Prestazioni climatiche del bosco e del legno
Il bosco e il legno garantiscono diverse prestazioni climatiche. Innanzitutto, grazie alla fotosintesi, gli alberi trasformano l’anidride carbonica e la stoccano nella biomassa. Secondariamente, con l’impiego del legno, il carbonio può essere trattenuto nei prodotti di legno per molto tempo. Infine, va ricordato l'effetto di sostituzione quando il legno viene utilizzato al posto di vettori energetici fossili o di prodotti che generano molte emissioni. L’UFAM presenta ogni anno un rapporto sul bilancio dei gas serra della Svizzera.
Queste prestazioni climatiche sono indicate nella letteratura specialistica anche come i «tre effetti S del bosco e del legno»:
- il sequestro di CO2 nel bosco (assorbimento di CO2 fino allo stoccaggio del carbonio nella biomassa vivente sopra e sotto il suolo, nel legno morto, nello strame e nel suolo organico e minerale),
- lo stoccaggio del carbonio nei prodotti di legno e
- la sostituzione (materiale ed energetica).
Per garantire che le tre prestazioni climatiche possano essere fornite a lungo termine, è essenziale che il bosco si adatti ai cambiamenti climatici e che l’economia forestale e del legno sia sostenibile, adeguata e lungimirante. La vitalità e la biodiversità del bosco costituiscono la base centrale per la funzionalità e la resilienza dell’ecosistema bosco. I boschi svolgono diverse funzioni (multifunzionalità) e forniscono numerose prestazioni, una delle quali è la prestazione climatica.
La gestione forestale e l’impiego del legno influenzano i tre effetti S del bosco e del legno. Una gestione forestale seminaturale e adeguata, che tiene conto di tutte le funzioni e le prestazioni del bosco, in combinazione con l’utilizzo materiale multiplo del legno e il suo utilizzo finale come fonte di energia, può quindi rafforzare i tre effetti S.

Prestazioni climatiche negli accordi internazionali sul clima
Dal XIX secolo i gas serra, tra cui anche il diossido di carbonio (CO2), sono aumentati nell’atmosfera di circa un terzo, provocando un cambiamento del clima (IPCC, 2023). Per ridurre l’entità dei cambiamenti climatici, occorre diminuire le emissioni di gas serra attraverso l’adozione di misure in diversi settori, tra cui il settore dell’uso del territorio (sequestro di CO2 nel bosco e stoccaggio del carbonio nei prodotti di legno) e quello energetico (sostituzione materiale ed energetica).
I tre effetti S nell’inventario svizzero dei gas a effetto serra
Con la firma di accordi internazionali sul clima (Accordo di Parigi sul clima 2021-2030, in precedenza Protocollo di Kyoto 2008-2012 e 2013-2020), la Svizzera si impegna a ridurre a livello internazionale le emissioni di gas serra. Ogni anno, l'inventario svizzero dei gas serra deve riportare il bilancio dei gas serra. Questo inventario contiene anche dati sulle tre prestazioni climatiche del bosco e del legno.
Il sequestro di CO2 del bosco corrisponde al suo bilancio di CO2eq, costituito dall’assorbimento di CO2 come risultato della crescita degli alberi, meno le perdite dovute all’utilizzazione del legno, alla mortalità naturale e alle variazioni del carbonio stoccato nello strame, nel suolo e nel legno morto. Quando il bosco assorbe più CO2 di quello che rilascia, funge da pozzo di carbonio. Quando rilascia più CO2 di quello che assorbe, diventa una fonte di carbonio. Il cambiamento climatico richiede misure selvicolturali per l’adattamento del bosco ai cambiamenti climatici e per l’utilizzo sostenibile a lungo termine della risorsa rinnovabile legno, decisiva ai fini del bilancio di CO2eq di bosco e legno.
In futuro il cambiamento climatico potrà causare maggiori danni anche ai boschi. Quelli prossimi allo stato naturale, diversificati e quelli caratterizzati da un’elevata biodiversità offrono la migliore protezione contro i danni biotici e abiotici e garantiscono un’elevata capacità di rigenerazione. Sulla base di un’analisi del rischio, i boschi devono essere adeguati nel miglior modo possibile al clima attuale e futuro attraverso una selvicoltura adattativa e seminaturale.
Lo stoccaggio di carbonio nei prodotti di legno, come il legno lamellare incollato, i pannelli in legno massiccio e le casseforme, viene registrato nell’inventario dei gas serra come una mutazione (bilancio) delle riserve di carbonio. Sono tenuti in considerazione solo i prodotti di legno fabbricati con legname raccolto in Svizzera.
