Un’identità regionale cresce nell’orto nazionale

Gli sforzi immani con cui sono stati sottratti all’acqua campi fertili si traducono in una forte identificazione con l’agricoltura. La popolazione del Grosses Moos è riuscita a opporsi al progetto che voleva sacrificare preziose terre coltive per costruire un aeroporto.

150 Jahre Juragewässerkorrektion: Seeland Spargeln
Campo d’insalata presso il comune di Müntschemier, nel Seeland bernese.
© Markus Bolliger/BAFU

IIn Svizzera si coltivano ortaggi solo sull’uno per cento della superficie agricola utile. Le entrate dell’orticoltura rappresentano però quasi il 14 per cento del valore complessivo della produzione agricola. Oggi, oltre un quarto degli ortaggi coltivati in Svizzera proviene dal Grosses Moos, che è pertanto diventato una delle regioni agricole a maggior intensità di valore aggiunto del Paese.

La fama del Seeland quale «orto della nazione» è relativamente recente, essendosi consolidata solo dopo la seconda Guerra mondiale. Inizialmente, la trasformazione dei precedenti suoli paludosi in terreni agricoli aveva infatti riscontrato difficoltà. Gli agricoltori brontolavano per le tasse elevate che dovevano pagare per i nuovi «terreni coltivi», che invece non generavano ancora neanche lontanamente i ricavi sperati. La «colonizzazione interna» – come era stata soprannominata all’epoca la conversione di superfici seminaturali in terreni agricoli – nella regione dei laghi ai piedi del Giura aveva suscitato grande attenzione in tutta la Svizzera, non da ultimo perché se ne era appassionato addirittura un ex Consigliere federale: Jakob Stämpfli (1820-1879, in Consiglio federale dal 1854 al 1863), che aveva investito tutto il suo patrimonio nell’azienda agricola modello di Witzwil.

Un’azienda agricola modello sotto i riflettori

In piena euforia per il progresso, nel 1870 i finanziatori della prevista azienda modello si erano posti l’obiettivo di «dimostrare con i fatti cosa si può fare con le proprietà terriere bonificate del Seeland e in particolare del Grosses Moos». È quanto scrivevano perlomeno vari giornali svizzeri nel giugno 1874, che contemporaneamente riferivano anche che a «Witzwyl» era appena stato installato il «primo aratro a vapore in Svizzera».

Jakob Stämpfli non fece fortuna come investitore: nell’anno della sua morte, la Landwirtschaftliche Gesellschaft Witzwil dichiarò infatti fallimento. Siccome proprio in quel momento bisognava sgomberare lo stabilimento penitenziario nella città di Berna, le autorità cantonali decisero di acquistare la proprietà agricola e di trasformarla in penitenziario. Dopo alcuni anni deficitari, la grande azienda agricola iniziò a realizzare eccedenze consistenti, che fruttavano imposte al Cantone. Inoltre i detenuti contribuivano alla «coltivazione di terreni incolti», come riferisce un rapporto del 1925, al punto che l’azienda assunse quasi un ruolo di pioniere a livello nazionale. Mostrava infatti che l’idea dell’esecuzione delle pene in un’azienda agricola, che all’epoca molti specialisti avevano definito «irrealizzabile», si era rivelata vincente.

150 Jahre Juragewässerkorrektion: Seeland Spargeln
Produzione di asparagi a Frächsels, nel Seeland friborghese.
© Jonas Ingold

Opposizione riuscita contro l’aeroporto

Il terreno pianeggiante lontano dalle grandi città, per i criteri svizzeri, non si presta solo per lo sfruttamento agricolo. Alla fine degli anni Sessanta, ingegneri incaricati dal Consiglio di Stato bernese di trovare un’ubicazione adatta per un aeroporto per voli continentali e charter, conclusero che la zona attorno a Kallnach era ideale per un impianto del genere: i fattori principali a sostegno di tale conclusione erano la pressoché inesistenza di ostacoli, condizioni di vento favorevoli e un terreno assolutamente piatto – oltre al fatto che il rumore degli aeroplani non avrebbe disturbato grandi insediamenti. Numerose perizie convinsero sempre più il governo bernese della bontà del suo progetto, in particolare vista la forza economica inferiore alla media del Cantone.

Gli esperti non avevano però previsto l’opposizione della popolazione locale. Gli oppositori definivano inaccettabile l’intenzione di sacrificare terreni coltivi conquistati con investimenti ingenti per costruire piste di cemento: «Questa regione è stata resa coltivabile anni fa con l’apporto di ingentissime somme finanziarie; il terreno fertile del Moos si presta ottimamente alla produzione agricola primaria. Un cambiamento di destinazione priverebbe molte aziende agricole della loro base esistenziale», scriveva il Comune di Kallnach in una lettera indirizzata al capo del Dipartimento dei trasporti del Cantone di Berna già nel 1969, dopo aver appreso del progetto di costruzione dell’aeroporto. Nell’intero Seeland si formò un fronte di difesa unito contro il progetto; singole voci minacciavano addirittura che, se l’impianto fosse stato costruito, gli abitanti del Seeland si sarebbero uniti ai separatisti giurassiani. Nell’estate del 1972, 3000 oppositori all’aeroporto manifestarono davanti a Palazzo federale, dopodiché nella stessa estate la Commissione dei trasporti del Gran Consiglio giunse alla conclusione che, per motivi politici, era meglio rinunciare al progetto. 

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Ultima modifica 13.09.2017

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