Misure di protezione dell’aria nel traffico stradale

Per ridurre le emissioni di inquinanti del traffico stradale, la Confederazione adegua progressivamente allo stato della tecnica le prescrizioni sui gas di scarico e sulla qualità dei carburanti. Anche la promozione dei trasporti pubblici e del traffico lento, il trasferimento del traffico merci dalla strada alla rotaia e la pianificazione del traffico contribuiscono al miglioramento della qualità dell’aria. Nuovi motori e nuove tecnologie consentono di prevenire le emissioni.


Prescrizioni sui gas di scarico per i veicoli a motore

Le prescrizioni concernenti i gas di scarico per i veicoli a motore sono uno degli strumenti più importanti per ridurre le emissioni di inquinanti provocate dal traffico. Si applicano valori limite per i seguenti inquinanti:

  • il monossido di carbonio (CO),
  • gli idrocarburi (HC),
  • gli ossidi di azoto (NOx),
  • il particolato (la massa e il numero).

Dal 1995 le prescrizioni svizzere sui gas di scarico sono integralmente armonizzate con quelle dell'UE. Dal 1982 al 1995, la Svizzera aveva propri valori limite per raggiungere gli obiettivi della lotta contro l'inquinamento atmosferico.

L'impiego di filtri antiparticolato chiusi consente di ridurre del 99 per cento le particelle solide cancerogene (fuliggine da diesel) presenti nei gas di scarico. Per questa ragione, per le automobili e gli autofurgoni nuovi con motori diesel e motori a benzina a iniezione diretta come pure per i veicoli commerciali pesanti (autocarri, autobus e pullman) si applicano valori limite severi (Euro 5, Euro VI). Attualmente, tali valori limite possono essere rispettati solo mediante l'impiego di filtri antiparticolato. Gli autocarri che emettono meno inquinanti (EURO VI) rientrano nella categoria poù convieniente della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP). Questo incentivo dovrebbe consentire di ridurre ulteriormente la concentrazione di polveri fini. La maggioranza degli autobus pubblici è già dotata di filtro antiparticolato. Dal 2008, la restituzione dell'imposta sugli oli minerali alle imprese di trasporto è subordinata dall'equipaggiamento degli autobus con filtri antiparticolato.

I motoveicoli sono soggetti a prescrizioni sui gas di scarico molto meno severe rispetto alle automobili. Per questa ragione, i motoveicoli leggeri e pesanti producono quantità di inquinanti ben superiori rispetto alle automobili. I ciclomotori (motorini) sono soggetti a prescrizioni abbastanza severe per quanto attiene ai gas di scarico. Tuttavia, a differenza dei motoveicoli, non devono rispettare i valori limite per cinque anni o almeno 30 000 km (requisiti in materia di durata), motivo per cui molti ciclomotori in circolazione non sono conformi alle prescrizioni. L'UE ha proposto una tabella di marcia per una riduzione graduale dei valori limite per i gas di scarico. Dal 2021 circa, i motoveicoli leggeri e pesanti saranno soggetti alle medesime prescrizioni delle automobili.

Le prescrizioni sui gas di scarico disciplinano anche i cicli di prova per controllare le emissioni di gas di scarico. Inoltre, definiscono i requisiti in materia di durata per il rispetto dei valori limite (in base al tempo trascorso o ai chilometri percorsi). I veicoli a motore devono essere esaminati periodicamente dagli Uffici cantonali della circolazione.

Ogni due anni sono inoltre previsti controlli decentralizzati sui gas di scarico. I veicoli con un sistema di diagnosi di bordo (OBD) sono esentati dall'obbligo di manutenzione dei gas di scarico. Per i motoveicoli e i ciclomotori è previsto solo un esame del veicolo a scadenza periodica, ma nessun controllo relativo ai gas di scarico.

Le prescrizioni sui gas di scarico del traffico stradale sono di competenza della divisione Circolazione stradale dell'Ufficio federale delle strade USTRA.


Veicoli a basse emissioni

Per ridurre e prevenire le emissioni del traffico privato vengono continuamente sviluppate nuove soluzioni tecniche. I motori elettrici sono molto promettenti in vista di una mobilità priva di emissioni: quando sono in funzione non provocano emissioni dirette. L'impatto ambientale globale dei veicoli elettrici può essere stimato solo mediante un bilancio ecologico integrale e un confronto con altri veicoli. I fattori determinanti sono le modalità di produzione dell'elettricità utilizzata, la batteria e la fabbricazione del veicolo.

A causa della mancanza di dati sulla produzione e sul ciclo di vita delle batterie, i vari studi effettuati portano a risultati diversi. A seconda dello studio, l'impatto ambientale di un'automobile elettrica può essere leggermente superiore o inferiore rispetto a quello di un veicolo alimentato a diesel ottimizzato sotto il profilo dei consumi.

