Un architetto eclettico: insieme al castoro, tornano anche i colori

06.07.2023 – Il castoro, un tempo estinto nel nostro Paese, è tornato in gran parte delle acque svizzere. Le sue costruzioni e il suo stile di vita sono affascinanti: il più grande roditore d'Europa plasma il paesaggio e crea degli habitat estremamente preziosi per la natura e per noi esseri umani. Tuttavia, se lo spazio scarseggia, posso insorgere anche conflitti.

Castoro con cuccioli
Una famiglia di castori sulle rive del fiume.
© Christof Angst

Forse vi è già capitato di incontrarlo durante una passeggiata serale? Sicuramente ne avrete già visto le tracce lungo i fiumi: una diga, una tana, un tronco rosicchiato o un albero completamente abbattuto. Negli ultimi mesi, su mandato dell'UFAM, più di 400 volontari si sono messi alla ricerca delle loro tracce. Il risultato è impressionante: il castoro, un tempo estinto in Svizzera, è tornato con ben 4900 esemplari.


Il più grande roditore d'Europa

Con un peso compreso tra 20 e 30 chilogrammi, il castoro pesa più di un capriolo. La sua forma, che a primo impatto potrebbe sembrare un po' goffa, presenta vari dettagli sofisticati. I suoi quattro denti incisivi ricoperti da uno strato ferroso di smalto sono molto duri e possono rodere anche i tronchi più robusti. Le zampe anteriori sono il suo strumento ideale per scavare buche nel terreno e per costruire dighe o tane maestose. Le zampe posteriori fungono da pinne per nuotare. La caratteristica più vistosa del castoro è la coda, la cosiddetta pagaia. Funge da timone quando l'animale nuota, da deposito di grassi per l'inverno e da mezzo di comunicazione: se il castoro batte la pagaia sull'acqua, significa che sta avvertendo i membri della famiglia di pericolo.

Il castoro è vegetariano. In estate si nutre delle piante dentro o intorno all'acqua, in inverno di corteccia e gemme. Dato che non è in grado di arrampicarsi, fa cadere gli alberi. Con il legno costruisce tane e dighe. Spesso nei paesaggi golenali, dove vi è maggiore quantità di cibo, ogni 500 metri è possibile trovare una tana occupata, vale a dire una famiglia di castori. Se il cibo scarseggia, una singola famiglia può occupare tratti di fiumi lunghi anche diversi chilometri.

Se specie animali estranee osano entrare nel loro territorio, i castori adulti difendono con veemenza la loro tana e i loro piccoli - se necessario anche fino alla morte. Per l'uomo non rappresentano un pericolo. Durante le immersioni o quando si nuota è comunque consigliato tenersi a distanza dagli insediamenti dei castori.

© UFAM

Il suo ritorno: una storia di successo

Il castoro europeo esiste già da 15 milioni di anni. La specie era infatti ampiamente diffusa in tutta l'Eurasia: secondo le stime, si trattava di 100 milioni di esemplari. La sua estinzione su quasi tutto il territorio risale agli ultimi secoli. Con la sua pregiata pelliccia venivano realizzati cappelli in feltro, mentre il castoreo, una secrezione con cui il castoro marca il suo territorio, veniva considerata una cura miracolosa contro ogni malattia. La qualità eccellente della sua carne fece sì che comincio ad essere cacciato in modo eccessivo. In Europa sopravvissero solo da mille a duemila esemplari. In Svizzera, l'ultimo castoro è stato abbattuto all'inizio del XIX secolo.

Evoluzione dello stato dei castori tra il 1978 e il 2022.
© UFAM

Infine, tra il 1956 e il 1977 un gruppo di persone impegnate introdusse in Svizzera 141 castori provenienti da diverse regioni europee. Il reinsediamento non venne allora coordinato dalla Confederazione, ma nonostante numerose perdite degli animali integrati, ebbe successo. I popolamenti si sono lentamente ripresi e negli ultimi anni il loro numero è aumentato rapidamente. Christof Angst, direttore del Servizio svizzero di consulenza sul castoro commissionato dall'UFAM, ha affermato che si è trattato di uno sviluppo normale per un mammifero così grande e territoriale come il castoro. Inoltre, secondo il direttore, è prevedibile che l'aumento di esemplari si stabilizzerà prima o poi, poiché molti tratti d'acqua adatti sono oggi occupati.

Grazie agli sviluppi positivi degli ultimi anni, dal 2022 il castoro non è più iscritto come specie minacciata nella Lista rossa dei mammiferi. Dal 1962 la legge sulla caccia (LCP) ne garantisce la tutela. Il castoro trae vantaggio dal fatto di poter modellare il suo habitat in modo molto efficiente e in base alle sue necessità. Per motivi di sicurezza, l'ingresso delle sue abitazioni è subacqueo. Se l'acqua non è sufficientemente profonda, costruisce una diga. In questo modo, devia la corrente delle acque e crea nuove zone umide.

