FAQ – Domande frequenti relative all'OPSR

L'ordinanza tecnica sui rifiuti (OTR) è stata modificata per il 1° gennaio 2016 ed è ora denominata «Ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti» (OPSR).


Per quale ragione si è deciso di cambiare il nome dell'ordinanza?

Nel caso delle ordinanze è inabituale aggiungere una precisazione come ad esempio nell'«ordinanza tecnica sui rifiuti». Nel quadro di una revisione totale occorre quindi procedere a determinati adeguamenti.


Che cosa si intende con stato della tecnica?

Lo stato della tecnica definisce uno standard che tutte le parti interessate dovrebbero raggiungere entro un lasso di tempo prestabilito. Consente di armonizzare l'esecuzione e di garantire un'equità di trattamento all'interno dello stesso settore.

Il tenore effettivo delle procedure, delle modalità d'esercizio e delle installazioni conformi allo stato della tecnica varia con il passare degli anni in funzione del progresso tecnico, dei fattori economici e delle nuove conoscenze scientifiche. Una procedura o un'attività può essere conforme allo stato della tecnica solo se questa è effettivamente applicabile nella pratica.

Se la procedura è svolta o l'attività impiegata con successo in via sperimentale, la prova deve essere realizzata a condizioni prossime alla pratica e in base a metodi scientifici. Le installazioni utilizzate per la prova devono essere paragonabili a quelle in cui in futuro sarà applicata la procedura o svolta l'attività. Ciò significa che la procedura utilizzata con successo in via sperimentale può essere conforme allo stato della tecnica solo per gli impianti con caratteristiche comparabili. Esempio: una procedura sperimentata e funzionante in un impianto di piccole dimensioni non è conforme allo stato della tecnica per un impianto di grandi dimensioni nel caso in cui non fosse chiaro se, nella pratica, tale procedura funziona anche in un impianto di grandi dimensioni.

Per valutare se una prova o un utilizzo in via sperimentale è riuscito, occorre in particolare considerare se la procedura raggiunge in modo affidabile gli scopi che persegue ed è economicamente sopportabile.

Lo stato della tecnica è quindi elaborato dall'economia per ogni settore e descritto dalla Confederazione, dai Cantoni e dalle organizzazioni economiche in un modulo dell'aiuto all'esecuzione dell'OPSR.


La Confederazione prescriverà una procedura per recuperare il fosforo?

Le disposizioni dell'OPSR stabiliscono gli obiettivi del recupero del fosforo. Dal 1° gennaio 2026 (10 anni dopo l'entrata in vigore dell'OPSR) sarà quindi obbligatorio recuperare il fosforo dai rifiuti che ne contengono (p. es. i fanghi di depurazione). L'OPSR non prescrive il metodo da utilizzare in quanto le possibilità sono molteplici.

In un modulo dell'aiuto all'esecuzione dell'OPSR saranno definite le condizioni quadro per il recupero del fosforo.


Quali termini transitori dipendono dall'entrata in vigore dell'OPSR?

  • La nuova definizione di ai rifiuti urbani si applica applicabile a partire da 3 anni dall'entrata in vigore dell'OPSR (attuazione della mozione Fluri).
  • L'obbligo di resoconto si applica a partire da 3 anni dall'entrata in vigore dell'OPSR.
  • L'obbligo di recupero del fosforo si applica a partire da 10 anni dall'entrata in vigore dell'OPSR.
  • L'asfalto di demolizione con un tenore di PAH superiore a 250 mg al kg può essere riciclato per lavori di costruzione fino a 10 anni dall'entrata in vigore dell'OPSR.
  • I requisiti per il rilascio di un'autorizzazione di esercizio di una discarica devono essere soddisfatti entro 5 anni dall'entrata in vigore dell'OPSR.
  • L'obbligo di recupero dei metalli dalle ceneri dei filtri, risultanti dal trattamento dei rifiuti urbani e dei rifiuti di composizione analoga, si applica a partire da 5 anni dall'entrata in vigore dell'OPSR.
  • L'obbligo di impiegare almeno il 55 per cento del contenuto energetico di rifiuti urbani e di rifiuti di composizione analoga al di fuori degli impianti per il trattamento termico dei rifiuti si applica a partire da 10 anni dall'entrata in vigore dell'OPSR.
  • Le modifiche dell'ordinanza sulla tassa per il risanamento dei siti contaminati (OTaRSi) si applicano a partire da 1 anno dall'entrata in vigore dell'OPSR.

