indicazioni sulla situazione.
Confronto e classificazione
Negli ultimi decenni la Svizzera ha registrato diversi periodi di siccità particolarmente intensi, tra cui quelli verificatisi nelle estati degli anni 2003, 2015, 2018, 2022 e 2023. Questi periodi causano spesso scarsità di acqua, suoli aridi, temperature elevate dell’acqua e un aumento del pericolo di incendi boschivi. L’estate del 2018 è considerata come una delle più secche degli ultimi 100 anni.
Precipitazioni
Le prime analisi di MeteoSvizzera mostrano che la primavera e la prima metà dell’estate del 2026 sono state tra le più secche mai registrate.
Portate e livelli d’acqua
Le analisi dell’UFAM relative ai corsi d’acqua mostrano che quest’anno, in molti fiumi e laghi, sono già stati registrati livelli più bassi rispetto ai precedenti anni di siccità (vedi mappe).
La siccità che perdura dalla primavera sta portando a numerosi nuovi record. Tra il 1° aprile e il 31 luglio, circa un quinto di tutte le stazioni di misurazione della Svizzera ha registrato nuovi record di magra per questo periodo.
Nelle regioni alpine, fortemente influenzate dallo scioglimento delle nevi e dei ghiacciai, la situazione è diversa: in queste regioni i nuovi minimi sono più rari, poiché l’acqua di disgelo ha contribuito a mantenere le portate nonostante il deficit pluviometrico.

Anno in cui i livelli delle acque sono stati più bassi. Sono stati presi in considerazione i dati di misurazione delle stazioni di portata dell’UFAM per il periodo aprile-luglio e dall'inizio delle misurazioni. — © UFAM In gran parte della Svizzera, le portate dei fiumi sono nettamente inferiori alla media pluriennale. La situazione è particolarmente marcata nell’Altopiano e nel Giura, soprattutto sul Doubs presso Ocourt e sul Reno presso Basilea. A Basilea la situazione è particolarmente evidente: ad eccezione del mese di febbraio, dall’inizio dell’anno le portate del Reno sono state inferiori alla media pluriennale. Da metà giugno la situazione si è ulteriormente aggravata: le portate sono quasi sempre inferiori ai valori minimi registrati nel periodo di riferimento 1991-2020 per questa stagione (vedi grafico in basso).Gli scenari climatici indicano per il futuro un aumento dei periodi di canicola nonché una maggiore frequenza di periodi di siccità prolungati a causa del riscaldamento globale.
Diversa è la situazione nei bacini idrografici alpini, fortemente influenzati dallo scioglimento delle nevi e dei ghiacciai. Sul fiume Massa presso Blatten, ad esempio, le portate sono spesso superiori ai valori stagionali del periodo di riferimento 1991–2020. Le temperature elevate intensificano lo scioglimento delle nevi e dei ghiacciai, mantenendo così le portate in queste regioni relativamente elevate.
Anche i livelli idrici di molti laghi sono nettamente inferiori alla media. Mentre i livelli del lago di Zugo e del lago dei Quattro Cantoni sono ancora superiori ai valori registrati nell’anno di siccità del 2018, il lago di Zurigo, il lago di Costanza e il Lago Maggiore sono già scesi al di sotto dei livelli più bassi mai registrati in questo periodo dell’anno (vedi grafici).

Stazione Rhein-Basel, Rheinhalle: Confronto tra le portate del 2026 e quelle del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Massa-Blatten: Confronto tra le portate del 2026 e quelle del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Doubs-Ocourt: Confronto tra le portate del 2026 e quelle del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Dischmabach-Davos, Kriegsmatte: Confronto tra le portate del 2026 e quelle del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Bodensee (Obersee)-Romanshorn: Confronto tra i livelli dell'acqua del 2026 e quelli del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Zürichsee-Zürich: Confronto tra i livelli dell'acqua del 2026 e quelli del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Zugersee-Zug: Confronto tra i livelli dell'acqua del 2026 e quelli del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Vierwaldstättersee-Luzern: Confronto tra i livelli dell'acqua del 2026 e quelli del 2003 e del 2018. — © UFAM 
Stazione Lago Maggiore-Locarno: Confronto tra i livelli dell'acqua del 2026 e quelli del 2003 e del 2018. — © UFAM La classificazione delle singole stazioni di misurazione è disponibile alla domanda → I livelli delle acque sono attualmente insolitamente bassi?
Temperature dell'acqua
Nel 2026 le temperature dell’acqua hanno raggiunto livelli record in molte regioni della Svizzera. Tra il 1° aprile e il 31 luglio, quasi il 60% delle stazioni di rilevamento ha registrato nuovi valori massimi della temperatura per questo periodo dall’inizio delle osservazioni.
I record si concentrano principalmente sull’Altopiano e sul Giura, mentre i corsi d’acqua alimentati dai ghiacciai si sono riscaldati in misura minore grazie all’acqua di disgelo.

Anno in cui sono state registrate le temperature dell'acqua più elevate. Sono stati presi in considerazione i dati delle stazioni di misurazione della temperatura dell'acqua dell'UFAM per il periodo da aprile a luglio, dall'inizio delle misurazioni. — © UFAM In diversi corsi d’acqua sono stati addirittura superati i valori massimi registrati durante le estati torride del 2003 e del 2018. Ad esempio, il 14 luglio l’Aare a Berna ha raggiunto i 24,8 °C, superando così il precedente record di 24,12 °C registrato il 4 agosto 2022. Alla stazione di misurazione sulla Reuss a Lucerna, il 27 giugno è stato registrato un nuovo record di 26,36 °C, superiore al precedente valore massimo di 26,23 °C del 5 agosto 2018.
Da notare anche il fatto che questi nuovi valori massimi si siano verificati così presto nel corso dell’anno, un aspetto che rileva l’intensità delle ondate di calore osservate nel 2026.

Station Aare-Bern, Schönau: Vergleich der Wassertemperatur 2026 mit den Jahren 2003 und 2018 — © BAFU 
Station Reuss-Luzern: Vergleich der Wassertemperatur 2026 mit den Jahren 2003 und 2018 — © BAFU L'elenco dei valori massimi rilevati nei singoli punti di misurazione è disponibile alla domanda → Le attuali temperature dell'acqua sono insolitamente elevate?
Prospettive per il futuro
Gli scenari climatici indicano per il futuro un aumento dei periodi di canicola nonché una maggiore frequenza di periodi di siccità prolungati a causa del riscaldamento globale.
Rivista online «l’ambiente»: La siccità non è più un’eccezione