Il suo desiderio di costruire come opportunità per la natura e l'uomo

Dal 2020 è in corso un progetto di ricerca sul castoro su mandato dell'UFAM. Oltre al ripopolamento attuale - come spiega Claudine Winter, responsabile del progetto e collaboratrice della sezione Fauna selvatica e promozione delle specie all'UFAM - si studia anche l'influsso del castoro sulla biodiversità e sul bilancio di carbonio e azoto nelle acque o nella migrazione dei pesci. Si sta cercando pertanto di capire quale ruolo possa assumere il castoro nel rafforzamento dell'infrastruttura ecologica della Svizzera. Sono attesi risultati in primavera. Un modello delle zone golenali per i castori mostra in quali acque è prevedibile la costruzione di dighe da parte dell'animale e il loro impatto sul paesaggio e sulla natura circostante.

Un sopralluogo a Marthalen (ZH) mostra chiaramente come la presenza del castoro abbia modificato il paesaggio: questi luoghi sono ripopolati da libellule, anfibi, pesci e piante acquatiche. Anche la limenite del pioppio vi caccia regolarmente. Come spiega Christof Angst, nelle zone dove risiede il castoro, si è registrato un forte aumento del numero di specie in pochi anni. Il castoro, rosicchiando, scavando e costruendo dighe ogni giorno, cambia costantemente il paesaggio. Da piccole pozze d'acqua a profondi stagni, da cumuli di legno morto a foreste inondate dal sole, nascono infatti habitat naturali che offrono nutrimento, spazio per la crescita di nuove piante e possibilità di nascondersi.

Il lavoro dei castori assume ancora più importanza, dal momento che in Svizzera il 90 % delle zone golenali, gli habitat più ricchi di specie della Svizzera, è andato perduto. Questa massiccia diminuzione è riconducibile alla rettifica dei fiumi e al prosciugamento delle zone umide negli ultimi secoli. Il rapporto di sintesi Lista rossa pubblicato di recente dall'UFAM mostra che gli habitat acquatici sono tra i più minacciati della Svizzera e, con essi, la flora, la fauna e i funghi che ospitano.

Allora e oggi: le zone alluvionali erano un tempo molto diffuse in Svizzera

Come molti altri fiumi in Svizzera, la Thur è stata rettificata nel XIX secolo. Date un'occhiata alla rettifica e alla rinaturazione del corso del fiume in map.geo.admin.ch tramite la funzione Viaggio nel tempo.

Costruendo grandi cose...

Bisogna considerare tutti i lati della medaglia. Non in tutti i luoghi è possibile lasciar costruire liberamente il castoro. La sua diffusione degli ultimi anni nei piccoli corsi d'acqua ha portato anche a problemi. Molti danni potrebbero essere evitati con semplici accorgimenti, ad esempio, proteggendo gli alberi con reti metalliche o recintando le colture agricole. Inoltre, i danni da rosura nell'agricoltura vengono indennizzati. La situazione si complica quando il castoro sotterra strade o sentieri o inonda i terreni coltivati costruendo le dighe.

Il Servizio svizzero di consulenza sul castoro ha elaborato e mette a disposizione dei Cantoni soluzioni per le varie problematiche. La Strategia Castoro della Confederazione concretizza le modalità con cui trattare questo animale e funge da aiuto all'esecuzione per i Cantoni.

Strategia Castoro Svizzera

Aiuto all’esecuzione dell’UFAM sulla gestione del castoro in Svizzera. 2016

Christof Angst afferma che il ritorno del castoro è una vera fortuna per la natura e per noi esseri umani. Inoltre, se riusciremo a trovare approcci risolutivi ai problemi più complessi, potremmo trarre vantaggi sotto molti punti di vista. I primi risultati dell'attuale rapporto di ricerca e gli studi condotti all'estero mostrano che il castoro, con le sue dighe, può influire positivamente sulla qualità e sulla temperatura delle acque. Negli stagni arginati dai castori, microorganismi, plancton e piante acquatiche sono al lavoro per eliminare le sostanze in eccesso e pulire così le acque. La ritenzione favorisce anche lo scambio tra acque sotterranee e corsi d'acqua.

Ciò porta a un raffreddamento delle acque sotterranee e contribuisce ad aumentarne la resistenza agli effetti del riscaldamento globale. Claudine Winter è convinta che uno sfruttamento mirato del suo potenziale e la messa a disposizione del giusto spazio all'animale, renderanno il castoro un importante alleato per il mantenimento e la promozione della biodiversità e quindi delle basi per la vita umana.

Una madre castoro nuota in un fiume con il suo cucciolo in bocca.
Una madre castoro insieme al suo cucciolo.
© Christof Angst

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Ultima modifica 06.07.2023

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