Indicatore clima

Bilancio carbonio dell‘utilizzo dei suoli

L’utilizzo dei suoli (p. es. lo sfruttamento forestale e quello agricolo) come pure i cambiamenti di destinazione dei suoli (p. es. abitazioni su terreni in precedenza coltivati) generano gas serra oppure li assorbono. In tal modo riducono o aumentano la quantità di carbonio immagazzinata nel suolo e nella vegetazione. Dall’inizio del secondo periodo di adempimento del Protocollo di Kyoto (2013-2020) si contabilizza anche l’utilizzazione del legno sul territorio nazionale.

Valutazione dello stato
medio medio
Valutazione della tendenza
nessuna valutazione possibile nessuna valutazione possibile
Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2017: -1.598 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2016: -2.115 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2015: -2.186 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2014: -0.659 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2013: -2.069 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2012: -1.866 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2011: -1.42 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2010: -2.619 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2009: -3.122 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2008: -2.321 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2007: -0.484 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2006: -1.603 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2005: -2.491 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2004: -3.334 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2003: -3.726 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2002: -2.784 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2001: -1.043 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 2000: 5.569 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 1999: -3.514 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 1998: -3.047 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 1997: -4.231 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 1996: -6.462 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 1995: -3.835 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 1994: -3.19 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 1993: -4.368 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 1992: -5.022 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 1991: -6.289 Variazione della riserva di carbonio presente nella vegetazione e nel suolo, in seguito all’utilizzo dei suoli, ai cambiamenti della loro destinazione e allo sfruttamento forestale* 1990: -2.484
* Un bilancio positivo significa che vi sono delle emissioni di gas serra (perlopiù CO2); un bilancio negativo significa invece che una maggiore quantità di CO2 equivalenti è assorbita

Dati per il grafico: Excel
Fonte: Ufficio federale dell’ambiente
Commento

La gestione forestale ha fatto sì che in Svizzera aumentasse la biomassa delle foreste (funzione di pozzo di carbonio della foresta); dal 1990 il bosco è stato nella maggior parte degli anni un importante pozzo di carbonio. Il crollo registrato negli anni 2000 e 2001 va attribuito ai gravi danni causati nei boschi dalla tempesta Lothar. Anche l’utilizzazione del legno rappresenta dal 1990 un pozzo di carbonio, che tuttavia negli ultimi anni è risultata in calo. Le emissioni derivanti dai suoli (principalmente da vecchie paludi prosciugate e sfruttate a scopi agricoli) sono rimaste relativamente costanti. Al contempo, la delimitazione di nuove superfici insediative e aree deputate al traffico ha liberato altri gas serra.

Le foreste (e l’utilizzazione del legno) compensano, ad eccezione degli anni 2000 e 2006, le emissioni derivanti dallo sfruttamento e dal cambiamento di destinazione delle altre categorie di utilizzo del suolo. Nella maggior parte degli anni sono stati immagazzinati molti più CO2 equivalenti di quanti ne siano stati liberati. La gestione non sostenibile delle paludi primarie e l’utilizzazione intensiva del suolo per superfici insediative e aree deputate al traffico liberano quantità supplementari di gas serra. Per tale ragione lo stato non è pienamente soddisfacente. L’evoluzione non può essere valutata, poiché il bilancio complessivo può essere influenzato da molti fattori (politica forestale e agricola, pianificazione del territorio, tempeste).

Raffronto internazionale

I valori possono essere raffrontati a quelli di altri Paesi in quanto le emissioni e le capacità di assorbimento sono calcolate in conformità alle linee direttive dell’IPCC.

Metodo

I dati provengono dall’inventario dei gas serra della Svizzera (settore «Land Use, Land-Use Change and Forestry»), elaborato ogni anno dall’UFAM secondo le disposizioni della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. I metodi sono conformi a quelli indicati nelle direttive dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change).

Le emissioni e le capacità di assorbimento derivanti dall’utilizzo dei suoli e dai cambiamenti di destinazione dei suoli sono rilevate per le sei categorie di suolo (foreste, terreni coltivati, praterie, zone umide, superfici insediative e altri). Le emissioni di metano (CH4) e di protossido di azoto (N2O), convertite in tonnellate di CO2 equivalenti, sono cumulate con quelle di CO2. Il biossido di carbonio (CO2) è di gran lunga il principale gas serra. Contribuiscono in misura ridotta alle emissioni di gas serra il metano (CH4) e il protossido di azoto (N2O) generati da incendi, bacini idrici, cambiamenti di destinazione dei suoli e prosciugamenti di paludi.

 
Ultimo aggiornamento: 15.04.2019

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