La terza correzione del Rodano: un progetto generazionale per maggiore sicurezza

21.06.2018 - La terza correzione del Rodano dei Cantoni Vallese e Vaud è il più grande progetto di protezione contro le piene in Svizzera: interessa un tratto di fiume lungo 162 chilometri, riguarda la protezione di circa 100 000 persone e previene possibili danni da piene dell’ordine di 10 miliardi di franchi. Oltre a migliorare la sicurezza, il progetto deve aumentare la presenza della natura nel Rodano. Si tratta di un progetto generazionale, la cui realizzazione richiederà diversi decenni. Tenuto conto delle dimensioni e della durata del progetto, l’UFAM ha fatto verificare se i costi complessivi di 3,6 miliardi di franchi fossero plausibili.

I Cantoni Vallese e Vaud, interessati dal progetto, hanno approvato nel 2016 il cosiddetto progetto generale della terza correzione del Rodano. Il progetto è contemplato nei piani direttori cantonali. I costi complessivi per la terza correzione del Rodano ammontano per i due Cantoni committenti a circa 3,6 miliardi di franchi. Tale costo lo rende il più grande progetto di protezione contro le piene dell’epoca moderna mai realizzato in Svizzera.

Projekt 3. Rhonekorrektion
Carta del progetto

Collaborazione tra Cantoni e Confederazione

I Cantoni Vallese e Vaud sono i committenti dei progetti di protezione contro le piene. Hanno elaborato il progetto generale, approvato dai due governi cantonali nel 2016. I Cantoni stanno sviluppando ora singoli progetti di costruzione, i quali vengono esposti a consultazione pubblica. I governi cantonali approvano i progetti e i relativi crediti e affidano mandati. In quanto committenti sono responsabili per il rispetto dei costi, dei termini e della qualità.

I Cantoni possono chiedere alla Confederazione contributi finanziari (sussidi) da destinare ai progetti di protezione contro le piene. L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) è l’autorità che accorda il sussidio. Esamina infatti i singoli progetti di protezione contro le piene e accorda i sussidi secondo la legge sulla sistemazione dei corsi d’acqua. Per questi sussidi le Camere federali stanziano ogni quattro anni un cosiddetto credito d’impegno, con cui la Confederazione stanzia dei crediti e si impegna nei confronti dei Cantoni a tenerli a disposizione.

Poiché la terza correzione del Rodano è un progetto di dimensioni straordinarie, si vuole garantire il sostegno della Confederazione mediante un credito d’impegno separato, la cui approvazione compete alle Camere federali. Una volta approvato il credito d’impegno, i Cantoni possono inoltrare alla Confederazione la domanda di sussidi per progetti concreti. L’UFAM esamina i mandati e garantisce il sussidio federale. Il versamento del contributo federale avviene soltanto quando il Cantone presenta la fattura per i lavori terminati.

Aufgeweitete Rhône unterhalb von Visp
Il Rodano ampliato (Visp)
© BAFU

Plausibilità dei costi complessivi

Tenuto conto delle dimensioni e della durata del progetto, nella primavera del 2018 l’UFAM ha chiesto a un ufficio indipendente di verificare se i costi complessivi indicati fossero plausibili. Lo studio svolto verifica se i costi elencati sono stati calcolati correttamente e se sono comparabili con altri progetti di opere idriche e quindi plausibili. Concretamente il team di esperti esterno ha esaminato i costi stimati della costruzione delle opere idriche, del risanamento di siti contaminati, dello spostamento di infrastrutture e dell’adattamento di ponti, della pianificazione, della comunicazione e dell’acquisto di terreni.

Breve riepilogo dei risultati dello studio 

Lo studio sulla plausibilità mostra che la stima dei costi complessivi pari a circa 3,6 miliardi di franchi (divergenza del +/- 20 % allo stato attuale del progetto generale della terza correzione del Rodano, cfr. riquadro) è complessivamente nella media e quindi plausibile. La stima interessa segnatamente le opere idriche, che con 2,1 miliardi di franchi costituiscono la maggiore voce di bilancio. Determinati progetti, ad esempio l’adattamento dei ponti, lo spostamento di condotte (ad es. canali di scarico) o il risanamento di siti contaminati sono per principio a carico di terzi e sgraveranno quindi il bilancio del progetto. Queste voci non sono ancora note, dato che devono essere stabilite caso per caso nei progetti di costruzione e devono ancora essere fissate in dettaglio secondo le relative prescrizioni.

Un potenziale per eventuali risparmi è costituito in particolare dalla gestione del materiale che si ricava dall’ampliamento dell’alveo del fiume. Oltre al costo complessivo del progetto, i Cantoni hanno annunciato un possibile costo supplementare di 630 milioni di franchi. Il rapporto degli esperti giunge alla conclusione che occorre rivedere la gestione di questi costi supplementari, dato che il potenziale relativo all’ottimizzazione dei costi, in particolare nella gestione del materiale, non è stato illustrato e possibili singoli costi supplementari sono già stati presi in considerazione nella stima dei costi complessi. Costi supplementari di questo tipo possono ad esempio scaturire dal risanamento di siti contaminati che emergono nell’ambito della progettazione di dettaglio.

