Aria: In breve

Dal 2000 la qualità dell’aria è migliorata ulteriormente e, rispetto alla media europea, è buona. Tuttavia, le concentrazioni di ozono, polveri fini e diossido di azoto superano in parte i valori limite di immissione e restano quindi un pericolo per la salute. Anche le immissioni di azoto atmosferico sono ancora troppo elevate e si ripercuotono su ecosistemi, biodiversità, suolo, acqua e clima. Per migliorare la qualità dell’aria devono essere adottate ulteriori misure a livello nazionale e internazionale concernenti i trasporti, l’industria, gli impianti a combustione, i riscaldamenti e l’agricoltura.


1.  Mobilità, consumo energetico, produzione industriale e agricola (determinanti)

Fra il 2000 e il 2012 la prestazione chilometrica delle automobili è aumentata del 18 per cento, quella del trasporto di merci su strada del 15 per cento. Nel 2012 si è registrato un picco con 431 000 nuove immatricolazioni di veicoli stradali a motore. In Svizzera nel 2012 erano immatricolati in totale 5,6 milioni di veicoli a motore, di cui 4,3 milioni automobili. Quattro economie domestiche svizzere su cinque dispongono di almeno un'automobile. Nel 2012 il 64 per cento delle merci è stato trasportato su strada.

Anche nel traffico aereo si registra una crescita: il numero di voli nei tre aeroporti nazionali di Zurigo, Ginevra e Basilea dopo aver toccato il picco massimo nel 2000, con circa 510 000 voli, e dopo una flessione, da alcuni anni si trova a quota 430 000. Nel complesso il numero di movimenti aerei è aumentato del 40 per cento circa rispetto al 1990.

Oltre ai trasporti, sono soprattutto l'energia che utilizziamo, i prodotti che consumiamo, lo sfruttamento degli impianti industriali e artigianali e l'agricoltura a influenzare lo stato dell'aria.

Anche determinati processi naturali, come i processi microbiologici e chimici che si sviluppano nel suolo e nelle acque, la scomparsa di piante o animali, l'erosione, gli incendi boschivi o i fulmini influiscono sulla qualità dell'aria; tuttavia, il loro contributo all'inquinamento atmosferico sull'insieme del territorio svizzero è relativamente esiguo.


2.  Emissioni di inquinanti (pressioni)

Le cause principali dell’attuale inquinamento atmosferico sono soprattutto:

  • il traffico motorizzato (ossidi di azoto NOx, polveri fini, composti organici volatili COV, fuliggine);
  • le economie domestiche, compresa la combustione di legna (polveri fini, COV, fuliggine);
  • l’agricoltura (ammoniaca, COV, polveri fini);
  • l’industria (COV, NOx, polveri fini).

Gli inquinanti vengono trasportati dalle correnti atmosferiche e possono subire modifiche chimiche o fisiche lungo il tragitto. È così che si forma l'ozono (smog estivo) ad opera degli inquinanti precursori, essenzialmente ossidi di azoto (NOx) e composti organici volatili (COV). Dall'ammoniaca, dai COV, dagli NOx e dal biossido di zolfo possono formarsi polveri fini «secondarie».

Dal 2000 le emissioni della maggior parte degli inquinanti atmosferici sono diminuite ulteriormente. Gli obiettivi di riduzione definiti dal Consiglio federale nel 2009 nella strategia di lotta contro l’inquinamento atmosferico non sono però ancora stati raggiunti, tranne che per il diossido di zolfo:

  • le emissioni di polveri fini (PM10, PM2.5) provengono in parti quasi uguali dall’industria, dal traffico e dall’agricoltura e, in misura minore, dalle economie domestiche. Tra il 2005 e il 2016 le emissioni di PM10 sono diminuite del 12 per cento. L’obiettivo è di ridurle del 45 per cento rispetto al 2005;
  • circa la metà delle emissioni di ossidi di azoto proviene dal traffico. Dal 2005 al 2006 le emissioni sono diminuite del 27 per cento. L’obiettivo è di ridurle del 50 per cento;
  • i composti organici volatili (COV) provengono per oltre il 50 per cento dall’industria. L’obiettivo è di ridurli di circa il 30 per cento rispetto al 2005. La riduzione fin qui raggiunta è pari al 24 per cento;
  • l’ammoniaca (NH3) proviene quasi esclusivamente dall’agricoltura, dove si sprigiona nell’atmosfera a partire dalle stalle e con lo stoccaggio e lo spargimento del liquame. Le emissioni di ammoniaca, responsabili di quasi due terzi dell’apporto di azoto, sono diminuite di appena il 5 per cento dal 2005. L’obiettivo è di ridurle del 40 per cento.

3.  Valori limite a tratti superati per NOx, ozono e polveri fini e rispettati per l'SO2, immissioni eccessive di azoto (stato)

Dal 2000 la qualità dell’aria in Svizzera è migliorata ulteriormente e, se paragonata ad aree con la stessa densità demografica all’estero, è buona. Attualmente, in tutta la Svizzera i valori di nove dei dodici maggiori inquinanti atmosferici sono inferiori ai valori limite d'immissione sanciti dall’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico.