La prestazione climatica «sostituzione» avviene quando il legno sostituisce materiali che generano molte emissioni (sostituzione materiale) o vettori energetici fossili (sostituzione energetica). Di conseguenza, le emissioni di gas serra possono essere evitate o nettamente ridotte. L’energia utilizzata per la fabbricazione dei prodotti di legno e l’effetto di sostituzione con l’utilizzo del legno al posto di materiali che generano molte emissioni sono rappresentati solo indirettamente nell’inventario dei gas serra. Emergono nei bilanci delle emissioni nei settori energetico ed edile, riportate nel settore «energia». I vettori energetici fossili sono la causa principale dell’aumento dell’effetto serra. Pertanto, dovrebbero essere sostituiti principalmente da energie rinnovabili e il consumo di energia dovrebbe essere reso complessivamente più efficiente e parsimonioso. Grazie a un utilizzo a cascata, lo stoccaggio del carbonio viene esteso, moltiplicando l’effetto di sostituzione.
Il settore forestale e del legno nell’Accordo di Parigi
Nel quadro dell’Accordo di Parigi, la Svizzera si è impegnata a livello internazionale, entro il 2050, a non emettere più gas serra di quanti è possibile assorbirne tramite lo stoccaggio naturale e tecnico. Ciò significa che occorre raggiungere un saldo netto delle emissioni pari a zero entro il 2050. Le emissioni di gas serra devono essere evitate il più possibile. Oltre ai pozzi naturali di CO2, come i boschi e i prodotti di legno, le emissioni rimanenti devono essere compensate da tecnologie che rimuovono in modo permanente i gas serra dall’atmosfera e li stoccano.
Rispetto al secondo periodo d’impegno di Kyoto, le modalità di computo per il settore forestale e del legno sono state modificate nell’ambito dell’Accordo di Parigi: per il settore dell’uso del territorio non è stato calcolato alcun valore di riferimento (Switzerland’s NDC, 13.11.2024). Inoltre è necessario computare anche il bilancio di CO2eq di tutti i tipi di utilizzo del suolo, come i prati e le superfici coltive. L’attuazione degli obiettivi di riduzione è regolata a livello nazionale dalla legge sul clima e sull’innovazione (LOCli) e conretamente dalla legge sul CO2.
Il settore forestale e del legno nel Protocollo di Kyoto
Secondo il Protocollo di Kyoto, per adempiere gli impegni assunti, i Paesi hanno potuto ricorrere ad altre attività agricole che permettono di catturare il CO2 dall’aria. Sia nel primo che nel secondo periodo d’impegno di Kyoto, la Svizzera ha deciso di computare solo le variazioni nel bilancio di CO2eq risultanti dalla gestione forestale e dai prodotti di legno.
Secondo periodo di impegno del Protocollo di Kyoto
Nel periodo 2013-2020 la Svizzera avrebbe dovuto ridurre le sue emissioni in media del 15,8 per cento rispetto al 1990. In realtà, le emissioni sono state ridotte soltanto dell’11 per cento. Soltanto grazie alla prestazione di assorbimento del settore forestale e del legno e all’acquisto di quote di emissioni, è stato possibile raggiungere l’obiettivo di riduzione.In questo periodo, il bilancio di CO2eq del bosco e del settore del legno è stato calcolato in base a un valore di riferimento definito in precedenza (Forest Management Reference Level). Ciò significa che, della riduzione media assoluta di 2,5 milioni di tonnellate di CO2eq annue, è stato possibile conteggiare soltanto 0,7 milioni di tonnellate. Tenendo conto dell’impatto della funzione di pozzo di carbonio svolta dai rimboschimenti e delle emissioni causate dai dissodamenti (in totale +0,2 mio t CO2eq/anno-1), il settore forestale e del legno ha contribuito a ridurre annualmente le emissioni di 0,5 milioni di tonnellate di CO2eq. Poiché il calcolo è stato effettuato in modo relativo rispetto al valore di riferimento, il contributo del settore forestale e del legno al raggiungimento dell’obiettivo risulta piuttosto modesto, pari solo al 6 per cento.
Primo periodo d’impegno del Protocollo di Kyoto
Nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012, la Svizzera è stata in grado di rispettare circa il 40 per cento dei suoi impegni di riduzione grazie all’effetto del bosco come pozzo di CO2. In questo periodo, è stato possibile computare la capacità di assorbimento assoluta, ossia senza un valore di riferimento, perché erano in vigore altre regole internazionali di computazione.
Progetto KWHS: Future prestazioni climatiche del bosco e del legno in Svizzera
Nell’ambito del progetto sulle prestazioni climatiche della gestione forestale e dell’impiego del legno in Svizzera («Klimaschutzleistung der Waldbewirtschaftung und Holzverwendung in der Schweiz», KWHS), l’UFAM studia come i tre effetti S siano influenzati dalla gestione forestale e dall’impiego del legno. Con l'aiuto di modelli di calcolo, nell'ambito del progetto sono state analizzate le prestazioni climatiche sul territorio nazionale e all’estero per vari scenari dei prossimi decenni.
