L’esempio degli enti pubblici: Un progetto esemplare che fa scuola

Friburgo è stato il primo Cantone in Svizzera a modificare la propria legislazione per favorire il legno nella costruzione dei suoi stabili. Da allora sono sorti sul territorio diversi edifici pubblici in legno, tra cui la scuola elementare di Vaulruz. Per realizzarla, il Comune ha messo a disposizione la materia prima proveniente dai suoi boschi. Una bella storia salutata con favore dalla Confederazione, che fa già degli emuli.

Testo di Cornélia Mühlberger de Preux

Schulhaus Vaulruz (FR)
Il legno della scuola di Vaulruz (FR) proviene dal bosco comunale vicino.
© Roger Frei | Architekturfotografie

Dal settembre 2016 gli allievi di sette classi elementari di Vaulruz (FR) hanno una nuova scuola. La sua particolarità? L’istituto è stato quasi interamente edificato in abete rosso e bianco di provenienza locale. Difficile far meglio in fatto di sostenibilità: il legno proviene direttamente dal bosco comunale sito ad appena 3 chilometri di distanza. Alcuni bambini possono addirittura scorgerlo dalle finestre delle loro aule.

Patrice Jordan, sindaco di Vaulruz, ci porta con lui a visitarlo. «Non abbiamo inventato niente di nuovo. È da decenni che si fa così. E ci sembrava quindi logico utilizzare il nostro legno per costruire il primo edificio pubblico di queste dimensioni.» Patrice Jordan ha gli occhi che brillano al ricordo di tutti gli allievi che erano lì ad assistere al taglio simbolico del primo abete. «Iniziative del genere hanno un grosso potenziale», sottolinea. Un quarto della superficie cantonale è ricoperta da boschi, il 60 per cento dei quali appartengono ad enti pubblici, Cantone o Comuni. 

Tra legge cantonale e diritto internazionale

La volontà politica cantonale ha indubbiamente fatto la sua parte. Nel 2014 Friburgo è stato il primo Cantone a promuovere il legno nella costruzione, inserendo nella sua legislazione una disposizione che privilegia, ove possibile, l’impiego di materiale proveniente dai boschi demaniali. A questo è seguito, nel 2016, un altro passo importante in favore della promozione del legno indigeno: una modifica della legge cantonale sugli acquisti pubblici ha infatti consentito al Cantone di richiedere che nella costruzione di edifici di sua proprietà si tenga conto di marchi ecologici come HSH (marchio d’origine Legno Svizzero), FSC (Forest Stewardship Council) o PEFC (Pan European Forest Certification).

In virtù dell’accordo sugli appalti pubblici firmato nel quadro dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), la Svizzera è tuttavia tenuta a garantire apertura, equità e trasparenza in materia di commesse pubbliche.

Schulhaus Vaulruz (FR) von innen
La scuola è costruita quasi esclusivamente in abete rosso e bianco di provenienza locale.
© Roger Frei | Architekturfotografie

Determinazione e creatività

Imponendo il proprio legno come ha fatto il Comune friburghese, l’appaltante va quindi contro le disposizioni internazionali. O no? È stato alla fine un parere giuridico di Lignum Friburgo, impegnata da quasi 30 anni nella promozione della filiera del legno locale, a permettere di superare l’ostacolo. «Non si può impedire a un proprietario di utilizzare il proprio materiale», spiega Gilles Schorderet, presidente dell’associazione.

Nel frattempo altri progetti analoghi hanno visto la luce a Ursy, Charmey e anche a Bulle (FR). Il 1° dicembre 2017, il Cantone ha inoltre inaugurato lo stabile amministrativo della polizia a Granges-Paccot, un grande immobile di cinque piani costruito con 2457 metri cubi di legno provenienti da boschi demaniali. «Attraverso queste opere Friburgo concretizza non solo la sua politica a favore di uno sviluppo sostenibile, ma favorisce anche i circuiti economici corti, che permettono di assicurare posti di lavoro a livello regionale», si rallegra Gilles Schorderet.

Concretizzazione su scala nazionale

Il dossier avanza anche a livello nazionale. In virtù del nuovo articolo 34b della legge forestale federale (LFo) e dell’articolo 37c dell’ordinanza sulle foreste (OFo), la Confederazione è tenuta d’ora in avanti a promuovere l'utilizzazione del legno derivante da produzione sostenibile nella pianificazione, nell'edificazione e nell'esercizio delle costruzioni e degli impianti di sua proprietà. La legge e l’ordinanza sono entrate in vigore nel gennaio 2107.

«La Confederazione intende adoperarsi il più possibile per applicare queste nuove disposizioni», conferma Achim Schafer. Prima ancora che entrassero in vigore, aveva d’altronde già promosso diversi cantieri in questo senso. Tra questi, ad esempio, l’ampliamento del centro amministrativo dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) e dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) a Ittigen (BE) e la passerella pedonale e ciclabile sopra l’autostrada, a Rubigen vicino a Thun (BE). 

Nuovi strumenti a disposizione

«Abbiamo ora un compito ben definito. E ciò che è stato realizzato a Vaulruz e a Granges-Paccot ci serve da modello», prosegue Achim Schafer. L’idea è quella di lavorare con partner diversi e studiare insieme a loro come fare per proporre legno indigeno o sostenibile nelle offerte da presentare nelle gare d’appalto pubbliche (v. riquadro). La Conferenza di coordinamento degli organi della costruzione e degli immobili dei committenti pubblici (KBOB) ha intanto già pubblicato una raccomandazione sull’acquisto di legno da produzione sostenibile e si appresta a pubblicarne un’altra per promuovere il legno nella costruzione. È in preparazione anche una guida destinata al settore dei prodotti in legno a cura del servizio specializzato dell’UFAM Acquisti pubblici ecologici.

Nel 2018 KBOB e Lignum, in collaborazione con gli esperti dell’UFAM responsabili del piano d’azione Legno, organizzeranno dei workshop in tutta la Svizzera per presentare questi strumenti agli acquirenti pubblici. Lignum, da parte sua, ha elaborato delle linee guida («Ausschreibung von Bauten mit Schweizer Holz») rivolte agli impresari costruttori. Non resta che aspettare: la bella storia della scuola di Vaulruz ha gettato i suoi semi e di certo il suo esempio non mancherà di ispirare altre collettività pubbliche del Paese.

L’effetto leva dei pareri giuridici

Nel 2012 un’iniziativa parlamentare aveva chiesto di creare le condizioni giuridiche quadro atte a favorire una maggiore utilizzazione del legno svizzero nelle costruzioni. Dare esplicitamente la precedenza al legno non è ovviamente ammissibile secondo l’accordo dell’OMC sugli appalti pubblici. I pareri giuridici emessi a seguito del deposito di quest’iniziativa hanno tuttavia mostrato che il diritto federale offriva un ampio margine di manovra per favorire la promozione del legno da produzione sostenibile e che era possibile integrare nella legge nuove disposizioni per dare maggior peso ai vantaggi ecologici del legno svizzero. La legge federale sulle foreste (LFo) è stata dunque rivista in questo senso. Le raccomandazioni formulate nei pareri giuridici sono state prese in considerazione anche nella revisione, attualmente in corso, della legge federale sugli acquisti pubblici (LAPub) e della relativa ordinanza (OAPub). Il disegno prevede infatti di integrare le disposizioni relative ai criteri di sostenibilità negli appalti pubblici, così da poter favorire in futuro il legno prodotto in modo sostenibile alla luce dei suoi vantaggi ecologici.

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Ultima modifica 16.05.2018

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