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Pubblicato il 6 gennaio 2026

TFA – Fonti di emissione

L’acido trifluoroacetico/trifluoroacetato (TFA) è immesso nell’ambiente attraverso: Prodotti refrigeranti e propellenti provenienti da materie plastiche espanse e confezioni aerosol, prodotti fitosanitari e medicamenti veterinari e fonti industriali e impianti centrali di depurazione delle acque di scarico.

TFA - Fonti di emissione

Prodotti refrigeranti e gas propellenti

Il TFA si forma nell’atmosfera come prodotto di degradazione dei gas fluororati generati dalle attività umane. Questi includono, in particolare, i clorofluorocarburi parzialmente alogenati (HCFC), i fluorocarburi parzialmente alogenati (HFC) e le fluoroolefine parzialmente alogenate (HFO). Le emissioni generate durante l’utilizzo provocano il rilascio di questi gas nell’atmosfera. Il TFA risultante viene trasportato dalle precipitazioni sulla superficie terrestre e nelle acque. A causa della sua composizione chimica, il TFA appartiene alle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS): Cosa sono le PFAS?

Questi gas trovano applicazione in numerosi campi, in particolare come prodotti refrigeranti negli impianti di refrigerazione, impianti di climatizzazione e nelle pompe di calore. Sono inoltre usati come solventi industriali per lo sgrassaggio dei metalli e la pulizia nonché come gas propellenti nelle materie plastiche espanse e negli spray aerosol.

Le HFO sono particolarmente rilevanti per la formazione di TFA nell’atmosfera e rappresentano attualmente la fonte di TFA più importante e in costante aumento, in quanto considerate sostanze alternative agli HFC, dannosi per il clima, per esempio negli impianti di climatizzazione dei veicoli, negli impianti di refrigerazione e nelle pompe di calore. A causa della loro durata di vita più breve nell’aria (nell’ordine di giorni o settimane), esse possono influire in modo significativo sulla formazione di TFA. A seconda dei flussi d’aria, può succedere che una parte si disperda anche in vaste aree oltre i confini nazionali.

Prodotti fitosanitari

Attualmente sono autorizzati oltre due dozzine di principi attivi contenuti in prodotti fitosanitari che nella propria struttura molecolare contengono almeno un gruppo CF3 e che, dunque, hanno potenzialmente il TFA come prodotto di degradazione. Si tratta principalmente di erbicidi, fungicidi e di alcuni insetticidi utilizzati in campicoltura e orticoltura, nella frutticoltura e nella viticoltura, oltre che per le piante ornamentali e, occasionalmente, nei vivai forestali. Nel 2022 sono state utilizzate complessivamente oltre 40 tonnellate di questi principi attivi contenuti in prodotti fitosanitari. Con una quantità fino a 10 tonnellate all’anno ciascuno, il Flufenacet e il Fluazinam sono stati i più utilizzati in Svizzera. Il Flufenacet era omologato fino a maggio 2025 come erbicida nella coltivazione di mais, cereali, patate e altri vegetali, e e può essere utilizzato fino al 1 gennaio 2027. Il Fluazinam è impiegato nella coltivazione delle patate ed è omologato anche per l’uso in viticoltura e per varie piante ornamentali.

Fonti industriali e impianti centrali di depurazione delle acque di scarico

Il TFA è utilizzato anche nell’industria chimica, per esempio come solvente nella produzione di sostanze mediche e cosmetiche di base. Esso raggiunge gli impianti centrali di depurazione attraverso le acque di scarico e, poiché questi impianti non sono in grado di eliminarlo, finisce nelle acque superficiali.

Apporto di TFA nei suoli e nelle acque e fonti di immissione

In uno studio recente, sono state determinate le concentrazioni di TFA nelle precipitazioni (TFA nelle precipitazioni) e nelle in fiumi e laghi (TFA in fiumi e laghi) svizzere e sono stati stimati gli apporti di diverse fonti di emissione.

TFA in fiumi e laghi

Le concentrazioni di TFA misurate nelle precipitazioni nel periodo dal 2021 al 2023 erano comprese tra 0.3 e 0.96 μg l−1. Ciò corrisponde a un aumento di almeno quattro volte negli ultimi tre decenni e porta a un tasso medio di deposizione di TFA pari a 0.59 kg km−2 anno−1 e a immissioni totali di TFA da fonti atmosferiche in Svizzera pari a 24.5 tonnellate all’anno. In confronto, le immissioni di TFA provenienti da prodotti fitosanitari vengono stimate da 2.9 a 11.8 tonnellate all’anno, quelle provenienti da medicamenti per uso veterinario a circa una tonnellata all’anno.

In relazione alla contaminazione delle superfici coltive e delle acque sotterranee sottostanti (TFA nelle acque sotterranee), le immissioni di TFA provenienti dai prodotti fitosanitari superano ampiamente quelle provenienti dalle precipitazioni (0.59 kg km−2 anno−1), con una media di 1.7 kg km−2 anno−1.

TFA nelle acque sotterranee

Le immissioni di TFA provenienti da fonti industriali sono attualmente oggetto di studio.

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