Microclima urbano: isole di calore

Nelle città e nelle agglomerazioni i periodi di grande calura sono particolarmente pesanti da sopportare. Come adattare il tessuto urbano al riscaldamento climatico? Numerosi programmi di ricerca tentano di rispondere alla questione a livello sia nazionale che locale.

Nelle aree in cui l’inquinamento è elevato (in rosso), la città di Zurigo intende incoraggiare la piantagione di alberi, la creazione di zone ombreggiate e l’ottimizzazione dei metodi di costruzione in modo da far sí che gli edifici riverberino meno calore.

Nelle agglomerazioni e nelle città il cambiamento climatico rafforza il cosiddetto effetto «isola di calore». Due le cause all’origine del fenomeno: una è la sigillatura del suolo prodotta dalle sovrastrutture urbane, l’altra le emissioni di calore liberate dai veicoli, dall’industria e dagli impianti di climatizzazione. Nei centri urbani buona parte del suolo è asfaltato, impermeabilizzato ed estremamente secco. In più gli edifici assorbono grosse quantità di radiazioni solari, sia dirette che riflesse dalle superfici circostanti sotto forma di raggi infrarossi. Vengono così a crearsi delle isole di calore che accentuano il riscaldamento diurno e riducono notevolmente il raffreddamento notturno. A Zurigo, ad esempio, si sono misurati scarti di temperatura di 4-5 gradi tra centro e sobborghi rurali. Come attenuare questo effetto per evitare danni alla salute?Dalle raccomandazioni…Nel quadro del Programma nazionale di ricerca «Sviluppo sostenibile dell’ambiente costruito» (PNR 54) sono stati studiati diversi modelli atmosferici di previsione del clima urbano. «La temperatura della città potrebbe essere facilmente ridotta di diversi gradi agendo solo sul colore e le proprietà termofisiche degli edifici», spiega Alain Clappier, professore di climatologia all’Università di Strasburgo e incaricato d’insegnamento al Politecnico federale di Losanna (EPFL). «Un'altra efficace misura di regolazione consiste nel creare delle reti di canaliper portare la vegetazione e l’acqua nei centri delle città.»
Elaborato su mandato dell’UFAM, il progetto «Anpassung an den Klimawandel in Schweizer Städten» mostra dove è necessario intervenire e sostiene lo sviluppo di soluzioni. Tra queste vi è essenzialmente la creazione di spazi aperti e verdi, che interrompono la copertura del suolo, procurano ombra e favoriscono la circolazione d’aria. Nel settore dell’energia la chiave sta invece nel ridurre il consumo di elettricità utilizzata a scopo di refrigerazione con accorgimenti edili e tecnici o interventi di vegetalizzazione che accrescano l’efficienza energetica degli edifici.… alla pratica.Il problema è sentito in molte città della Svizzera. Un’analisi approfondita del clima urbano (KLAZ) ha permesso a Zurigo di mappare i suoi elementi problematici – periodi di forte calura, ostacoli alla circolazione d’aria o aumento dell’inquinamento atmosferico – e mettere allo studio misure concrete. Losanna ha lanciato un programma di vegetalizzazione dei tetti. E i Cantoni Vaud e Ginevra hanno già messo a punto un piano d’azione in caso di canicola. «La grande sfida sta nel riuscire a conciliare la necessità di densificazione dettata dalla pianificazione del territorio con l’esigenza opposta: quella cioè di preservare e creare zone non edificate e spazi verdi necessari a rendere gradevole il clima delle nostre città», conclude Roland Hohmann della sezione Reporting sul clima e adattamento ai cambiamenti dell’UFAMCornélia Mühlberger de Preux

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Ultima modifica 20.11.2012

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