Progetti di compensazione realizzati all’estero

Gli Stati possono computare ai propri obiettivi di emissione le riduzioni conseguite all’estero. L'Accordo di Parigi sul clima sostituisce i meccanismi flessibili del Protocollo di Kyoto. La Svizzera si impegna affinché siano adottate regole internazionali incisive e lavora per concludere accordi bilaterali con Paesi ospitanti interessati.

L’Accordo di Parigi, il quadro internazionale

In aggiunta alle riduzioni delle emissioni ottenute mediante misure nel proprio Paese, l'Accordo di Parigi consente di computare anche riduzioni ottenute all'estero. Le riduzioni delle emissioni devono essere aggiuntive, promuovere lo sviluppo sostenibile nel Paese ospitante e non essere già rivendicate da un altro Paese.

L'articolo 6 dell’Accordo di Parigi prevede due opzioni per il trasferimento delle riduzioni delle emissioni estere (International Transferred Mitigation Outcomes, ITMOs). Attraverso accordi bilaterali o multilaterali, i Paesi possono inoltre stabilire congiuntamente le modalità (art. 6.2). Inoltre, è previsto un meccanismo multilaterale sotto l'egida dell'Accordo di Parigi (art. 6.4) che rilascia certificati per la riduzione delle emissioni. Le norme di attuazione sono ancora oggetto di negoziati a livello internazionale, poiché in occasione delle conferenze sul clima degli ultimi anni non è stata raggiunta un’intesa. Al fine di raccogliere le prime esperienze per l'attuazione degli accordi bilaterali, la Confederazione ha avviato progetti pilota in collaborazione con la Fondazione Centesimo per il clima.

Attuazione in Svizzera

Secondo la revisione totale della legge sul CO2, fino a un quarto dell'obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2030 pari al 50 per cento rispetto al livello del 1990 dovrà essere raggiunto mediante misure all'estero. Questa riduzione dovrà essere realizzata dagli importatori di carburanti soggetti all’obbligo di compensazione. Gli attestati internazionali computabili devono essere conformi sia ai requisiti dell'Accordo di Parigi sia a quelli della legge sul CO2.

L'obiettivo di riduzione previsto dalla legge per gli anni 2020/21 deve essere raggiunto esclusivamente attraverso misure in Svizzera. Ciononostante, le aziende esenti dall'imposta sul CO2 possono computare in misura limitata certificati esteri al loro impegno di riduzione. Tali certificati sono rilasciati in conformità alla procedura internazionale prevista dal Protocollo di Kyoto per riduzioni supplementari delle emissioni che si dimostrano essere state ottenute nel quadro di progetti di protezione del clima in Paesi in via di sviluppo (Clean Development Mechanisms, CDM). Tali certificati devono inoltre soddisfare i requisiti di qualità di cui all'allegato 2 dell'ordinanza sul CO2.

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Ultima modifica 30.12.2020

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