I risultati principali di questo studio sono i seguenti:
- Contributi assoluti dei tre effetti S:
I cambiamenti nella gestione forestale e nell’impiego del legno possono influenzare le prestazioni climatiche del bosco. Per le prestazioni climatiche complessive dei boschi e del legno in tutti gli scenari analizzati, l’evoluzione del sequestro di CO2 nelle foreste svizzere è decisivo. In confronto, lo stoccaggio del carbonio nei prodotti di legno e la sostituzione hanno un effetto minore. - Ordine di grandezza dei tre effetti S
Il bilancio di CO2 eq dei tre effetti S dipende nel medio-lungo termine dalle conseguenze dirette e indirette dei cambiamenti climatici. Un’economia forestale e del legno sostenibile, adattata e lungimirante è un prerequisito necessario per preservare a lungo termine le prestazioni climatiche. Una gestione forestale che mira a rafforzare i tre effetti S punta su approcci di gestione differenziati. A seconda delle condizioni forestali locali e degli obiettivi di gestione, le decisioni di gestione possono influenzare in modo diverso le prestazioni climatiche. - Effetti di sostituzione limitati nel tempo
L’impiego del legno può contenere le emissioni di CO₂ attraverso la sostituzione materiale (valore medio: 730 kg CO₂/m³) ed energetica (valore medio: 575 kg CO₂/m³). Tuttavia, a causa della progressiva decarbonizzazione (obiettivo zero netto entro il 2050), si può ipotizzare che in futuro, gli effetti di sostituzione dei prodotti di legno diminuiranno. - Utilizzo a cascata del legno per migliorare l’intera prestazione climatica
Per ottenere il massimo impatto climatico possibile in termini di economia circolare, il legno andrebbe utilizzato e riciclato in prodotti durevoli (sostituzione materiale) e, solo alla fine dell'utilizzo a cascata, dovrebbe essere impiegato per produrre energia (sostituzione energetica). - Nessun legame diretto tra raccolta e impiego del legname
Gli effetti sui prezzi possono comportare un aumento delle importazioni per via della domanda di prodotti di legno e di energia oppure un aumento delle esportazioni di legname tondo svizzero. Le misure che influenzano i prezzi comportano sempre cambiamenti nel bilancio del commercio estero lungo la filiera del valore aggiunto. - Influenza del quadro di riferimento sulla valutazione
Le prestazioni climatiche variano a seconda della prospettiva adottata, che può essere nazionale (secondo l’inventario dei gas serra) o globale. Le esportazioni di legname tondo riducono le riserve di carbonio nei boschi del Paese esportatore. Tuttavia, in base alle norme IPCC attualmente in vigore, queste non possono essere conteggiate nel pool HWP (Harvested wood products) del Paese importatore e, quindi, non contribuiscono al bilancio dei gas serra.
I risultati dello studio KWHS sono stati integrati in un contesto scientifico, economico e politico. In seguito, l’UFAM ha tratto delle conclusioni, la cui attuazione dovrebbe contribuire a rafforzare le prestazioni climatiche attraverso la gestione forestale nazionale e l’impiego del legno.
- Considerare in modo integrale le prestazioni climatiche dei boschi e del legno.
- Rafforzare le prestazioni climatiche dei boschi svizzeri attraverso una selvicoltura prossima allo stato naturale e adattiva. Attribuire la priorità all’utilizzo materiale del legno per stoccare il carbonio in prodotti durevoli e puntare a un utilizzo a cascata.
- Aumentare la lavorazione e l’impiego del legno sul territorio nazionale per ridurre le importazioni e aumentare il valore aggiunto.
- Sfruttare la limitata finestra temporale della sostituzione attraverso innovazioni nel settore edile e nuovi prodotti realizzati con componenti in legno.
Lo studio KWHS fornisce quindi una base solida per l’ulteriore sviluppo della politica forestale e del legno in Svizzera, con l’obiettivo di rafforzare in modo mirato le prestazioni climatiche e di contribuire al raggiungimento dell’obiettivo delle emissioni nette pari a zero. Le sue conclusioni sono confluite nella Strategia integrale per le foreste e il legno 2050. La pubblicazione è disponibile in tedesco, francese e inglese.
Indice
Die Klimaleistungen von Wald und Holz in der Schweiz
Aktualisierte Erkenntnisse zu den Klimaleistungen von Wald und Holz heute und in den nächsten Jahrzehnten
Rafforzare i «tre effetti S» del bosco e del legno (progetto 3S)
Nell’ambito del progetto sui tre effetti S, l’UFAM analizza gli strumenti di politica ambientale che possono servire a rafforzare nel complesso gli effetti delle prestazioni climatiche. Questi strumenti hanno lo scopo di incentivare comportamenti che possono influenzare in modo mirato la gestione forestale e/o l’impiego del legno. Al momento il progetto sui tre effetti S è in fase di realizzazione. I risultati del progetto saranno comunicati a tempo debito.