Gli obiettivi di protezione ambientale e gli obiettivi di sviluppo devono essere integrati alla cooperazione allo sviluppo. A tal fine, l’UFAM collabora a stretto contatto con la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di Stato dell’economia (SECO).
Un ambiente degradato non favorisce lo sviluppo. Il potenziale di sviluppo dipende infatti in larga misura dallo stato degli ecosistemi. Per tale ragione, la protezione dell’ambiente rientra negli obiettivi della Confederazione ed è un elemento della politica di sviluppo.
È quindi fondamentale che i Paesi industrializzati, e la Svizzera in particolare, si impegnino nell’ambito della protezione dell’ambiente e delle risorse naturali in quanto i Paesi in via di sviluppo si concentreranno naturalmente su settori garanti di benefici economici a più corto termine. Il mantenimento della stabilità del clima, della biodiversità e della fertilità del suolo sono condizioni essenziali per garantire la sicurezza alimentare a livello mondiale e lottare contro la povertà.
È quindi nell’interesse della Svizzera che le politiche ambientali e di sviluppo si sostengano a vicenda. L’obiettivo è un’integrazione migliore degli aspetti ambientali nella cooperazione allo sviluppo e viceversa. I programmi e i progetti dovrebbero quindi essere sottoposti in modo più sistematico a un esame di impatto ambientale. I principi della politica di sviluppo, che prevedono in particolare una maggiore appropriazione del processo di sviluppo da parte dei Paesi in via di sviluppo, non devono pregiudicare l’efficacia dell’aiuto dal punto di vista ambientale. È quindi importante che la cooperazione allo sviluppo rispetti i principi di protezione ambientale e che i Paesi in via di sviluppo rafforzino la loro capacità a condurre e gestire lo sviluppo soprattutto nell’ambito della protezione ambientale.
Il messaggio concernente la cooperazione internazionale 2025–2028 mira a garantire uno sviluppo rispettoso dell’ambiente e resiliente ai cambiamenti climatici e alle catastrofi naturali. La cooperazione internazionale sostiene la protezione del clima, della biodiversità e più in generale dell’ambiente, contribuisce alla salvaguardia delle basi vitali naturali e provvede a stimolare l’impatto positivo e a evitare gli effetti negativi delle sue attività sull’ambiente, nei Paesi in via di sviluppo e su scala mondiale. La Svizzera incoraggia le organizzazioni multilaterali a integrare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e della Convenzione sulla diversità biologica all’interno di tutte le loro attività. La cooperazione internazionale contribuisce inoltre ad adempiere gli impegni finanziari internazionali assunti dalla Svizzera nell’ambito di accordi ambientali multilaterali.
L’attuazione degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDG), adottati dalle Nazioni Unite nel settembre 2015, è un’ottima opportunità per avvicinare le agende in materia di ambiente e sviluppo.
Stretta collaborazione fra UFAM, DSC e SECO
L'UFAM promuove l'integrazione di obiettivi ambientali e di sviluppo nei programmi di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e in transizione come pure la coerenza delle attività multilaterali e bilaterali. Solo una stretta collaborazione fra l'UFAM, la DSC e la SECO consentirà di raggiungere tali obiettivi. Un'ordinanza del 1991 disciplina d'altronde le modalità di esecuzione dell'aiuto ai Paesi in via di sviluppo a favore dell'ambiente globale.
Dal 2012, l’UFAM, la DSC, la SECO, così come l’Amministrazione federale delle finanze (AFF) e la Divisione Prosperità e sostenibilità del DFAE collaborano nel quadro di una piattaforma comune sul finanziamento internazionale e la cooperazione allo sviluppo nel settore ambientale (PLAFICO). La piattaforma si occupa dei meccanismi di finanziamento degli accordi in ambito ambientale e della cooperazione bilaterale e multilaterale in materia ambientale.
A livello multilaterale, l'UFAM si impegna in particolare in seno all'OCSE e all'ONU (UNECE, UNEP, UNDP e conferenze sullo sviluppo).
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Ultima modifica 20.06.2025