Migrazione piscicola

La nuova legge sulla protezione delle acque chiede il ripristino della libera circolazione dei pesci nei fiumi svizzeri. Gli ostacoli che intralciano in maniera significativa la migrazione dei pesci devono essere rimossi. L'UFAM illustra in un aiuto all'esecuzione come elaborare le basi per risanamenti di questo genere. Una lista di controllo basata su esempi di buona pratica mostra inoltre come ripristinare la migrazione dei pesci a monte e a valle di centrali idroelettriche.

La legge federale sulla pesca del 1991 subordina qualsiasi intervento di natura tecnica nelle acque all'obbligo di garantire la libera circolazione dei pesci. La legge riveduta sulla protezione delle acque, entrata in vigore nel 2011, impone ai proprietari di impianti idroelettrici di rimediare entro il 2030 ai danni ecologici causati dallo sfruttamento dell'energia idrica. Ostacolare la migrazione ittica è un danno in questo senso. Gli ostacoli che intralciano in maniera significativa la migrazione dei pesci devono essere rimossi.

La pianificazione strategica può comprendere anche misure di protezione dei biotopi presso impianti idroelettrici che non compromettono la risalita e la discesa dei pesci.

A tal fine i proprietari di impianti idroelettrici vengono interamente indennizzati. Questo vale anche per i successivi controlli dei risultati. I fondi per gli indennizzi provengono dal supplemento sui costi di trasporto delle reti ad alta tensione e sono finanziati dai consumatori di elettricità. I proventi di questa tassa, riscossa dal 2012, ammontano a circa 50 milioni di franchi l'anno.

1000 ostacoli impediscono la migrazione dei pesci

A fine 2013, i Cantoni hanno presentato alla Confederazione un rapporto sullo stato di compromissione ecologica delle acque, in particolare in relazione all'ambito della migrazione dei pesci. L'analisi da parte dell'UFAM dei rapporti intermedi e delle pianificazioni dei lavori necessari per alleviare detti pregiudizi indicano che occorre risanare circa 1000 costruzioni trasversali di centrali idroelettriche. Le opere edilizie trasversali, ad esempio barriere, centrali ad acqua fluente o dighe, ostacolano infatti la migrazione dei pesci.

Al fine di consentire alla fauna ittica di spostarsi liberamente in lunghi tratti di corsi d'acqua nonché di risalire gli affluenti, se opportuno e necessario occorre risanare anche gli ostacoli non condizionati dalla forza idrica. Questo richiede tuttavia una pianificazione delle rivitalizzazioni più a lungo termine.

Misure per ripristinare la risalita e la discesa dei pesci

Per consentire ai pesci di risalire i corsi d'acqua si possono realizzare opere tecniche, ad esempio passaggi, oppure soluzioni naturali quali corsi d'acqua d'aggiramento. In questo contesto esistono già tecniche sperimentate a livello pratico.

Anche gli spostamenti verso valle (discesa dei pesci) possono essere agevolati con misure strutturali che aiutano la fauna ittica a superare gli ostacoli e ne prevengono al contempo il possibile ferimento. Attualmente, tuttavia, per le centrali idroelettriche di grandi dimensioni mancano ancora soluzioni sperimentate.

Fattori di successo per il funzionamento di opere per la risalita dei pesci

Un modulo dell'aiuto all'esecuzione dell'UFAM «Rinaturazione delle acque» mostra come soddisfare, nell'ambito del ripristino della migrazione dei pesci, le esigenze poste dalla legislazione sulla protezione delle acque e sulla pesca. La pubblicazione descrive le singole fasi di planificazione, contiene raccomandazioni, comprende una lista di controllo dei fattori principali di cui occorre tenere conto per il buon funzionamento di un'opera per la risalita dei pesci e presenta esempi efficaci tratti dalla pratica. 

Wiederherstellung der Fischwanderung – Strategische Planung

Questa pubblicazione non esiste in italiano. È disponibile in altre lingue. 2012

Wiederherstellung der Fischauf- und -abwanderung bei Wasserkraftwerken

Questa pubblicazione non esiste in italiano. È disponibile in altre lingue. 2012

I titolari degli impianti idroelettrici esistenti vengono indennizzati per i costi delle misure di risanamento necessarie nei settori deflussi discontinui, materiale solido di fondo e libera circolazione dei pesci.

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Ultima modifica 21.09.2018

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