Libere e preziose

16.05.2019 – Le api selvatiche non producono miele, ma sono molto operose e svolgono un ruolo insostituibile come impollinatori di piante coltivate e spontanee. In Svizzera se ne contano più di 600 specie, ma le popolazioni sono in netto calo per via della scarsità di cibo e di luoghi adatti in cui nidificare. Le api selvatiche hanno urgente bisogno del nostro aiuto.      

Api da miele, api selvatiche
615 specie di api selvatiche e 1 sola ape mellifera.
© UFAM

Cosa si intende esattamente per api selvatiche?

Sulle api selvatiche si sente dire di tutto: per alcuni sono gli ultimi progenitori viventi delle api mellifere, per altri sono i discendenti delle api mellifere in fuga dall’alveare. Come se ci fosse un’unica specie di api, con una famiglia «frammentata».

Oltre all’ape europea (Apis mellifera), nel mondo sono state descritte oltre 16 000 specie di api, 615 delle quali sono presenti anche in Svizzera. Questa ricchezza spesso viene dimenticata, forse perché le api selvatiche non producono miele e conducono quasi sempre una vita solitaria, a differenza delle api mellifere, che formano colonie e quindi si notano più facilmente. Le api selvatiche vivono solo quattro-sei settimane, durante le quali costruiscono un nido e nutrono le larve.

In Svizzera, oltre un terzo delle specie di api presenti sono strettamente legate a specifiche piante: raccoglie il polline esclusivamente da una specie, un genere o una famiglia di piante, e pertanto può sopravvivere solo dove queste ultime sono disponibili in abbondanza.

 
 
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L’ape Andrena hattorfiana, per nutrirsi, dipende dalla presenza dei pollini dell’ambretta.
© KEYSTONE/BIOSPHOTO/Michel Rauch

Oltre che di una quantità sufficiente di cibo, le api selvatiche necessitano di microstrutture adeguate per costruire i loro nidi. A seconda della specie, le api nidificano in gallerie che scavano appositamente nel terreno, in cavità preesistenti, nel legno morto, negli steli vegetali o in gusci di lumaca abbandonati; alcune specie costruiscono il proprio nido in malta minerale o in resina vegetale su pietre o piante.

Affinché le api possano sopravvivere, il luogo di nidificazione deve trovarsi vicino a quello per la raccolta del cibo. La maggior parte delle api selvatiche, infatti, vola per brevi distanze non superiori a 300 metri (talvolta però anche fino a 50 volte al giorno). In realtà potrebbero volare ben più lontano, ma in tal caso rimarrebbe poco tempo per procurare cibo a sufficienza per le giovani larve.  

Cibo e luoghi di nidificazione scarseggiano, i veleni abbondano

La progressiva dispersione insediativa associata spesso a una monotonia di edifici, infrastrutture e terreni annessi, e l’agricoltura intensiva rendono difficile la sopravvivenza delle api. In un habitat dominato da prati fortemente concimati e monocolture, per questi insetti scarseggiano sia il cibo sia i luoghi adatti alla nidificazione, come le aree marginali non sfruttate, gli spazi aperti, le siepi e i cumuli di pietre.

Fabbisogno di cibo sull’esempio della Megachile parietina, un ape selvatica.
© UFAM

Infine, molte api (e altri insetti) vengono sterminati da insetticidi ad ampio spettro e vari pesticidi, largamente utilizzati in agricoltura e all’occorrenza anche nei giardini privati o nei Comuni. Gli studi hanno dimostrato che queste sostanze tossiche hanno effetti nocivi sulla riproduzione, sul sistema immunitario e sullo sviluppo cerebrale delle api mellifere.

 

La distruzione dell’habitat e la riduzione delle fonti di nutrimento per le api, tuttavia, non sono una novità: gli insetticidi sono impiegati già da molto tempo e negli anni si è assistito a un’evoluzione pericolosa per la sopravvivenza delle api. In Svizzera le popolazioni sono in netto calo dagli anni Sessanta del secolo scorso, e già nel 1994 la «Lista rossa delle Api minacciate in Svizzera» ha decretato che il 45 per cento delle nostre specie di api è minacciata. Da allora la situazione ha continuato a peggiorare, come si può dedurre già oggi dalle rilevazioni effettuate per la nuova Lista rossa, la cui pubblicazione è prevista per il 2021.   