Il consumo di carburante e le emissioni di CO2 e di inquinanti possono essere ridotti grazie all'impiego di veicoli ibridi e a gas naturale. Rispetto ai veicoli tradizionali, questi ultimi emettono quantità notevolmente inferiori di CO2. Attraverso una batteria supplementare i veicoli ibridi possono recuperare una parte dell'energia di frenata. Dal canto suo, il gas naturale viene bruciato quasi interamente.

Uno studio condotto dall'Empa su mandato dell'UFAM ha dimostrato che i veicoli ibridi nelle città e i veicoli a gas naturale sull'autostrada consumano quantitativi di carburante notevolmente inferiori. Nella circolazione quotidiana, con motori ibridi o a gas naturale le emissioni di CO2 possono essere ridotte del 25 per cento rispetto ai motori a benzina.

Anche gli scooter elettrici e le biciclette elettriche possono contribuire a ridurre il consumo di carburante e le emissioni di inquinanti e di rumore. L'UFAM ha promosso il programma New Ride di SvizzeraEnergia a favore dell'introduzione di veicoli elettrici a due ruote in Svizzera. È così stata creata una rete di Comuni, fabbricanti, importatori e commercianti, che offre ai consumatori tra l'altro la possibilità di giri di prova gratuiti. Nel frattempo NewRide si è trasformato in un centro di competenze in gran parte autofinanziato dal settore.


Impianti di condizionamento dell'aria

Gli impianti di condizionamento dell'aria delle automobili necessitano di energia per la compressione del liquido di raffreddamento. Più raffreddano, più consumano. Su mandato dell'UFAM, l'Empa ha analizzato il consumo supplementare causato dall'utilizzo di tali impianti. Lo studio ha dimostrato che sull'arco dell'anno l'utilizzo di impianti di condizionamento dell'aria provoca un aumento di oltre il 5 per cento del consumo di carburante, all'interno delle località addirittura del 10 per cento circa. Se gli impianti di condizionamento dell'aria venissero spenti a una temperatura esterna inferiore a 18°C, si potrebbero risparmiare fino a due terzi di tale consumo supplementare.


Emissioni da avviamento a freddo

Una quota notevole dei composti organici volatili (COV) e delle emissioni di monossido di carbonio (CO) delle automobili è emessa all'accensione del motore ancora freddo, soprattutto in presenza di temperature esterne basse. L'UFAM sostiene le ricerche dell'Empa in materia di emissioni da avviamento a freddo dei nuovi veicoli e gli sforzi a livello internazionale volti a inasprire le prescrizioni sulle emissioni da avviamento a freddo («Forum mondiale per l'armonizzazione delle regolamentazioni sui veicoli» WP.29 della Commissioni economica per l'Europa UNECE).


Politica dei trasporti e pianificazione del territorio

Meno chilometri percorsi significano meno inquinanti atmosferici e minor impatto ambientale dei trasporti. Oltre che sulle ottimizzazioni tecniche dei veicoli, la Confederazione punta su misure di pianificazione dei trasporti e del territorio nonché su incentivi finanziari. L'obiettivo è di ridurre il numero e la lunghezza dei tratti percorsi.

La Confederazione intende trasferire parte delle prestazioni del traffico passeggeri e merci motorizzato sui trasporti pubblici e sulla rotaia. Il calcolo dei costi effettivi di ogni singolo vettore è uno strumento efficace per incentivare tale trasferimento, in modo da contribuire a ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici e a limitare il volume del traffico. Misure di riduzione dell'inquinamento atmosferico aiutano anche a contenere le emissioni di CO2, il rumore e la frammentazione degli habitat.

Misure selezionate

Per proteggere le Alpi dagli effetti negativi del traffico pesante, la Confederazione intende trasferire il traffico merci pesante dalla strada alla rotaia. La TTPCP è un sistema di incentivi finanziari che rincara il traffico merci, contribuendo a internalizzare i costi esterni. Il calcolo della TTPCP si basa tra l'altro sulle emissioni di inquinanti dei veicoli.

Tra gli obiettivi perseguiti dall'Ufficio federale dello sviluppo territoriale figura quello di densificare gli insediamenti e ridurre l'impatto ambientale del traffico d'agglomerato. Uno strumento utile a tal fine è la creazione di vie di comunicazione a basso impatto ambientale. Uno sviluppo più attrattivo degli spazi per il traffico di pedoni e ciclisti permette di ridurre l'inquinamento atmosferico e fonico all'interno delle località.

Nachhaltige Gestaltung von Verkehrsräumen im Siedlungsbereich

Questa pubblicazione non esiste in italiano. È disponibile in altre lingue.

Mediante le tecnologie dell'informazione e le telecomunicazioni è possibile sfruttare in modo efficiente le infrastrutture di trasporto esistenti. Sistemi quali la gestione degli ingorghi contribuiscono a una politica dei trasporti sostenibile.

Il traffico lento (pedoni e ciclisti) è un modo di spostarsi molto rispettoso dell'ambiente. La Confederazione promuove pertanto la quota del traffico lento sul traffico complessivo.

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Ultima modifica 18.03.2019

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