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Pubblicato il 19 marzo 2026

Rimozione e sequestro di CO₂: tecnologie

Le tecnologie per la rimozione e il sequestro del CO2 sono ampiamente note. In Europa la pianificazione delle tecnologie per la rimozione e il sequestro di CO2 (Carbon Capture and Storage, CCS), per esempio nei cementifici o negli impianti di incenerimento di rifiuti urbani, è molto avanzata. Le tecnologie a emissioni negative (NET) possono sfruttare approcci su base vegetale (come l’utilizzo del legno) e approcci tecnici (p. es. filtri che catturano direttamente il CO2 dall’aria). Tuttavia, queste soluzioni non sono ancora disponibili nella misura necessaria ai fini della protezione del clima.

Le tecnologie per la rimozione e il sequestro di CO2 possono essere suddivise in due categorie, ovvero quelle che catturano il CO2 fossile e legato ai processi negli impianti e lo sequestrano, riducendo ulteriormente le emissioni (Carbon Capture and Storage, CCS), e quelle a emissioni negative (NET, dette anche Carbon Dioxide Removal, CDR) che rimuovono in modo permanente il CO2 dall’atmosfera. Le tecnologie NET comprendono approcci tecnici e su base vegetale. Un rapporto del Consiglio federale di settembre 2020 offre una panoramica sistematica degli approcci attualmente noti, che si differenziano dal punto di vista del potenziale, dei costi, del fabbisogno di energia e della durata del sequestro. Per il trasporto e il sequestro del CO2 in Svizzera o all’estero occorre una nuova infrastruttura (p. es. gasdotti e siti di stoccaggio nel sottosuolo).

Ricerca e innovazione

Attualmente a frenare il potenziamento delle tecnologie CCS e NET non sono tanto gli ostacoli tecnici quanto piuttosto la mancanza di sicurezza in materia di investimenti di fronte a cui sono posti gli attori. I progetti di ricerca e innovazione svolgono tuttavia un ruolo importante per il rapido sviluppo e lo studio di tecnologie CCS e NET nella misura necessaria. Il progetto DemoUpCARMA, finanziato dalla Confederazione, ha dimostrato e ottimizzato ad esempio sia il trasporto transfrontaliero di CO2 e la sua mineralizzazione nel sottosuolo (in Islanda) che il suo stoccaggio nel cemento. Questo progetto pionieristico ha permesso di ottenere importanti informazioni sulla fattibilità, sui bilanci energetici e ambientali e sui problemi di potenziamento.

Il carbone vegetale nell’agricoltura svizzera – Rischi e opportunità per il suolo e il clima

Il carbone vegetale si ottiene dalla carbonizzazione di biomassa vegetale, nella quale, attraverso la fotosintesi, viene fissato il CO2 sottratto dall’atmosfera. Il carbone vegetale è in grado di stoccare il carbonio (C) a lungo termine e, se incorporato nel suolo, può generare le cosiddette «emissioni negative». La scheda «Il carbone vegetale nell’agricoltura svizzera – Rischi e opportunità per il suolo e il clima» illustra lo stato delle conoscenze scientifiche in materia di impiego di carbone vegetale nell’agricoltura svizzera e presenta le prescrizioni vigenti in merito all’utilizzo di questa sostanza. La scheda è pubblicata congiuntamente dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), dall’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) e dal gruppo di lavoro AGIR (Arbeitsgruppe Interventionswerte und Risikobeurteilung) dell’associazione Cercle Sol.

La seconda edizione, aggiornata, per esempio, sulla base delle modifiche alle condizioni quadro giuridiche relative all’utilizzo di carbone vegetale e dei risultati degli studi recenti, è ora disponibile.

Ulteriori informazioni

Unità di direzione Clima

Ufficio federale dell'ambiente UFAM
Unità di direzione Clima
Mühlestrasse 2
3063 Ittigen