Per contro i valori limite di biossido di azoto (NO2), ozono (O3) in prossimità del suolo e polveri fini continuano a essere a tratti superati.

Immissioni eccessive di azoto, composte nella misura di due terzi da emissioni di ammoniaca (NH3) e di un terzo da emissioni di NOx, gravano sull'ambiente superando nettamente i valori limite.


4.  Malattie, decessi, fertilizzazione eccessiva e costi economici (impatto)

Il pericolo maggiore per la salute è rappresentato dall'eccessivo carico di polveri fini, ozono e biossido di azoto, che causa o aggrava malattie all'apparato respiratorio e cardiovascolare. Secondo il rapporto «Externe Kosten und Nutzen des Verkehrs in der Schweiz», nel 2015 il livello d'inquinamento atmosferico in Svizzera ha provocato circa 2200 decessi prematuri, di cui circa 200 causati da cancro ai polmoni. Le elevate quantità di inquinanti atmosferici sono responsabili, anno dopo anno, di oltre 1800 ricoveri dovuti a malattie cardiovascolari e respiratorie per un totale di 14 000 giorni di ospedalizzazione.

Le elevate immissioni di azoto nell'aria provocano un'eutrofizzazione degli ecosistemi. Ciò conduce a una perdita di biodiversità e contribuisce all’acidificazione dei suoli forestali. Ne sono particolarmente colpiti i boschi, i prati naturali e i prati secchi ricchi di specie, le brughiere alpine, le paludi alte e basse, minacciando così numerose specie che si sono adattate a spazi vitali poveri di sostanze nutritive. Quasi tutte le torbiere alte, quasi il 90 per cento delle foreste, tre quarti delle paludi e un terzo dei prati secchi sono compromessi da un carico di azoto superiore al limite critico.

Nell'agricoltura, l'inquinamento atmosferico (soprattutto l'ozono) causa perdite che possono raggiungere il 15 per cento del raccolto.

Gli inquinanti atmosferici favoriscono la corrosione dei materiali, contribuendo a danneggiare gli edifici e i monumenti.

Ogni anno, in Svizzera, l'inquinamento atmosferico provoca costi per svariati miliardi di franchi. Questi costi esterni, che non vengono coperti da chi li causa, concernono la salute, le perdite di raccolto nell'agricoltura e i danni ai materiali e agli edifici. Per il settore sanitario, l’ARE stima costi complessivi per oltre 6 miliardi di franchi l'anno.

Le particelle di fuliggine, il metano e l’ozono troposferico sono inquinanti atmosferici che influiscono anche sul clima.


5. Prescrizioni sulle emissioni (risposte) 

Per proteggere l'uomo, la fauna, la flora e i loro spazi vitali dagli effetti dannosi degli inquinanti atmosferici, la legge impone che le emissioni di inquinanti atmosferici vengano limitate nella misura massima consentita dal progresso tecnico e dalle possibilità economiche, anche se non sussiste ancora alcun rischio diretto per l'ambiente (principio di precauzione). Dei limiti di emissione più severi entreranno in vigore se si intende porre fine a effetti nocivi.

A livello federale esistono prescrizioni in materia di emissioni per i riscaldamenti, gli impianti industriali, i veicoli a motore, le macchine e gli apparecchi, i battelli e i veicoli ferroviari, come pure prescrizioni relative alla qualità di combustibili e carburanti.

Inoltre, i veicoli, gli impianti industriali e agricoli come anche i generatori di calore devono essere conformi al miglior stato della tecnica. La norma Euro 6/VI per veicoli a motore valida dal 2014 porterà ulteriori miglioramenti – seppur con un effetto in parte ritardato – nell'ambito delle emissioni di polveri fini e ossidi d'azoto.

Ulteriori misure sono la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni o la tassa d'incentivazione sui composti organici volatili (COV).

Per ridurre le emissioni di ammoniaca derivanti dalla detenzione di animali, la Confederazione sussidia dal 2008 tecniche a emissioni ridotte come lo spargimento di liquami mediante barre di distribuzione con tubi flessibili. Il potenziale di riduzione delle emissioni di ammoniaca mediante misure tecniche e d’esercizio è importante e va sfruttato.

I Cantoni hanno elaborato dei piani di misure per la protezione dell'aria volti a ridurre a livello locale l'inquinamento atmosferico eccessivo, ad esempio mediante la promozione dei trasporti pubblici o l'introduzione di divieti temporanei di accensione degli impianti di riscaldamento a legna.

Sono possibili sinergie con altri settori politici soprattutto nel campo della politica energetica e climatica. Le misure volte ad aumentare l’efficienza e a sostituire le energie fossili con energie rinnovabili sono di regola in sintonia con la politica di lotta contro l’inquinamento atmosferico.

L'inquinamento atmosferico a lunga distanza deve essere ridotto anche negli altri Paesi europei mediante l'adozione di misure durature. A questo proposito, sono necessari sforzi supplementari sul piano internazionale nell'ambito della Convenzione sull'inquinamento atmosferico attraverso le frontiere a lunga distanza.

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Ultima modifica 30.11.2018

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