Nella loro ruolo di committenti, i Cantoni esaminano le raccomandazioni dello studio sulla plausibilità dei costi e inoltrano un rapporto all’UFAM. Nella sua funzione di Cantone responsabile, il Canton Vallese sta attuando le raccomandazioni. L’UFAM si attende che il preventivo di 3,6 miliardi di franchi previsto per la terza correzione del Rodano sia rispettato.

Dopo aver sentito il Cantone, l’UFAM elabora il messaggio relativo al secondo credito. Il Consiglio federale se ne occuperà presumibilmente ancora nel corso dell’anno, in modo da sottoporre il progetto alle Camere federali nel 2019. La Confederazione dovrebbe stanziare per la terza correzione del Rodano un credito pari a poco meno di un miliardo di franchi.

Già avviate misure urgenti

Laddove occorre intervenire con particolare urgenza contro le piene, dato che potrebbero verificarsi danni dell’ordine di miliardi, le misure di protezione sono già state avviate nel 2010. A Visp una misura di protezione realizzata lungo un tratto di 8 chilometri è già ben visibile: le dighe di protezione sono state rafforzate, soprattutto dove vi sono abitazioni, industrie o aziende in prossimità del fiume. Al contempo altri tratti del Rodano sono stati ampliati, valorizzati ecologicamente e resi accessibili alla popolazione. Questi interventi aiutano (una volta terminati i lavori attorno 2021) a prevenire il 20 per cento circa di danni potenziali pari complessivamente a 10 miliardi. Altre misure urgenti sono previste a Sierre-Chippis, Sion, Martigny e nello Chablais. I preparativi sono in corso, i lavori veri e propri dovrebbero iniziare nei prossimi anni.

Al termine dei lavori, fra vent’anni circa, lungo il Rodano si avrà una riduzione dei potenziali danni pari al 60 per cento. Il rimanente 40 per cento sarà rimosso realizzando misure meno urgenti, ad esempio nel Goms, a Gampel, Briga ed Evionnaz.

 

Video «Tratto del Rodano ampliato (Visp)»

Un grande progetto, una lunga storia 

Il corso del Rodano è stato oggetto di interventi già in passato. Un primo intervento ebbe luogo nel XIX secolo. Con i suoi rami laterali, questo selvaggio fiume alpino dominava allora il fondovalle e causava ripetutamente inondazioni. Distruggeva i beni della popolazione e, talvolta anche vite umane. Malattie, come la malaria, imperversavano nel fondovalle paludoso.

La prima correzione del Rodano, realizzata tra il 1863 e il 1884, aumentò la sicurezza. Il fiume fu rettificato e furono costruite dighe di protezione. La bonifica delle paludi consentì di recuperare molti terreni. Nel XX secolo seguì una seconda correzione: dal 1930 al 1960 il letto del fiume subì un ulteriore restringimento.

Le ultime grandi inondazioni degli anni 1987, 1993 e 2000, che causarono danni per milioni di franchi, mostrarono tuttavia che il sistema non funzionava ormai più. Occorreva un nuovo approccio che garantisse sia la protezione contro le piene che un fiume più naturale, tenendo conto al contempo dell’utilità e dell’economicità degli interventi: nacque così il progetto della terza correzione del Rodano.

Projektinformation (in tedesco)

Information du projet (in francese)

 

Uferbefestigung mit Vegetation
Vegetazione al bordo del Rodano
© BAFU

Sostegno della Confederazione

Per un progetto di tale portata, i Cantoni hanno bisogno del sostegno della Confederazione. Nel 2009, per la terza correzione del Rodano le Camere federali hanno pertanto stanziato un primo credito quadro di 169 milioni di franchi, che consentisse di avviare lavori urgenti di protezione della popolazione e la costruzione di diversi impianti. Il credito era valido fino al 2014 ed è stato prorogato dato che pianificazione, negoziazione ed esecuzione dei lavori sono durate più del previsto.

Nel 2009 i costi delle misure urgenti a Sierre-Chippis, Sion, Martigny e nello Chablais realizzate dai Cantoni Vallese e Vaud sono stati quantificati a 1,6 miliardi di franchi sull’arco di circa 30 anni. I costi per le misure rimanenti meno urgenti non sono stati quantificati, dato che all’epoca non si disponeva di una pianificazione di massima dell’intera terza correzione del Rodano.

Nel 2018, quasi dieci anni dopo, i Cantoni Vallese e Vaud hanno stimato a 3,6 miliardi di franchi i costi complessivi per questo progetto generazionale dalla durata di diversi decenni. Rispetto al 2009, tale stima si basa su una pianificazione dettagliata di tutte le misure, urgenti e meno urgenti. Oltre ai costi delle opere idriche vere e proprie, sono contemplati anche ulteriori costi, relativi ad esempio a lavori di progettazione e studi, alla comunicazione, all’acquisto di terreni, a misure collaterali a favore dell’agricoltura, all’adattamento di ponti o per il personale del Canton Vallese. Al finanziamento dei costi per il progetto partecipano, oltre alla Confederazione e ai Cantoni, anche alcuni Comuni ed eventuali terzi, ad esempio i proprietari di condotte di gas o linee elettriche o i responsabili di siti contaminati.

Flache und zugängliche Ufer
Rive accessibili alla popolazione
© BAFU

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Ultima modifica 21.06.2018

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