Un ambiente per l'Europa

Il processo «Un ambiente per l’Europa» si prefigge di migliorare le norme ambientali nella regione paneuropea e offre un quadro di cooperazione con l’Europa orientale, il Caucaso e l’Asia centrale nel settore ambientale. Al processo partecipano i 56 Paesi membri della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) come pure alcune organizzazioni internazionali, istituzioni finanziarie e ONG.

Nel 1991, a Dobris, in Cecenia, i ministri dell’ambiente dei Paesi membri dell’UNECE hanno avviato il processo «Un ambiente per l’Europa» al fine di sostenere i Paesi dell’Europa orientale, del Caucaso e dell’Asia centrale nell’elaborazione e nella realizzazione della loro politica ambientale. La cooperazione nel settore ambientale con tali Paesi e il rafforzamento delle loro capacità costituiscono gli strumenti principali per migliorare l’ambiente e armonizzare gli standard ambientali all’interno della regione paneuropea. Il Comitato delle politiche ambientali dell’UNECE è responsabile di tale progetto.

Il processo offre un quadro unico per la cooperazione nel settore ambientale fra i 56 Paesi membri dell’UNECE, le organizzazioni internazionali, le istituzioni finanziarie, ma anche con la società civile e partner privati.

Tematiche

Le tematiche trattate nel quadro del processo «Un ambiente per l'Europa» sono in particolare le seguenti:

  • la promozione e la realizzazione delle convenzioni regionali dell'UNECE (aria, acqua, esami d'impatto ambientale, incidenti industriali, partecipazione e accesso del pubblico all'informazione e alla giustizia);
  • la governance ambientale;
  • la valutazione dello stato dell'ambiente nella regione paneuropea;
  • l'economia verde;
  • il consumo e la produzione sostenibili;
  • l'energia sostenibile;
  • la sicurezza e l'ambiente;
  • la salute e l'ambiente;
  • il finanziamento ambientale;
  • l'educazione allo sviluppo sostenibile.

Realizzazione

La realizzazione del processo è garantita in particolare dall’UNECE, dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (PNUD), dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), dall’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e dai centri regionali per l’ambiente (REC).

Conferenze ministeriali

Nel quadro di tale processo, i ministri dell’ambiente si incontrano ogni tre o quattro anni. L’ottava conferenza «Un ambiente per l’Europa» si è tenuta dall’8 al 10 giugno 2016 a Batumi, in Georgia, con lo scopo di fornire un contributo regionale al raggiungimento degli obiettivi per uno sviluppo sostenibile.

A Batumi, infatti, gli Stati hanno adottato un quadro strategico per l’economia verde valido fino al 2030. In questa occasione, e per rendere operativo il quadro strategico, è stata lanciata l’Iniziativa di Batumi per un’economia verde (iniziativa BIG-E), sviluppata sotto l’egida della Svizzera e in stretta collaborazione con UNEP, UNECE e OCSE. L’iniziativa BIG-E a racchiude al suo interno vari impegni volontari formulati dagli Stati e dalle organizzazioni interessate. Nella Conferenza dei ministri è stata anche concepita l’Azione di Batumi per un’aria più pulita (iniziativa BACA), volta a mobilitare gli Stati affinché intraprendano azioni volontarie per migliorare la qualità dell’aria. La Svizzera ha partecipato alla BIG-E e alla BACA rispettivamente con cinque iniziative e cinque azioni.

Nel gennaio 2019, nel quadro di un esame di metà percorso, gli Stati che partecipano alle iniziative renderanno conto dei progressi realizzati nell’attuazione dei loro impegni. Batumi ha infine portato a due dichiarazioni ministeriali, una di carattere generale e l’altra specifica all’ambito dell’educazione allo sviluppo sostenibile.

Impegno e interesse della Svizzera

La Svizzera ha svolto un ruolo decisivo nell’avvio del processo «Un ambiente per l’Europa». L’UFAM, responsabile del fascicolo, continua a impegnarsi attivamente in merito. Tale processo consente alla Svizzera, un Paese non membro dell’UE, di collaborare strettamente con la regione paneuropea nel settore ambientale. L’accento posto sui Paesi dell’Asia centrale e del Caucaso rientra negli interessi della Svizzera, che dirige un gruppo di voto presso il Fondo mondiale per l’ambiente (GEF), il quale oltre alla Svizzera comprende i Paesi dell’Asia Centrale e l’Azerbaigian.

La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) si impegnano in tale processo soprattutto tramite la cooperazione bilaterale e regionale nei rispettivi Paesi.

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Ultima modifica 17.08.2018

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