Nematode del pino - Bursaphelenchus xylophilus

Il nematode del pino è un organismo nocivo. Dal 1° gennaio 2020 è considerato un organismo da quarantena prioritario secondo la nuova ordinanza del DEFR e del DATEC sulla salute dei vegetali (OSalV–DEFR–DATEC) e deve quindi essere notificato e combattuto. Originario dell’America del Nord, è stato introdotto in Giappone circa un secolo fa. In Europa è stato segnalato per la prima volta nel 1999 in Portogallo.

Le misure di prevenzione sono nel frattempo state intensificate e la Confederazione, con il sostegno degli specialisti cantonali e dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL), ha elaborato nel 2015 una guida relativa alla gestione del nematode del pino in Svizzera. Nel 2020 la guida è stata revisionata e integrata come modulo nell’Aiuto all’esecuzione Protezione del bosco.

Il nematode del pino, lungo 1 millimetro, infesta di preferenza le specie di pino.
© Beat Frey, WSL

Il nematode del pino, un verme lungo 1 millimetro, infesta in primo luogo le specie di pino. Tuttavia, può attaccare anche altre specie di conifere, quali l'abete, il peccio e il larice, ma è innocuo per l'uomo. In presenza di temperature elevate (superiori alla media mensile di 20 °C), un pino infestato deperisce nel giro di pochi mesi. Le altre specie di conifere tollerano l'infestazione, ma in tal modo diventano un serbatoio per i nematodi, contribuendo alla loro ulteriore diffusione. Per la sua diffusione, il nematode del pino dipende da un vettore, nel caso in questione dai coleotteri del genere Monochamus. Il nematode del pino è uno dei parassiti più nocivi per i boschi europei.

Prima scoperta in Svizzera

Il parassita è stato intercettato per la prima volta in Svizzera nella primavera 2011 in un carico di corteccia di conifere proveniente dal Portogallo (destinata alla decorazione di giardini). Il carico è stato immediatamente distrutto. Da allora in Svizzera non sono stati registrati altri casi di infestazione causati da merci importate. L'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL), che dal 2010 sorveglia i siti a rischio, non ha finora riscontrato la presenza in natura del parassita.

Materiale informativo

Aiuto all’esecuzione Protezione del bosco

Aiuto Protezione del Bosco

Aiuto all’esecuzione Protezione del bosco. 2a edizione aggiornata 2020

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Ultima modifica 09.09.2020

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