Vigono nuove disposizioni per la valorizzazione dei rifiuti nei cementifici?

Finora, lo smaltimento di rifiuti nei cementifici era disciplinato in una direttiva dell'UFAM. Tali disposizioni sono state trasposte nell'OPSR e semplificate. In questo modo i cementifici acquisiscono maggiore flessibilità per l'acquisto di materiali grezzi e combustibili di sostituzione. Inoltre, i rifiuti impiegati devono soddisfare requisiti uniformi e vincolanti. Infine, l'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico è stata adeguata ai requisiti di trattamento dei rifiuti.


Requisiti per i rifiuti utilizzati come materiale grezzo nei cementifici: esistono delle deroghe per i tenori elevati di sostanze organiche (p. es. benzo-a-pirene)?

Secondo l’allegato 4 numero 1.2 OPSR, le autorità cantonali competenti possono nei singoli casi autorizzare tenori più elevati di sostanze organiche se è provato che sono rispettati i requisiti concernenti la limitazione delle emissioni della sostanza interessata stabiliti nell’OIAt.


Utilizzo del materiale di scavo e di sgombero inquinato da fattori geogeni in cementifici

Il materiale di scavo e di sgombero non contaminato e lievemente contaminato può essere utilizzato come materia prima e come sostanza di correzione della materia prima nella fabbricazione di clinker di cemento (art. 19 cpv. 2 OPSR). Occorre prima chiarire se il materiale è adatto a essere utilizzato in cementifici. Il clinker di cemento prodotto non deve superare i valori limite secondo l’allegato 4 numero 1.4 OPSR. Il superamento dei valori limite è ammesso esclusivamente per inquinamenti da fattori geogeni sia in materiale di scavo e di sgombero che in clinker di cemento. Per l’utilizzo di materiale di scavo e di sgombero in cementifici occorre osservare i requisiti dell’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico.


In che modo la mozione Fluri è stata attuata nell'OPSR?

L’articolo 3 lettera a OPSR definisce il termine «rifiuti urbani» come i rifiuti che provengono dalle economie domestiche nonché quelli che provengono da imprese con meno di 250 posti di lavoro a tempo pieno aventi una composizione analoga ai primi in termini di sostanze contenute e di proporzioni quantitative. I Comuni sono quindi responsabili dello smaltimento dei rifiuti urbani generati da imprese con meno di 250 posti di lavoro a tempo pieno. Le imprese con 250 o più posti di lavoro a tempo pieno non rientrano invece nel monopolio di smaltimento dei rifiuti urbani degli enti pubblici e devono provvedere loro stesse a uno smaltimento rispettoso dell’ambiente e conforme all’OPSR dei loro rifiuti.


Quali sono le nuove disposizioni relative all'utilizzo dell'energia negli IIRU?

La versione dell'OTR attualmente in vigore chiedeva l'utilizzo dell'energia generata durante l'incenerimento dei rifiuti, ma non la quantificava. Tale aspetto è stato introdotto con l'OPSR.

L'articolo 32 capoverso 2 lettera a OPSR chiede che almeno il 55 per cento del contenuto energetico dei rifiuti inceneriti venga utilizzato al di fuori degli IIRU. La definizione di questo grado di efficienza minimo, che corrisponde all'attuale efficienza energetica media di tutti gli IIRU svizzeri, consentirà agli impianti di incenerimento con un'efficienza inferiore alla media di aumentare detta efficienza entro un periodo transitorio di 10 anni dall'entrata in vigore dell'OPSR.


Quali nuove disposizioni vigono per il riciclaggio dei rifiuti biogeni?

La versione dell'OTR attualmente in vigore includeva la disposizione secondo cui i Cantoni incentivano il riciclaggio dei rifiuti compostabili a condizione che possano essere raccolti separatamente e riciclati. L'OTR non menziona altre esigenze specifiche per il riciclaggio dei rifiuti biogeni.

L'ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (OPSR) comprende standard vincolanti, fondamentali ai fini della protezione dell'ambiente e delle risorse, per lo smaltimento dei rifiuti biogeni. Secondo l'OPSR, i rifiuti biogeni devono essere innanzitutto valorizzati tramite compostaggio e fermentazione a condizione che le loro proprietà lo consentano e che siano stati raccolti separatamente.

