Lupo
A partire dal 1995, singoli esemplari di lupo hanno iniziato a ripopolare la Svizzera fino a formare un primo branco nel 2012. Il ritorno di questo grande predatore, arrivato gradualmente in Svizzera dall’Italia e dalla Francia, è considerato un successo in materia di protezione della specie, ma allo stesso tempo comporta nuove sfide per la società.
Dopo la formazione del primo branco nella regione del Calanda (GR) nel 2012, la popolazione, infatti, è cresciuta in modo costante e ha continuato ad espandersi sul territorio. Dal termine del periodo di regolazione 2025/26, ossia il 1° febbraio 2026, la Svizzera conta circa 350 lupi, distribuiti tra 30 branchi presenti esclusivamente sul territorio nazionale e altri 10 transfrontalieri, a cui si aggiungono, inoltre, numerosi esemplari solitari. Mentre i branchi tendono a stabilirsi in aree specifiche, i lupi solitari possono comparire praticamente in tutta la Svizzera.
Il lupo e il settore agricolo: un equilibrio delicato
Il lupo è una specie protetta e la Svizzera ha l’obbligo di garantirne la conservazione a lungo termine. Nel Paese, questi animali trovano un’ampia disponibilità di prede selvatiche e si nutrono principalmente di caprioli, camosci e cervi. La presenza di questa specie entra, quindi, in conflitto con il settore agricolo in tutte le zone in cui sono presenti animali da reddito. Per questo motivo, le misure di protezione del bestiame diventano indispensabili sia sulle superfici agricole utili sia nelle zone di estivazione, riducendo il rischio per gli animali da reddito di diventare prede facili. La Confederazione sostiene il settore agricolo nella protezione del bestiame con circa 10 milioni di franchi all’anno.
Un ulteriore strumento per limitare i conflitti è rappresentato dagli indennizzi per gli animali da reddito predati (v. anche il cap. Indennizzi per danni causati da lupi [dal 1999]). Quando le misure preventive e d’accompagnamento non risultano sufficienti, è possibile intervenire regolando la popolazione di lupi, nel rispetto di condizioni precise.
Misure di protezione del bestiame
La Confederazione promuove e coordina le misure di protezione del bestiame adottate dai Cantoni, volte a proteggere gli animali da reddito agricoli dai grandi predatori. I Cantoni possono richiedere un aiuto finanziario per l’attuazione di misure di protezione del bestiame: tra queste rientrano, ad esempio, l’elettrificazione delle recinzioni, l’acquisto di reti da pascolo destinate alla realizzazione di parchi notturni, il materiale per la dissuasione dei lupi, il noleggio di rifugi mobili nonché l’impiego di cani da protezione del bestiame. La Confederazione si assume l’80 per cento dei costi delle misure di protezione del bestiame adottate dai Cantoni.
Indennizzi per danni causati da lupi (dal 1999)
Le cifre seguenti illustrano l’entità degli indennizzi versati dalla Confederazione per gli animali da reddito predati dai lupi. La Confederazione si assume l’80 per cento dei costi, a condizione che i Cantoni si facciano carico della parte restante. Gli indennizzi per i danni recati vengono versati nel mese di dicembre dell’anno in corso e coprono i danni verificatisi tra il 1° novembre dell’anno precedente e il 31 ottobre dell’anno in corso. Gli indennizzi versati coprono non solo i danni agli animali da reddito predati e uccisi dai lupi, ma anche a quelli feriti e sottoposti a cure veterinarie. Inoltre, è previsto un contributo per i costi di eliminazione delle carcasse.
Cooperazione internazionale
Dal momento che i lupi si spostano oltrepassando i confini nazionali, la collaborazione tra i Paesi dell’arco alpino diventa essenziale, tanto che questi Paesi (Svizzera, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Austria e Slovenia) organizzano incontri su base regolare per affrontare questa tematica.
