Scambio di quote di emissioni: importante passo per collegare i sistemi di Svizzera e UE

Berna, 16.08.2017 - La Svizzera e l’Unione europea (UE) sono in procinto di collegare i loro sistemi di scambio di quote di emissioni. Il Consiglio federale ha approvato la firma dell’accordo in occasione della sua seduta del 16 agosto 2017. Anche la Commissione europea ha adottato delle proposte per firmare e ratificare l’accordo e le ha trasmesse al Consiglio dell’UE per decisione. L’accordo potrebbe essere firmato nel corso di quest’anno. La sua ratifica dovrà in seguito essere autorizzata dal Parlamento svizzero e da quello europeo.

Il sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) è un importante strumento di politica climatica. Ha lo scopo di ridurre le emissioni di gas serra generate dai maggiori emettitori. In Svizzera, raggruppa attualmente 54 grandi emettitori di CO2 (cfr. riquadro). Il collegamento dei due sistemi permetterà a queste aziende di accedere a un mercato più grande e con maggiore liquidità e di beneficiare delle stesse condizioni di concorrenza delle imprese europee. Con l’entrata in vigore dell’accordo, nel sistema svizzero saranno incluse anche le emissioni generate dal traffico aereo, al pari di quanto avviene nel sistema europeo. In analogia alla normativa prevista nell’UE, questa modifica interesserà probabilmente soltanto i voli dalla Svizzera verso un Paese dello Spazio economico europeo (SEE) e i voli nazionali.

Le modifiche necessarie della legge sul CO2 sono state poste in consultazione a fine agosto 2016 unitamente alla futura politica climatica della Svizzera. Sebbene alcuni partecipanti abbiano contestato l’integrazione delle emissioni generate dal traffico aereo nel sistema svizzero, l’accordo sul collegamento del sistema svizzero con quello europeo gode di un largo consenso presso le cerchie consultate.

I negoziati tecnici in vista dell’accordo fra la Svizzera e l’UE erano stati finalizzati oltre un anno fa. L’attuazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa e l’incontro, svoltosi nell’aprile del 2017, fra la Presidente della Confederazione Doris Leuthard e il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker hanno consentito di riprendere i lavori.

La firma dell’accordo tra l’UE e la Svizzera rappresenta una tappa importante per il collegamento dei due sistemi (cfr. anche il comunicato stampa della Commissione europea del 16 agosto 2017). Nella sua seduta del 16 agosto 2017, il Consiglio federale ha approvato la firma dell’accordo, il quale potrà essere firmato ancora nel corso di quest’anno. Per la Svizzera, sarà firmato dalla Presidente della Confederazione Doris Leuthard dopo consultazione preliminare delle commissioni parlamentari competenti, conformemente alla decisione del Consiglio federale. Il Parlamento svizzero e quello europeo dovranno in seguito autorizzare la ratifica dell’accordo. A tale proposito, un messaggio sull’approvazione dell’accordo e sulla revisione parziale necessaria della legge sul CO2 sarà sottoposto al Parlamento.

Il sistema svizzero di scambio di quote di emissioni

Il sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) svizzero concerne 54 imprese che generano molte emissioni di CO2 appartenenti all’industria cementizia, chimica e farmaceutica come pure ai settori delle raffinerie, della fabbricazione di carta, del teleriscaldamento o dell’acciaio.

Il SSQE è impostato secondo il principio del «cap and trade», secondo cui la quantità massima disponibile di diritti di emissione è limitata («cap», ovvero il limite massimo). Questo limite, che nel 2013 ammontava a 5,63 milioni di tonnellate di CO2, viene ridotto ogni anno dell’1,74 per cento rispetto al 2010. Nel 2020, il limite sarà di 4,91 milioni di tonnellate, che corrisponde a una riduzione del 13 per cento rispetto al 2013. I diritti di emissione necessari per un esercizio efficiente dal profilo delle emissioni di gas serra, calcolati rispetto a impianti di riferimento, sono attribuiti ogni anno, a titolo gratuito, alle imprese che aderiscono al SSQE. Le imprese che generano meno emissioni del previsto possono rivendere i diritti non utilizzati. Le imprese che necessitano di un numero maggiore di diritti di emissione possono acquistarli («trade», ovvero il commercio). Le imprese registrate nel SSQE sono esentate dalla tassa sul CO2.


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