 
 

Prati fioriti e piatti ricchi di vitamine 

Questa tendenza negativa non deve essere solo fermata, ma anche invertito. E bisogna agire in fretta, perché le api selvatiche sono fondamentali per la vita di tutti noi: l’80 per cento delle nostre piante a fiori spontanee e tre quarti delle colture più diffuse al mondo vengono impollinati da api, sirfidi e coleotteri.

Senza di loro gli alberi non darebbero frutti e nei campi non sboccerebbero fiori variopinti. Dovremmo accontentarci di un’alimentazione monotona e povera di vitamine, in gran parte priva di frutta, bacche e verdura, e per di più senza cioccolato, caffè e tè. Inoltre verrebbe a mancare anche il cotone, una materia prima essenziale per l’industria tessile.

Per lungo tempo si è pensato che gli insetti impollinatori più importanti fossero le api mellifere. Le ricerche scientifiche dimostrano invece che le api selvatiche, in molti casi, svolgono un lavoro più efficiente. Oggi sappiamo inoltre che l’impollinazione e di conseguenza il raccolto danno i migliori risultati se le colture sono visitate da numerose specie di api. Queste ultime, infatti, si integrano e completano a vicenda: volano in momenti del giorno e stagioni diverse, sono attive in diverse condizioni atmosferiche e si procurano il cibo con modalità differenti.

Infine, anche l’anatomia riveste un ruolo importante: ad esempio, i fagioli sono impollinati soltanto da insetti dotati di una lunga proboscide, come il bombo degli orti. Ogni specie di ape, quindi, ha una funzione e un compito particolare e non può essere semplicemente sostituita da un’altra.  

Tutti possiamo fare qualcosa per le api

Ovunque si possono creare superfici naturali con piante a fiori indigene e luoghi di nidificazione per le api: ad esempio nel proprio giardino, negli spazi intorno al circolo che si frequenta abitualmente o nell’area della propria azienda. In alternativa, si può offrire nutrimento alle api anche coltivando erbe e fiori selvatici ricchi di nettare su un piccolo balcone. Le api possono nidificare in diverse strutture, come steli di piante, cumuli di rami e pietre, superfici aperte, siti sabbiosi o sentieri naturali non impermeabilizzati. 

Le api fanno largo uso degli spazi messi a disposizione: nei giardini allo stato seminaturale dell’Altopiano ne sono già state osservate più di 100 specie. E molti altri insetti beneficiano di superfici naturali fiorite e riccamente strutturate.
Anche l’iniziativa «Missione B», lanciata a marzo 2019 dalla Società svizzera di radiotelevisione (SRG/SSR), si impegna a favore della creazione di nuovi giardini e superfici verdi. Il suo obiettivo è sensibilizzare la popolazione nei confronti della biodiversità e invogliarla a creare superfici seminaturali con piante indigene.  

Giornata mondiale della biodiversità e Festival della natura

Il 22 maggio 2019 si celebra la Giornata mondiale della biodiversità. Istituita nel 2000 dall’ONU, quest’anno è dedicata «alla nostra biodiversità, alla nostra alimentazione, alla nostra salute». Nei tre giorni successivi, nell’ambito del «Festival della natura», numerose località svizzere saranno animate da un ricco programma di eventi incentrati su natura, biodiversità, agricoltura e turismo.

Piano d’azione per la salvaguardia e la promozione della biodiversità

La varietà di animali, di piante e di ambienti e la loro interazione costituiscono le basi vitali della nostra società, anche se purtroppo la biodiversità in Svizzera è sottoposta a una pressione crescente. Affinché non soltanto le api, ma tutte le specie animali e vegetali importanti per l’ecosistema, possano trovare sul nostro territorio condizioni di vita favorevoli, il Consiglio federale ha approvato nel settembre 2017 il piano d’azione Strategia Biodiversità Svizzera.

L’obiettivo principale è ampliare e creare una rete vitale per la Svizzera, vale a dire un sistema di zone nucleo e zone di interconnessione che garantisca la sopravvivenza a lungo termine delle specie. Oltre alle misure di valorizzazione e di interconnessione degli ambienti esistenti, il piano d’azione prevede misure volte a promuovere la biodiversità in altri ambiti della politica, come l’agricoltura o la pianificazione del territorio. Il terzo pilastro del piano d’azione è il trasferimento delle conoscenze sulla biodiversità all’economia e alla società.

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Ultima modifica 16.05.2019

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