Le nuove disposizioni favoriscono l'uguaglianza e la certezza del diritto per lo smaltimento dei rifiuti biogeni, consentono di ottimizzare i potenziali di utilizzo e di estrarre nutrienti, ammendanti del suolo ed energie rinnovabili.


Vi sono nuove disposizioni per gli impianti dei rifiuti nell'ambito del trattamento dei rifiuti biogeni?

L'OPSR contempla nuove disposizioni in merito all'ubicazione, alla costruzione, all'esercizio e alla sorveglianza degli impianti di trattamento dei rifiuti biogeni. Negli impianti di compostaggio e di fermentazione possono essere riciclati solo i rifiuti biogeni con proprietà (in particolare i loro tenori in nutrienti e in inquinanti) adatte per la relativa procedura e per la valorizzazione quali fertilizzanti o ammendanti del suolo. Le nuove disposizioni favoriscono l'uguaglianza e la certezza del diritto per lo smaltimento dei rifiuti biogeni e consentono di ridurre i carichi inquinanti quali le immissioni causate dai fertilizzanti o l'utilizzo di vettori energetici fossili.


In futuro, per ogni progetto di costruzione occorrerà un accertamento degli inquinanti?

In linea di principio, per ogni progetto di risanamento o di demolizione di immobili costruiti prima del 1990 occorre accertare la presenza di inquinanti. Per questi immobili non è possibile escludere che contengano inquinanti quali amianto, bifenili policlorurati (PCB), idrocarburi aromatici policiclici (PAH) o metalli pesanti. Lo stesso vale anche per gli immobili costruiti nel periodo prebellico, durante il quale gli inquinanti sono stati introdotti, a determinate condizioni, nel quadro di lavori di risanamento.


Come viene disciplinato nell'OPSR lo smaltimento dell'asfalto di demolizione contenente catrame?

L'asfalto di demolizione con un tenore di PAH superiore a 5000 mg al kg nel legante (ossia un tenore in PAH pari a 250 mg al kg nell'intero rivestimento), al termine del periodo transitorio di 10 anni, non potrà più essere né riciclato né conferito in discarica. In futuro, questi rivestimenti contenenti catrame dovranno quindi essere smaltiti applicando un trattamento termico in grado di distruggere i PAH. Il materiale rimanente contenente ghiaia potrà essere riutilizzato.


Per quale ragione sono state modificate le denominazioni dei tipi di discariche?

La versione dell'OTR attualmente in vigore indicava tre tipi di discariche. La nuova OPSR ne include cinque, denominate con lettere da A a E. Di fatto, questi nuovi tipi di discariche esistevano già, dato che le discariche reattore erano comunque suddivise in compartimenti per sostanze residue e per scorie e le discariche per materiali inerti in discariche esclusivamente per materiale di scavo non inquinato e con un'autorizzazione generale per materiali inerti. Le denominazioni precedenti si prestavano sovente a confusione e non risultavano più adeguate per i rifiuti ammessi al deposito. Le denominazioni con lettere da A a E sono più neutre e rappresentano in sequenza crescente e in linea di massima il potenziale inquinante di ogni tipo di discarica.


Esistono delle disposizioni nella fase di manutenzione postoperativa delle discariche?

La manutenzione postoperativa della discarica rimane come finora necessaria se non causa effetti nocivi o molesti sull'ambiente e se non sussistono pericoli concreti derivanti da tali effetti. Questa sorveglianza a lungo termine di una discarica deve poter essere limitata a un periodo accettabile. In tal senso occorre una valutazione dei rischi per verificare se la discarica raggiunge gli obiettivi menzionati oppure se sia opportuno adottare altre misure. Per l'esercizio successivo delle discariche esistenti si applica la disposizione secondo cui, nell'ambito del rinnovo dell'autorizzazione di esercizio, alle autorità cantonali debbano essere fornite le basi per la valutazione dei rischi.

I rifiuti urbani misti possono essere valorizzati nei cementifici?

No, i rifiuti urbani misti non possono essere valorizzati nei cementifici.

Invece possono essere valorizzati nei cementifici i scarti dei rifiuti urbani raccolti in vista di una valorizzazione materiale secondo lo stato della tecnica

Esempi di scarti che possono essere valorizzati nei cementifici:

  • I scarti dei rifiuti di imballaggi in materie plastiche diverse nella stessa raccolta.
  • I scarti dei rifiuti di imballaggi in materie plastiche diverse e cartoni per bevande nella stessa raccolta.


 

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Ultima modifica 15.08.2018

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